I benefici del cereale più antico del mondo: l’orzo

, I benefici del cereale più antico del mondo: l’orzo

Negli ultimi anni la richiesta sul mercato dell’orzo è aumentata notevolmente.

Si tratta del cereale più antico del mondo che, per le sue caratteristiche, viene molto spesso inserito nei piani alimentari.

Non di rado viene paragonato al mais ma, in realtà, si distingue da esso per un maggiore contenuto proteico e per una minore quantità di lipidi.

È particolarmente ricco di sali minerali quali potassio, magnesio, zinco, ferro, calcio e silicio ed è costituito per il 12% da acqua; contiene anche vitamina E e vitamine del gruppo B.

L’orzo è ricco di ordeina, sostanza organica che possiede azione eccitante sul sistema nervoso simpatico alquanto simile a quella dell’adrenalina e che quindi presiede anche al sistema di attacco e fuga.

Nel cereale più antico del mondo si trova anche una notevole quantità di betaglucano, sostanza che rallenta l’assorbimento dei carboidrati degli altri alimenti. Di conseguenza viene sfruttato per la sua azione ipoglicemizzante.

In caso di infiammazioni a carico dell’apparato gastrointestinale e urinario l’orzo viene usato come emolliente e serve a rilassare le pareti intestinali.

Grazie alla quantità di fibre è molto utile contro intestino pigro e stipsi fungendo da ottimo regolatore dell’attività intestinale.

Questo cereale presenta anche una buona azione galattogena tramite la regolazione della produzione di estrogeni, favorendo quindi la produzione del latte durante l’allattamento.

Ma non solo, l’orzo è anche un ottimo tonico ed energizzante e pertanto viene consigliato a chi soffre spesso di spossatezza, di stress e a chi deve riprendersi da una malattia.

Di uso comune è diventata al giorno d’oggi la tisana d’orzo che rappresenta un ottimo rimedio contro il mal di gola, i sintomi influenzali, la gastrite e la colite.

Per quanto riguarda le controindicazioni c’è da dire che, se da un lato l’orzo presenta tanti effetti benefici per chi gode di un intestino in buona salute, dall’altro non rappresenta sicuramente un ottimo alleato della sindrome dell’intestino irritabile (IBS): chi soffre di IBS infatti dovrebbe eliminare dalla sua dieta i chicchi d’orzo che sarebbero causa di gonfiore, meteorismo e diarrea.

Dott.ssa Micaela Morello-Biologa Nutrizionista

Bibliografia

Costantini A. M., Cannella C., Tomassi G. (2016). Alimentazione e nutrizione umana. Il Pensiero Scientifico

Liguri G. (2015). Nutrizione e dietologia clinica. Zanichelli

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