Invecchiamento: come cambia il colore dei capelli?

Invecchiamento: come cambia il colore dei capelli, Invecchiamento: come cambia il colore dei capelli?

Sorridere, è ringiovanire di dieci anni. Intristirsi, è farsi venire i capelli bianchi
(proverbio cinese)

L’ingrigimento dei capelli, chiamato anche “canizie” o “acromotrichia” è un processo fisiologico del normale invecchiamento. È osservato in tutti gli individui a diversi livelli, indipendentemente dall’etnia. L’età media dell’insorgenza della canizie nei caucasici è di 34 ± 9,6 anni e negli africani è di 43,9 ± 10,3 anni. Da lì, la probabilità di ingrigimento aumenta del 10-20% ogni decennio. Un ampio studio basato sulla popolazione ha riportato che il 6-23% delle persone all’età di 50 anni ha il 50% di capelli grigi.

Una patologia correlata ad un anomalo invecchiamento dei capelli è la PGH (premature graying of hair), che consiste nell’ingrigimento prematuro dei capelli. Si verifica prima dei 20 anni nei caucasici, prima dei 25 anni negli asiatici e prima dei 30 anni negli africani. La PGH è un problema medico, ma può causare preoccupazioni estetiche e una diminuzione della fiducia in sé stessi nei giovani individui, influendo nelle relazioni sociali.

LA PIGMENTAZIONE DEI CAPELLI

La pigmentazione dei capelli è una delle caratteristiche uniche negli esseri umani e va dal nero e marrone al biondo e rosso. Il colore dei capelli è dovuto al pigmento melanina, prodotto dai melanociti che derivano dal differenziamento della cresta neurale durante lo sviluppo embrionale e risiedono nel bulbo pilifero. I melanociti hanno numerosi granuli detti melanosomi che contengono la melanina che può essere di due tipi: eumelanina e feomelanina. La produzione della melanina è dovuta all’azione dell’enzima tirosinasi o DOPAossidasi, prodotto dai melanociti. L’enzima, prima catalizza l’idrossilazione dell’amminoacido tirosina in DOPA e successivamente l’ossidazione della DOPA in melanina. La diversità del colore dei capelli deriva principalmente dalla quantità e dal rapporto tra eumelanina (nero-marrone) e feomelanina (biondo-rosso). Capelli neri e marroni sono ricchi di eumelanina e poveri di feomelanina, quelli biondi e rossi sono ricchi di feomelanina e poveri di eumelanina.

Esistono varie differenze tra la pigmentazione della pelle e quella dei capelli. Nel bulbo pilifero ogni melanocita è associato a 5 cheratinociti a formare l’hair follicle-melanin unit. Al contrario, ciascun melanocita della pelle è associato a 36 cheratinociti che costituiscono l’epidermal-melanin unit. A differenza della pelle, in cui la produzione di melanina è continua, la melanogenesi nei bulbi piliferi è strettamente associata alle fasi del ciclo vitale del capello. La produzione di melanina è molto attiva nella fase anagen (prima fase della crescita del pelo), mentre si riduce nella fase catagen (seconda fase del ciclo del pelo) ed è quasi assente nella telogen (ultima fase, durante la quale il capello si trova ancora nel follicolo pilifero ma le attività vitali sono completamente cessate). Nei capelli giovani e sani l’unità pigmentaria è una struttura nera a forma di pera. Nei capelli grigi, l’unità pigmentaria diventa sfocata, i melanociti si riducono e assumono una forma rotondeggiante, mentre i melanociti oligodendritici leggermente pigmentati diventano visibili nel bulbo pilifero prossimale. La riduzione del numero di melanociti nei follicoli piliferi avviene mediante degenerazione autofagolisosomica che porta alla perdita di pigmento. Si ritiene che questo meccanismo abbia un ruolo centrale nell’ingrigimento dei capelli.  

Durante la fase telogen, inizialmente il capello diventa grigio ed è caratterizzato da scarso colore e pochi melanosomi distribuiti in modo anomalo. Successivamente diventa bianco, privo di colore e di melanosomi. I capelli grigi sono più ruvidi, più rigidi e più difficili da gestire dei capelli pigmentati e possono crescere fino a quattro volte più velocemente. Sono più sensibili agli agenti atmosferici e più soggetti a danni da radiazioni ultraviolette (UV). Richiedono maggiore fotoprotezione e hanno meno probabilità di trattenere il colore artificiale a causa di cambiamenti strutturali nella fibra capillare. Nell’uomo, l’ingrigimento si verifica prima nelle tempie e nelle basette, successivamente si diffonde al vertice e al resto del cuoio capelluto. I peli della barba e del corpo sono interessati in seguito, mentre quelli ascellari e pubici possono rimanere pigmentati anche in età avanzata. Nella donna, invece, l’ingrigimento inizia nell’area frontale. Il tasso di progressione è determinato da vari fattori, principalmente genetici, e varia in diverse aree del cuoio capelluto.

PRINCIPALI CAUSE DELL’INGRIGIMENTO DEI CAPELLI

L’esatta eziopatogenesi dell’invecchiamento dei capelli non è del tutto chiara. Età e genetica giocano un ruolo importante sulla comparsa dei primi capelli bianchi. Ma perché i melanociti smettono di produrre melanina?

Il più studiato è il ruolo dei ROS (specie reattive dell’ossigeno o comunemente conosciuti come radicali liberi a maggior diffusione) sull’invecchiamento dei capelli. Durante la prima fase di crescita del pelo (anagen), la melanogenesi è molto attiva nel follicolo pilifero. Ciò comporta l’idrossilazione della tirosina e l’ossidazione della DOPA in melanina sottoponendo i melanociti a un elevato carico di stress ossidativo. Con l’avanzare dell’età l’alterazione del sistema antiossidante porta all’accumulo di ROS e allo stress ossidativo che danneggia i melanociti portando a una diminuzione della pigmentazione del capello. In uno studio del 2009, alcuni ricercatori hanno dimostrato la presenza di accumulo di perossido di idrogeno e l’assenza di enzimi antiossidanti, come la catalasi e la metionina sulfossido reduttasi nei follicoli piliferi grigi. La catalasi scompone il perossido di idrogeno in acqua e ossigeno, ma con l’invecchiamento l’attività di questo enzima inizia a rallentare. Di conseguenza il perossido di idrogeno inizia ad accumularsi e porta all’apoptosi dei melanociti del follicolo pilifero. Inoltre, l’accumulo del perossido di idrogeno va ad attenuare l’azione della metionina sulfossido reduttasi, importante per l’attivazione della tirosinasi (enzima chiave nella melanogenesi), comportando una perdita graduale di pigmentazione.

Un altro enzima antiossidante è la glutatione perossidasi che si riduce con l’invecchiamento e anche questo comporta l’accumulo dei ROS. Una buona idea per prevenire in qualche modo l’ingrigimento dei capelli potrebbe essere quella di modificare il proprio stile di vita allo scopo di diminuire l’accumulo di radicali liberi man mano che si avanza con l’età. Per esempio, mangiare cibi ricchi di vitamina C e fare esercizio fisico regolarmente aumenta i livelli di glutatione nei globuli rossi.

Lo stress ossidativo può essere anche il risultato di radiazioni UV, inquinamento, stress psico-emotivo o cause infiammatorie. Numerosi studi hanno dimostrato un aumento del carico ossidativo a causa dello stress psicologico che implica che i fattori emotivi hanno un ruolo nell’ingrigimento prematuro dei capelli, ma solo in minima parte.

Altri fattori che possono contribuire ad accelerare il processo di ingrigimento dei capelli sono:

  • carenze vitaminiche (come la vitamina B6, B12, biotina, vitamina D e vitamina E);
  • fumo (i capelli dei fumatori hanno maggiore probabilità di ingrigire prima dei 30 anni rispetto ai non fumatori);
  • coloranti artificiali per capelli;
  • sostanze chimiche utilizzate in trattamenti per capelli;
  • alcune patologie (malattie autoimmuni, alopecia, vitiligine e patologie correlate alla tiroide);

quando le cause della comparsa dei capelli grigi sono l’invecchiamento o i fattori genetici, nulla può impedire o invertire il processo. Tuttavia, se le cause sono dovute a stili di vita o carenze nutrizionali, si può intervenire per impedirne il peggioramento. Come accennato prima, si potrebbe aumentare l’apporto di cibi antiossidanti (mirtilli, more, cavolo verde, spinaci, succo di pompelmo, fragole e succo d’arancia), aumentare l’apporto delle vitamine carenti, smettere di fumare, fare meno abuso di coloranti artificiali e trattamenti chimici per capelli. In caso di PGH è sempre meglio consultare un dermatologo che saprà dare un’accurata diagnosi ed eventualmente consigliare un trattamento farmacologico.

Molte culture considerano una testa piena di capelli bianchi un segno di saggezza. Quindi concentratevi sul mantenere il cervello attivo e il corpo forte, questo è quello che vi farà davvero sentire giovani!

REFERENZE

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6290285/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30556257

http://www.ijdvl.com/article.asp?issn=0378-6323;year=2013;volume=79;issue=5;spage=641;epage=653;aulast=Pandhi

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