• +393202503490
  • scienzintasca@gmail.com

Archivio dei tag vaccini

Oltre la composizione dei vaccini

La composizione dei vaccini è uno degli argomenti che gli antivaccinisti sfruttano maggiormente per mettere in circolazione informazioni sbagliate, basate sul nulla ed estremamente pericolose per la salute pubblica. Questi individui hanno la presunzione di credere che si diventa esperti di un argomento così complesso, solamente leggendo qualche notizia allarmistica scritta da qualcuno che non ha la minima conoscenza della materia. Infatti, il cavallo di battaglia degli antivaccinisti è il veicolare la paura attraverso la disinformazione incontrollata del web, così è quindi fondamentale che ognuno di noi impari a difendersi riconoscendo le notizie vere e quelle false. Per esempio, in questo contesto una notizia vera è che miliardi di vite sono state salvate grazie agli scienziati con i vaccini, non di certo grazie agli antivaccinisti con le teorie complottistiche.

Dal punto di vista scientifico, i vaccini possono essere composti da acqua sterile o soluzione fisiologica salina sterile, parti di un patogeno oppure dal patogeno stesso ucciso o reso innocuo, un adiuvante, un antibiotico, un conservante e uno stabilizzante. Queste sostanze non vengono inserite casualmente o per qualche losco motivo nella composizione di un vaccino, sia la tipologia che la quantità di queste componenti vengono stabilite sulla base di accurate ricerche scientifiche e numerosi studi clinici che coinvolgono discipline come la biologia, le biotecnologie, la chimica, la medicina, le scienze farmaceutiche e la statistica. Quali sono invece le discipline su cui si basano gli antivaccinisti? Semplicemente non esistono, le loro sono solo ed esclusivamente opinioni personali senza fondamenta scientifiche che stravolgono profondamente la realtà dei fatti.

Sebbene oggi la composizione dei vaccini sia materia di forti dibattiti, dobbiamo andare oltre e ricordarci sempre che è proprio questa che ha contribuito, sta contribuendo e contribuirà in maniera decisiva a proteggerci da malattie potenzialmente mortali o fortemente invalidanti, il resto è solamente aria fritta.

Fonti:

https://vaccine-safety-training.org/vaccine-components.html

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/VacciniCosaSono

Le tipologie di vaccini

Nel 1796, Edward Jenner sperimentò, per la prima volta e con enorme successo, il vaccino contro il vaiolo.

Successivamente, l’importanza dell’immunizzazione profilattica contro le malattie infettive è testimoniata dal successo di programmi mondiali di vaccinazione, che hanno portato nei Paesi più sviluppati alla pressoché totale eradicazione di moltissime malattie.

A tal proposito, il successo dell’immunizzazione attiva nell’eradicazione delle malattie infettive dipende da numerosi fattori:

  • I vaccini sono efficaci se l’agente infettivo non entra in uno stato di latenza, se non va incontro a variazione antigenica e se non interferisce con la risposta immunitaria dell’ospite;
  • I vaccini sono molto efficaci contro infezioni che sono specifiche per l’ospite umano.

Infatti, i vaccini inducono protezione contro le infezioni stimolando lo sviluppo di cellule effettrici a lunga sopravvivenza e di cellule di memoria. La maggior parte dei vaccini attualmente in uso funziona inducendo una risposta umorale, ma sono in corso anche tentativi per sviluppare vaccini che stimolino risposte cellulo-mediate.

A tal proposito, esistono diverse tipologie di vaccini ed è importante discuterne pregi e limiti.

Vaccini microbici attenuati e/o inattivati

Questi vaccini sono costituiti da virus o da batteri che mantengono la loro capacità di moltiplicarsi nell’organismo del paziente vaccinato, stimolando le sue difese  immunitarie, ma sono incapaci di provocare manifestazioni cliniche.

I vaccini composti da microrganismi intatti non patogenici vengono ottenuti trattando il microrganismo in modo da attenuarne la virulenza (ossia rendendolo incapace di causare la malattia) oppure uccidendolo senza alterarne l’immunogenicità. Il grande vantaggio dei vaccini batterici attenuati è la loro capacità di originare risposte immunitarie sia innate sia specifiche, simili a quelle che sarebbero evocate proprio dai microrganismi patogeni, rappresentando quindi la strategia ideale per indurre un’immunità protettiva.

Louis Pasteur fu il primo a dimostrare la capacità dei batteri vivi attenuati di conferire immunità specifica.

Tuttavia, i vaccini con batteri attenuati o uccisi attualmente utilizzati inducono una protezione limitata e sono efficaci solo per un limitato periodo di tempo.

I vaccini costituiti da virus vivi o attenuati sono invece generalmente più efficaci; îl vaccino contro la poliomielite, il morbillo e la febbre gialla sono tre esempi di questo tipo. L’approccio più frequentemente usato per produrre i virus attenuati è la loro coltura prolungata in vitro.

I vaccini virali spesso producono un’immunità specifica di lunga durata, tanto che la vaccinazione del bambino è sufficiente per una protezione che dura per tutta la vita.

Alcuni vaccini attenuati (ad es., quello contro la poliomielite) possono causare disturbi in soggetti immunocompromessi; per questa ragione, per la poliomielite viene oggi preferenzialmente utilizzato un vaccino che si basa su una forma inattivata del virus.

Vaccini con antigeni purificati (a subunità antigeniche)

I vaccini a subunità sono costituiti da antigeni (o subunità antigeniche) purificati dal microrganismo o dalle sue tossine inattivate e sono generalmente somministrati in combinazione con un adiuvante. Questi vaccini vengono efficacemente usati nella prevenzione delle malattie provocate da tossine batteriche che possono essere facilmente rese innocue senza alterarne l’immunogenicità, cosicché i relativi “tossoidi” mantengono la capacità di indurre forti risposte anticorpali. La difterite ed il tetano sono due infezioni potenzialmente fatali la cui incidenza è stata drasticamente diminuita grazie all’immunizzazione dei bambini con preparazioni di tossoidi.

Inoltre, vaccini costituiti da antigeni polisaccaridici batterici sono utilizzati contro Pneumococcus e H. influenzae.

In particolare, i vaccini attualmente usati contro H. influenzae, pneumococchi e meningococchi sono proprio vaccini coniugati.

Molti batteri, compresi l’Haemophilus e lo Streptococcus pneumoniae, possiedono una capsula esterna polisaccaridica e svolgono un ruolo patogenetico di particolare importanza e gravità nei bambini al di sotto dei due anni.

La difesa più efficace contro questi microrganismi è rappresentata dall’opsonizzazione del rivestimento polisaccaridico ad opera degli anticorpi e pertanto l’obiettivo della vaccinazione è quello di produrre anticorpi specifici, diretti contro la capsula polisaccaridica dei batteri.

Diversamente dalla risposta timo-dipendente indotta dagli antigeni proteici (il secondo segnale per la proliferazione delle cellule B viene infatti fornito dalle cellule Th), gli antigeni polisaccaridici di per sé inducono una risposta immune timo-indipendente, caratterizzata dalla produzione di sole IgM a bassa affinità ed alta avidità. Questa risposta nei bambini al di sotto dei 2 anni è subottimale per l’immaturità del sistema immune.

Proprio per ovviare a questa difficoltà, l’Haemophilus e lo Streptococcus pneumoniae, sono stati coniugati con successo a proteine carrier cui il sistema immune era stato precedentemente esposto (per esempio, tossoidi difterico e tetanico).

Con questo artifizio, la risposta immune verso questi coniugati diventa T dipendente e si riesce ad indurre anche memoria immunologia.

A seguito della introduzione del vaccino coniugato per l’H. Influenzae, autorizzato dal 1987, si è assistito ad una drammatica riduzione delle infezioni sostenute da Haemophilus I in età pediatrica; analogamente anche al l’introduzione del vaccino coniugato anti pneumococcico, autorizzato nel 2000, ha avuto un impatto significativo sulla prevalenza delle infezioni sostenute dai sierotipi contenuti nel vaccino.

Vaccini con antigeni sintetici

Uno dei principali obiettivi della ricerca sui vaccini è di identificare gli antigeni o gli epitopi microbici dotati di maggiore immunogenicità e sintetizzarne in laboratorio delle forme sintetiche da utilizzare come vaccini.

È oggi possible dedurre la sequenza aminoacidica di un antigene proteico partendo dalla sua sequenza nucleotidica e produrre quindi grandi quantità di proteina attraverso la tecnologia del DNA ricombinante.

Vaccini ottenuti con queste modalità sono attualmente in uso per il virus dell’epatite, per l’herpes simplex e per il virus dell’afta epizootica (uno dei principali patogeni negli allevamenti di bestiame). Inoltre, essi sono valutati per la loro efficacia nella cura del papillomavirus umano e dei rotavirus.

Vettori virali vivi attenuati

Un altro approccio per lo sviluppo dei vaccini prevede l’utilizzo di geni codificanti per antigeni microbici contenuti in virus non citopatici.

Questo allo scopo di far produrre a tale virus l’antigene negli individui opportunamente ìnfettati.

Il grande vantaggio di questi vettori virali è che essi, al pari dei virus patogeni, inducono una risposta immunitaria completa.

Poiché i vaccini vivi attenuati simulano l’infezione naturale, la risposta immune che si realizza è solitamente duratura e si prolunga per tutta la vita, anche senza richiami.

Inoltre con questi vaccini si possono indurre tanto risposte immune mucosali che risposte cellulari,rafforzando le difese immuni nei confronti dell’infezione naturale.

La durata della protezione conferita dai vaccini ad agenti vivi rimane ancora controversa e, per il vaccino MRP ad esempio, è ancora raccomandata una dose di richiamo.

Vaccini a DNA

Un interessante tipo di vaccinazione è stato sviluppato sulla base di un’osservazione inattesa: l’inoculo di un plasmide contenente un cDNA codificante per un antigene proteico determina una risposta immunitaria umorale e cellulare intensa e di lunga durata nei confronti dell’antigene stesso.

Questi plasmidi batterici sono ricchi di nucleotidi CpG non metilati e sono riconosciuti da un TLR (TLR9) presente sui macrofagi e su altre cellule, inducendo quindî una risposta immunitaria innata che a sua volta stimola quella specifica.

Pertanto, i vaccini a DNA plasmidico sono efficaci anche se somministrati in assenza di adiuvanti.

La facilità con cui è possibile manipolare i cDNA dei diversi antigeni, la capacità di conservare i plasmidi senza bisogno di refrigerazione (potendo quindi utilizzarli nelle condizioni ambientali più variegate) e la capacità di far coesprimere altre proteine che possono potenziare le rispo-ste immunitarie (come citochine e molecole costimolatorie) rendono questo tipo di vaccino estremamente promettente.

Ma purtroppo, nei trial clinici i vaccini a DNA non si sono dimostrati particolarmente efficaci, anche a causa delle limitate conoscenze riguardo al loro funzionamento nell’uomo.

Immunizzazione passiva

L’immunità protettiva può essere conferita anche tramite immunizzazione passiva, ad esempio mediante la somministrazione di anticorpi specifici. Nella pratica clinica, l’immunizzazione è per lo più impiegata nel trattamento acuto di malattie potenzialmente fatali provocate da tossine, come la tossina tetanica. Inoltre, gli anticorpi diretti contro veleni possono salvare la vita nel caso di morsi di serpenti velenosi. L’immunità passiva è tuttavia di breve durata poiché l’ospite non risponde attivamente all’antigene e la protezione dura solo per il periodo delia persistenza dell’anticorpo somministrato. Infine, l’immunizzazione passiva non induce memoria immunologica, quindi l’individuo non è protetto nei confronti di successive esposizioni alla medesima tossina o microrganismo.

Infine, va ricordato che tutti i tipi di vaccini, vivi attenuati, virali e batterici, non sono generalmente somministrati ai pazienti immunocompromessi. In ogni caso, come per ogni regola in medicina, ci sono eccezioni.

Tutti i pazienti immunocompromessi hanno un elevato rischio di sviluppare una malattia disseminata in seguito alla somministrazione di vaccini vivi attenuati. Pertanto tutte le vaccinazioni ad agente vivo attenuato sono controindicate nei pazienti con importanti difetti dell’immunità cellulare.

BIBLIOGRAFIA:

  1. FDA. Vaccines, Blood & Biologics. Vaccine product approval process. http://www.fda.gov/BiologicsBloodVaccines/DevelopmentApprovalProcess/BiologicsLicenseApplicationsBLAProcess/ucm133096.htm. Accessed July 1, 2015.
  2. CDC. Vaccines & Immunizations. Basics and Common Questions: Some common misconceptions. http://www.cdc.gov/vaccines/vac-gen/6mishome.htm. Accessed July 1, 2015.
  3. National Network for Immunization Information. Mercury in Vaccines. http://www.immunizationinfo.org/issues/thimerosal-mercury/mercury-vaccines. Accessed July 1, 2015.
  4. Texas Children’s Hospital. The Center for Vaccine Awareness and Research. Vaccine Facts and Myths. http://www.texaschildrens.org/Locate/Departments-and-Services/Vaccines/Vaccine-Facts-and-Mythes.aspx. Accessed July 1, 2015.
  5. Wharton M. Vaccine safety: current systems and recent findings. Curr Opin Pediatr. 2010;22(1):88-93.
  6. de los Reyes EC. Autism and immunizations: separating fact from fiction. Arch Neurol. 2010;67(4):490-492.
  7. Chatterjee A, O’Keefe C. Current controversies in the USA regarding vaccine safety. Expert Rev Vaccines. 2010;9(5):497-502.
  8. Fine P, Eames K, Heymann DL. “Herd immunity”: a rough guide. Clin Infect Dis. 2011;52(7):911-916.
  9. CDC. Recommended adult immunization schedule—United States, 2012. MMWR. 2012;61(4):1-7.
  10. WHO [World Health Organization]. WHO Vaccine-Preventable Diseases: Monitoring System, 2006 Global Summary. Geneva, Switzerland: World Health Organization; 2006.
  11. CDC. General recommendations on immunization: recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP). MMWR. 2011;60(2):R1-R64.
  12. Plotkin, S.A., Mortimer, E. Vaccines. New York: Harper Perennial; 1988.
  13. Plotkin, S.A., Orenstein, W.A., Offit, P.A., eds. Vaccines. 6th. ed. Philadelphia: Elsevier; 2013.

I vaccini possono essere pericolosi per la salute?

Verità e falsi miti sul tema più discusso del momento in ambito scientifico: i vaccini.

I miti persistenti sui vaccini stanno alimentando un calo dei tassi di vaccinazione ed innescando vere e proprie epidemie, come quella attuale del morbillo.

Basti pensare che intorno al 2000, il morbillo era stato praticamente eliminato dagli Stati Uniti, grazie alla vaccinazione diffusa.

Ora la malattia, che un tempo causava quasi 500 morti all’anno e decine di migliaia di casi di danni cerebrali persistenti, è tornata. Nel 2018, 17 focolai di morbillo, che hanno colpito quasi 400 individui, sono stati segnalati negli Stati Uniti.

Inoltre, nell’anno corrente, ben 228 casi di morbillo sono stati segnalati negli Stati Uniti, finora in 12 stati.

Ed ancora, altre malattie prevenibili attraverso i vaccini, tra cui la pertosse e l’epatite A, sono anch’esse in crescita, e gli esperti dicono che i miti persistenti sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini contribuiranno sempre di più al calo dei tassi di vaccinazione e alle epidemie.

Tuttavia, le paure dei genitori e le preoccupazioni relative ai vaccini sono del tutto normali. Le persone hanno paura di ciò che vedono. Quando una malattia è visibile, è maggiormente temuta.

Ad esempio, il virus della poliomielite: quando colpiva le persone, la gente lo temeva davvero.

Oggi, la polio, il morbillo, la pertosse e altre malattie prevenibili dall’immunizzazione sono rare.

I genitori hanno più familiarità con i presunti effetti collaterali dei vaccini rispetto alle complicazioni potenzialmente pericolose per la vita e la salute di queste malattie.

Ma quali sono i miti sui vaccini?

  • I vaccini causano l’autismo.

Uno studio del 1997, pubblicato su The Lancet, prestigiosa rivista medica britannica, fu il primo a mettere in luce un possibile legame tra vaccini e aumento dei tassi di autismo.

Questo studio è stato però ampiamente screditato (con estradiazione dell’autore dall’ordine dei medici), ma comunque rimane la paura dell’autismo indotto dai vaccini.

Ci sono inoltre altri studi che suggeriscono come l’autismo abbia probabilmente una base genetica e più di 13 rigorosi pubblicazioni scientifiche non hanno mostrato alcuna relazione tra vaccino e autismo.

L’ultima, uno studio danese che ha seguito più di 657.000 bambini per più di un decennio, non ha rilevato un aumento del rischio di autismo dopo la vaccinazione trivalente MPR (morbillo / parotite / rosolia) – nemmeno nei bambini ad aumentato rischio di autismo.

  • I vaccini causano le stesse malattie che dovrebbero coprire.

Sviluppando l’immunità, infatti, espongono il corpo ai germi che causano la malattia.

C’è innanzitutto da dire che la maggior parte dei vaccini somministrati oggi non contiene più germi vivi e non può causare malattie.

In realtà, provocano una risposta più debole da parte del sistema immunitario rispetto ai vaccini che utilizzano virus vivi, benché indeboliti.

I pochi che contengono virus o batteri vivi – come i vaccini contro la varicella e il vaccino trivalente MPR – causano malattie in rare occasioni, ma l’infezione che ne deriva è solitamente lieve. Scegliere di rinunciare alla vaccinazione e potenzialmente sviluppare la varicella o il morbillo, la parotite o la rosolia comporta molti più rischi della vaccinazione stessa.

  • Gli additivi contenuti in alcuni vaccini sono pericolosi.

Alcune persone sostengono che le sostanze aggiunte ai vaccini per aumentare la loro efficacia e garantirne la sicurezza e stabilità possono causare danni al corpo umano.

Tra questi abbiamo:

  • Thimerosal, un conservante a base di mercurio;
  • Formaldeide, un composto chimico molto usato in laboratorio per conservare le rane in attesa di dissezione;
  • Alluminio, il metallo più abbondante del mondo.

Questi tre ingredienti vaccinali sono stati sottoposti a controllo. Tuttavia, non ci sono prove che nessuna di queste sostanze causi danni quando somministrata.

Paradossalmente, la maggior parte delle sostanze, compresa l’acqua, sono tossiche in alcune quantità ma non in altre.

Le quantità di alluminio, formaldeide e thimerosal contenute nei vaccini sono molto inferiori a quelle a cui i bambini sono esposti nella vita quotidiana.

I livelli di formaldeide nel nostro flusso sanguigno sono molto maggiori di quelli che si ottengono con un vaccino, affermano dal Vaccine Education Center del Children’s Hospital di Philadelphia.

  • L’immunità naturale è migliore dell’immunità indotta dal vaccino.

Questa affermazione è vera. In generale, l’immunità risultante dalla malattia è più forte e più duratura dell’immunità indotta dal vaccino.

Se si contrae il morbillo e si sopravvivive, si è protetti al 100% dalle future infezioni da morbillo.

Il 97% delle persone che ricevono due dosi del vaccino contro il morbillo, come raccomandato, saranno protette contro il morbillo se vengono esposte.

Il problema principale dell’immunità naturale è che: sarai protetto dalla malattia se sopravvivi alla stessa.

E di quelli che sopravvivono, un numero non indifferente deve far fronte a complicazioni che alterano la vita.

Questi includono la polmonite e l’encefalite.

In conclusione, probabilmente i benefici della vaccinazione superano di gran lunga i rischi.

BIBLIOGRAFIA

  1. De Stefano FBodenstab HMOffit . Principal Controversies in Vaccine Safety in the United States.
    Clin Infect Dis. 2019 Feb 12. 
  2. Hviid AHansen JVFrisch MMelbye M. Measles, Mumps, Rubella Vaccination and Autism: A Nationwide Cohort Study.
    Ann Intern Med. 2019 Mar 5.
  3. Stratton KFord ARusch EClayton EW. Adverse Effects of Vaccines: Evidence and Causality.
    National Academies Press (US); 2011.

Le malattie batteriche invasive e la loro vitale prevenzione

Qualcuno, solamente sentendo nominare le parole “Malattie infettive batteriche invasive”, urlerebbe a squarciagola sostenendo con incredibili e fantasmagorici racconti basati sulle vuote teorie del complotto, che queste malattie siano certamente causate dalle multinazionali farmaceutiche e dai loro loschi affari. A dire il vero, basandoci sui fatti dimostrabili scientificamente, sono patologie causate da un batterio che viene isolato da parti del nostro corpo che in condizioni normali sono sterili, e la drammaticità è che queste malattie rappresentano un importante problema per tutti noi, dovuto alla loro alta frequenza di gravi complicazioni con possibili esiti permanenti, come perdita dell’udito o della vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali, amputazione degli arti e paralisi.

La meningite e la sepsi sono le malattie più frequenti di questo tipo. La prima è un’infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che rivestono e proteggono il cervello ed il midollo spinale. La seconda è un’infiammazione sistemica dovuta alla presenza del microrganismo nel sangue. Sia la meningite che la sepsi possono essere causate dal meningococco, dall’emofilo e dallo pneumococco (che si trasmettono da persona a persona per via respiratoria, quindi anche semplicemente parlando, con un colpo di tosse o starnutendo) e possono evolvere fino a causare la morte dell’individuo colpito in breve tempo, poiché la diagnosi di queste malattie, a causa dei loro sintomi aspecifici, spesso arriva quando ormai è troppo tardi.

Le condizioni associate al rischio di imbattersi in queste patologie possono essere: età, per esempio le meningiti da meningococco interessano i bambini, gli adolescenti ed i giovani adulti; stagionalità, la meningite è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera; vita di comunità, come gli studenti nei dormitori o le reclute; fumo ed esposizione al fumo passivo; e presenza di altre patologie, per esempio immunodepressione, insufficienza cardiaca, asma e Aids rappresentano un fattore di rischio per le meningiti da pneumococco.

Tuttavia, anche in questo caso la scienza ci tende la mano, e lo fa mettendoci a disposizione le armi di difesa più potenti ed efficaci di cui dispone, a livello del singolo individuo e della collettività, ovvero i vaccini. Infatti, grazie all’introduzione dei vaccini contro questi batteri, è stato possibile prevenire drasticamente i casi di meningite, di sepsi, i relativi esiti invalidanti permanenti e morti. Quindi, anche in questo contesto, i vaccini dimostrano (con i fatti ed i numeri, non con le parole e le teorie del complotto) di essere uno degli strumenti più preziosi a tutela della vita che l’uomo abbia mai ricevuto in dono, degli alleati della vita che non ci fanno ammalare di malattie che sarebbero estremamente difficili da curare in tempo.

 

Fonti:

http://www.epicentro.iss.it/meningite/

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=12&area=Malattie_infettive