A cura del Dott. Francesco Ginanneschi con il patrocinio del progetto editoriale Dott. Edoardo Cherubini (https://www.dottedoardocherubini.it/)

Una notizia piuttosto strana è apparsa all’inizio di quest’anno, per poi svanire dando l’impressione che si fosse diffusa come per errore e senza essere accompagnata da spiegazioni sensate del perché fosse stata data. A detta di un sindaco italiano, nella prima decade del 2026 il suo comune sarebbe stato interessato da un numero anomalo di decessi. Il primo cittadino ha aggiunto che tante morti concentrate in un arco di tempo così ristretto sono un fatto senza precedenti, anche confrontandole con i dati della prima ondata della pandemia causata dal coronavirus SARS-CoV-2. Ha poi chiuso fornendo un’informazione ancor più inquietante, cioè che analoghe curve di mortalità sarebbero state riscontrate anche in altre parti del territorio provinciale.
Siamo in presenza di uno stile comunicativo davvero incredibile. Non si dubita della sincera preoccupazione che lo deve aver mosso a rilasciare tali impegnative dichiarazioni, ma è lecito evidenziarne la contrarietà al buonsenso.
Le informazioni che noi tutti diamo al pubblico nell’esercizio delle nostre funzioni professionali o degli incarichi che rivestiamo, debbono essere innanzitutto veritiere. Questa è la condizione minima, ma non sufficiente. Quando si affrontano questioni complesse in cui si incrociano molti fattori, è bene rifuggire dalle conclusioni perentorie (a meno che non si disponga di solidissime prove) e adottare una serie di accorgimenti. Tra questi, è buona norma evitare di formulare valutazioni potenzialmente suggestive, ossia idonee a manipolare le menti di chi legge o ascolta.
Senza fornire alcun approfondimento o soluzione, il suddetto amministratore locale ha dato per buono uno scenario statisticamente anormale ricorrendo a immagini dall’alto impatto emotivo (cappelle funerarie e obitori traboccanti di salme, pareti per le affissioni invase dai necrologi e famiglie in coda per l’organizzazione delle cerimonie), lo ha rafforzato istituendo un paragone con un periodo del recente passato ben impresso nella memoria collettiva come quello della pandemia e ne ha stabilito un perimetro spaziale al di là dei confini comunali sulla base di informazioni che gli sarebbero state trasmesse da fonti riservate.
Ciò che in primo luogo risalta è l’inserimento delle famiglie coinvolte, loro malgrado, in un flusso che ha velocemente scalato gli ordini di grandezza. Infatti, il post, che è stato pubblicato su Facebook e da cui tutto è partito, ha ricevuto numerosissime interazioni ed è stato ripreso, riportato e commentato dalle principali testate giornalistiche, producendo un trend che è durato per alcuni giorni. Probabilmente il clamore non è ciò di più desiderabile nell’immediatezza di un lutto e si preferirebbe piuttosto avvertire la vicinanza della comunità in modo discreto e rispettoso. Un approccio così allarmistico disorienta inevitabilmente la pubblica opinione in un campo in cui, viceversa, è fondamentale che la comunicazione dia massima prova di prudenza, serietà e ancoraggio alle evidenze, essendo in gioco i beni supremi della vita e della salute. Il rischio che prendano piede interpretazioni fai da te completamente inventate e pseudoscientifiche è sempre dietro l’angolo. La reazione social è stata difatti segnata da un mix di sorpresa, calma e sgomento ma anche da una massiccia fiammata di elucubrazioni irrazionali. Prevedibilmente, migliaia di utenti della rete hanno preso d’assalto il bersaglio che da anni una nota e perniciosa subcultura identifica come rovina dell’umanità: i vaccini a mRNA per prevenire la COVID-19.
Nel frastuono della gazzarra, una masnada di antivaccinisti ha commentato con insopportabile insolenza di chi, pur privo di cognizioni mediche o lato sensu scientifiche, ritiene di saperla più lunga di coloro che ne hanno accumulate per tutta la vita e delle istituzioni preposte alla vigilanza sui farmaci. In un battibaleno, per molti di costoro le rivelazioni provenienti da quella cittadina sono state accolte come uno squarcio al velo di reticenza e occultamento che celerebbe al popolo la verità sugli indicibili crimini del sistema tecno-sanitario globale. Sebbene gli appartenenti a questa ben conosciuta corrente d’opinione siano minoritari, sono ugualmente capaci di condizionare il dibattito, soprattutto sommandosi alla ben più vasta zona grigia costituita dai soggetti che, pur non abbracciando una visione altrettanto radicale, sono connotati da varie sfumature di scetticismo ed esitazione.
È dunque utile reagire ai periodici attacchi di emotività dei sedicenti scopritori casalinghi di complotti munendosi del metodo scientifico e dei numeri delle ricerche serie.
Tra il 2021 e il 2025 si è svolto in Francia uno studio longitudinale su una coorte molto vasta di 23 milioni di vaccinati e 6 milioni di non vaccinati, di età compresa tra i 18 e i 59 anni. Le conclusioni della ricerca hanno individuato una riduzione del 25% della mortalità globale nei vaccinati; una riduzione del 74% per quanto riguarda il rischio di morte per insorgenza di complicanze dovute alla COVID-19; nessuna associazione tra somministrazione dei vaccini a mRNA e mortalità a lungo termine, giudicata altamente improbabile. Si è notato altresì che i vaccinati avevano tassi più ridotti di mortalità per patologie oncologiche e cardiovascolari, tanto che nel semestre successivo all’immunizzazione i decessi improvvisi sono stati del 29% inferiori rispetto alla fetta di popolazione che non l’aveva ricevuta.
Si confermano dunque l’efficacia e la sicurezza dei prodotti a mRNA sviluppati dall’alleanza tra ricerca e industria, come del resto l’appropriatezza delle politiche vaccinali perseguite in moltissimi Paesi per sconfiggere la pandemia da SARS-CoV-2. Si è anche provato a calcolare quante vite sono state salvate dalle campagne di somministrazione di massa, pervenendo alla cifra di oltre un milione di morti evitate solo in Europa e di due milioni e mezzo nel mondo.
Vaccini e ostilità antivaccinale sono praticamente nati insieme: infatti, la seconda è attestata fin dall’Ottocento. Oggi, però, la straordinaria pervasività dei nuovi media consente una diffusione incontrollata di contenuti inaccurati, falsi e infondati e offre straordinarie occasioni per la disinformazione capillare. L’opposizione ai vaccini, sia essa intransigentemente espressa in forme addirittura iniziatiche ed esoteriche come in talune cerchie oppure ispirata a generica insofferenza, non dovrebbe essere blandita dai novelli apprendisti stregoni. Per tornare alla notizia di cronaca da cui sono partito, oggigiorno lanciare in rete il messaggio che starebbero morendo molte persone per cause avvolte nel mistero e che chi di dovere brancola nel buio, equivale a stimolare la parte irrazionale della società con un’esca golosissima e a mettere in pericolo la cittadinanza, specialmente se a farlo è un pubblico amministratore con doveri di cura degli interessi generali. Tanto più che nulla sappiamo dei percorsi clinici di chi è deceduto, com’è giusto che sia.
Questa storia di per sé rappresenta un caso marginale, ma esemplificativo del vizio di una parte della politica, a prescindere dal colore, ad avere cedimenti verso posizioni deboli, contraddittorie e confutabili. Ma se certa politica si comporta così, è perché sa di poter trovare interlocutori disponibili a ricambiarla con il consenso. Energia, salute, alimentazione e clima sono alcuni dei campi in cui molte voci del dibattito pubblico non brillano per rigore, eufemisticamente.
Come ha detto il più grande divulgatore scientifico italiano, Piero Angela, in un Paese prospero le persone liberano le proprie energie attraverso il lavoro, la ricerca e il talento, la scuola è tenuta in gran conto perché riconosciuta come incubatore di sviluppo e la politica è attenta a valorizzare i “software”, ossia il patrimonio immateriale di idee e cultura che alberga nelle menti. Se questo circolo virtuoso si spezza, il benessere può diminuire e la società andare in declino.
Immagine: Spencerbdavis, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons
FONTI:
- https://www.nbst.it/2125-vaccinazione-anti-covid-e-mortalita-a-4-anni-studio-di-coorte-su-29-milioni-di-soggetti.html
- https://www.vaccinarsintoscana.org/notizie/2025/12/i-vaccini-anti-covid-sono-sicuri-nessun-aumento-della-mortalit%C3%A0-testimoniato-da-uno-studio-su-28-milioni-di-cittadini-francesi
- https://www.sanitainformazione.it/covid-i-vaccini-hanno-evitato-oltre-25-milioni-di-morti-nel-mondo/
- Angela P. (2011). A cosa serve la politica? Mondadori

