La Dieta Mediterranea arriva nei Paesi Baltici: a Kaunas la prima sede estera della Fondazione
La Dieta Mediterranea attraversa i confini del Mediterraneo e arriva ufficialmente nei Paesi Baltici. La Fondazione Dieta Mediterranea ETS ha aperto a Kaunas, in Lituania, il suo primo Ufficio di Delegazione all’estero, segnando una tappa importante nel processo di internazionalizzazione delle proprie attività.
La nuova sede nasce grazie a un accordo con l’Università della Terza Età di Kaunas e punta a diventare un presidio stabile per divulgazione, formazione, ricerca e cooperazione scientifica e culturale. Alla guida della delegazione è stato nominato il rettore dell’Università, Rymvidas Levykis.
Non si tratta, quindi, semplicemente di “esportare” un modello alimentare italiano. Il progetto ha un obiettivo più ampio: creare un ponte tra Mediterraneo e Nord Europa attraverso conoscenze, ricerca e iniziative capaci di tradurre i principi dello stile di vita mediterraneo in strumenti di prevenzione e promozione della salute.
Perché portare la cultura della Dieta Mediterranea fuori dal Mediterraneo
La Dieta Mediterranea viene spesso ridotta a una lista di alimenti: olio extravergine di oliva, verdura, frutta, cereali, legumi, pesce. In realtà il concetto è molto più ampio.
L’UNESCO l’ha iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, riconoscendola come un insieme di conoscenze, pratiche e tradizioni trasmesse tra generazioni e legate anche alla condivisione, all’identità delle comunità e al dialogo interculturale. Proprio la diffusione della consapevolezza sulle pratiche alimentari sane e sostenibili e la trasmissione delle conoscenze alle nuove generazioni rientrano tra gli elementi valorizzati dall’UNESCO.
Questo rende particolarmente interessante il progetto avviato dalla Fondazione in Lituania: diffondere la Dieta Mediterranea non significa necessariamente riprodurre altrove la tavola italiana, ma trasmetterne principi, cultura e conoscenze adattandoli ai differenti contesti.
Ed è proprio la conoscenza uno dei passaggi cruciali. Sapere che un modello alimentare è salutare non basta: perché possa avere un impatto sulla popolazione deve essere compreso, insegnato e trasformato in comportamenti concretamente applicabili.
L’OMS sottolinea infatti la necessità, a livello europeo, di trasformare le evidenze scientifiche sui modelli alimentari salutari in interventi e politiche capaci di modificare realmente i comportamenti della popolazione. La stessa Organizzazione identifica la Dieta Mediterranea tra i modelli alimentari regionali salutari studiati per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.
Divulgazione e prevenzione: perché la conoscenza conta
L’attività di divulgazione assume ancora più valore considerando il peso che l’alimentazione ha sulla salute pubblica europea.
Secondo l’OMS, le malattie croniche non trasmissibili rappresentano oltre l’80% dei decessi nella Regione europea e sono strettamente collegate anche ad alimentazione non equilibrata ed eccesso di peso.
La Dieta Mediterranea dispone oggi di un patrimonio scientifico considerevole. Nel 2025 sono state pubblicate anche le Linee guida nazionali italiane sulla Dieta Mediterranea, sviluppate attraverso una revisione sistematica delle evidenze e culminate in 84 raccomandazioni evidence-based relative a diversi ambiti di salute.
La questione, dunque, non è soltanto produrre nuove conoscenze scientifiche. È anche farle arrivare alle persone.
Ed è qui che attività di divulgazione, formazione e cooperazione come quelle previste dalla nuova delegazione possono acquisire un ruolo strategico: creare occasioni nelle quali le evidenze scientifiche incontrino le persone, le comunità e culture alimentari differenti.
Kaunas come ponte tra Puglia e Paesi Baltici
La scelta della Lituania non nasce da un rapporto occasionale.
Secondo quanto riportato dalla Fondazione, l’apertura della delegazione rappresenta l’evoluzione di una collaborazione pluriennale e segue la conclusione di un progetto Erasmus+ dedicato alle strategie per un invecchiamento sano e attivo, al quale hanno partecipato anche il professor Roberto Volpe, membro del Comitato scientifico della Fondazione, e la vice-rettrice dell’Università Jolanta Verykiene.
La nuova sede avrà inoltre una particolare attenzione sia verso la popolazione anziana sia verso i giovani. Un aspetto significativo perché la trasmissione della cultura alimentare non riguarda soltanto ciò che mangiamo oggi, ma ciò che una generazione riesce a insegnare alla successiva.
Il presidente della Fondazione, Domenico Rogoli, considera infatti Kaunas un potenziale punto di riferimento per l’intera area baltica e un ponte di dialogo tra Mediterraneo e Nord Europa. La Fondazione e l’Università intendono sviluppare nei prossimi anni attività comuni nei settori della ricerca, della formazione e della divulgazione.
Un legame tra Puglia e Lituania che viene da lontano
C’è anche un curioso filo storico che collega questi territori.
Nel comunicato la Fondazione ricorda la figura di Bona Sforza, duchessa sovrana di Bari, regina di Polonia e granduchessa di Lituania, come simbolo degli antichi rapporti tra Puglia e Lituania e della circolazione verso il Nord Europa di alcune abitudini provenienti dall’area mediterranea.
A distanza di secoli, naturalmente in un contesto completamente diverso, quel collegamento assume una nuova forma: non più soltanto circolazione di prodotti e consuetudini, ma scambio di conoscenze, formazione e cooperazione scientifica.
Dalla tradizione alla conoscenza
L’apertura della sede di Kaunas rappresenta soprattutto un cambio di scala per la Fondazione Dieta Mediterranea.
Dalla sede operativa di Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi, le attività si estendono per la prima volta stabilmente fuori dall’Italia, con l’ambizione dichiarata di costruire una rete capace di collegare esperienze, competenze e tradizioni diverse.
È forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: considerare la Dieta Mediterranea non come qualcosa da conservare sotto una campana di vetro, ma come un patrimonio da studiare, raccontare e condividere.
Perché un patrimonio culturale rimane vivo proprio quando continua a essere trasmesso. E un modello di salute pubblica può produrre effetti soltanto quando le persone hanno gli strumenti per conoscerlo, comprenderlo e applicarne i principi nella propria realtà.
Con la delegazione di Kaunas, la Fondazione Dieta Mediterranea prova a fare esattamente questo: trasformare un patrimonio nato sulle sponde del Mediterraneo in uno strumento di dialogo scientifico, culturale e sociale capace di parlare anche al resto d’Europa.
Fonti
- Fondazione Dieta Mediterranea ETS. A Kaunas la prima sede estera della Fondazione Dieta Mediterranea: nasce in Lituania un nuovo presidio per la promozione dello stile di vita mediterraneo. Comunicato stampa, Brindisi, 31 agosto 2026.
- UNESCO – Intangible Cultural Heritage. Mediterranean diet. La Dieta Mediterranea è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale e come insieme di conoscenze, pratiche e tradizioni trasmesse tra generazioni; l’UNESCO sottolinea anche il valore della sensibilizzazione e del dialogo interculturale.Scheda ufficiale UNESCO sulla Dieta Mediterranea
- World Health Organization – Regional Office for Europe. Fostering healthier and more sustainable diets – learning from the Mediterranean and New Nordic experience. WHO Europe, 2018. Il documento esamina le evidenze e il problema di tradurre i benefici dei modelli alimentari salutari in interventi capaci di incidere sui comportamenti della popolazione.Documento WHO Europe
- World Health Organization. Healthy diet. Aggiornamento 26 gennaio 2026. L’OMS ribadisce il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione delle malattie non trasmissibili e precisa che una dieta sana deve tenere conto anche del contesto culturale e degli alimenti disponibili localmente.WHO – Healthy diet
- World Health Organization Europe. Nutrition for a healthy life – WHO recommendations. 2025. Nella Regione europea le malattie non trasmissibili sono responsabili di oltre l’80% dei decessi e sono associate, tra gli altri fattori, anche ad alimentazione non salutare ed eccesso ponderale.WHO Europe – Nutrition for a healthy life
- 2025 National Guidelines on the Mediterranean Diet. Executive Summary del rapporto congiunto delle società scientifiche italiane e della Task Force sulle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. La revisione ha prodotto 84 raccomandazioni evidence-based sulla Dieta Mediterranea.PubMed – National Guidelines on the Mediterranean Diet

