Fototropismo: come le piante interagiscono con la luce

Fototropismo: come le piante interagiscono con la luce, Fototropismo: come le piante interagiscono con la luce

Per le piante la radiazione luminosa è fondamentale per lo svolgimento delle attività biologiche come la fotosintesi, la crescita, la fioritura e la fruttificazione. Infatti, le piante sono in grado di percepire la qualità e la quantità di luce ricevuta, riuscendo a determinare la lunghezza delle giornate (quindi le stagioni) e la direzione da cui proviene la luce.

L’interazione che esiste tra la luce e le piante deriva da un meccanismo chiamato fototropismo. Questo, non è altro che il movimento effettuato dagli organi vegetali nell’incurvarsi verso una sorgente luminosa. Possiamo distinguere due tipi di fototropismo: il primo, chiamato fototropismo positivo, porta ad una flessione degli steli e dei fusti in direzione della luce, determinando una crescita verso l’alto; e il secondo, invece, è chiamato fototropismo negativo ed è riscontrabile nelle radici, che crescono sottoterra e lontano dalla fonte luminosa.

La cattura della luce è determinata dalla presenza di una serie di fotorecettori che catturano le particelle di luce attivando dei pigmenti. Questi pigmenti sono fondamentali per i processi fotosintetici, per la regolazione della crescita e della fioritura, nonché del fototropismo. I principali pigmenti sono: i fitocromi, attivati dalla ricezione della luce rossa; i criptocromi, attivati dalla luce blu e dalla luce ultravioletta di tipo A (o UV-A); e le fototropine, attivate dalla luce blu.

Ma come funziona il fototropismo? Questo, è generato dalla ricezione della luce blu da parte dei fotorecettori che attivano le fototropine. L’attivazione di questi pigmenti provoca la formazione di un ormone chiamato auxina. L’auxina è responsabile della crescita e della distensione cellulare e viene attivato nel punto nel quale la luce colpisce lo stelo o il fusto della pianta. L’auxina così formata tende a spostarsi dal lato irradiato a quello ombreggiato, e proprio da quest’ultimo lato la pianta tenderà a piegarsi verso la luce, allungandosi in alto.

Fonti:

https://bsapubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.3732/ajb.1200299

https://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(15)00335-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0960982215003358%3Fshowall%3Dtrue

https://www.annualreviews.org/doi/10.1146/annurev-arplant-043015-112252?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori%3Arid%3Acrossref.org&rfr_dat=cr_pub++0pubmed

Dott.ssaMaddalenaLoConte

Laureata con il massimo dei voti in Scienze e tecnologie naturalistiche e ambientali, attualmente frequento un master in Divulgazione scientifica. Appassionata di chimica, entomologia, botanica ed etologia, mi piace scrivere di scienza e fotografare la natura e la sua biodiversità.

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