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Quando la birra fa bene!

Una birra al giorno toglie il medico di torno?

La risposta è “NI”.

Numerosi studi hanno dimostrato infatti i benefici della birra, ma anche un suo limite. E allora bere birra fa bene o no? È arrivato il momento di far chiarezza.

 

  1. LA BIRRA PRESERVA IL COLESTEROLO “BUONO” E PREVIENE LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

La birra è un prodotto sano e un suo consumo moderato può essere una misura preventiva per la salute, come il controllo del peso, l’attività fisica e la corretta alimentazione. In alcuni casi, è stata anche rivalutata in un regime alimentare ipocalorico.

A rendere la birra una bevanda così sana è la sua capacità di preservare il colesterolo Hdl e, di conseguenza, quella di prevenire le malattie cardiovascolari con tutte le patologie che ne conseguono.

In particolare, uno studio condotto in Cina nell’arco di 6 anni su 80mila persone, ha messo in relazione birra, cuore e colesterolo, dimostrando che una birra piccola al giorno è in grado di rallentare la diminuzione del colesterolo Hdl. Nei soggetti in cui l’assunzione era minore, invece, la riduzione del colesterolo buono era più rapida.

 

  1. LA BIRRA È UNA MEDICINA CONTRO ICTUS E ATTACCHI CARDIACI

Questo studio parte dall’Olanda, dove il professor Henk Hendriks con il suo team dell’istituto di Nutrizione e Ricerca sul Cibo, ha dimostrato che anche la birra, come il vino, bevuta moderatamente contribuisce a prevenire i più diffusi problemi cardiaci.

La birra è infatti ricca di vitamina B6 che contrasta l’aumento di un tipo di amminoacidi, la omocisteina, che si ritiene responsabile dell’incremento del rischio di attacchi cardiaci.

 

  1. BERE BIRRA CONTRO STRESS, INVECCHIAMENTO E DEPRESSIONE

Studi meno recenti, dimostrarono anche che la birra previene l’invecchiamento dei nostri organi, soprattutto quelli dell’apparato digerente: l’orzo della birra fornisce Vitamina B6 e Fibre solubili che favoriscono il transito intestinale e permettono una regolare digestione.

Il luppolo contiene proprietà lenitive utili a combattere stress e depressione.

 

  1. BIRRA, VITAMINE E STILE DI VITA

Non dimentichiamoci della capacità della birra di diventare, all’occorrenza, un ottimo integratore di vitamine. Il lievito fornisce, infatti, le Vitamine B1, B6 e B9 che mantengono basso il livello di omocisteina responsabile, come visto, del rischio di malattie cardiovascolari.

La birra, con il suo contenuto di vitamine e sali minerali, potrebbe essere addirittura considerata elemento integrante di una vita sana ed equilibrata. Ad esempio, il potassio presente in grande quantità può aiutare in caso di crampi muscolari, e non solo.

Un’altra buona notizia è che la birra è povera di sodio, è ricca di fibra solubile che deriva dalle pareti cellulari del malto d’orzo ed è anche ricca di agenti antiossidanti , piccole molecole immediatamente disponibili per l’organismo e forti alleati nella lotta contro alcune forme di tumore, tra cui il cancro al seno e alla tiroide.

 

  1. UN VIAGRA NATURALE

La sessuologa e terapista di coppia americana Kat Van Kirk spiega in un suo libro “The married sex solution: a realistic guide to save your sex life” come la birra sia un vero e proprio toccasana per l’attività sessuale degli uomini. Questo perché è ricca di fitoestrogeni, sostanze naturali simili agli estrogeni umani che hanno la capacità di aiutare il soggetto a ritardare l’eiaculazione.

Inoltre, la birra, in particolare quella scura, aumenta la libido: questo dovrebbe dipendere dalla maggiore quantità di ferro contenuta nelle fibre scure rispetto a quelle chiare. L’aumento di questo elemento aiuta a stimolare la produzione di globuli rossi e quindi aiuta la circolazione, fattori che rendono l’erezione più facile e frequente.

 

  1. CONTROINDICAZIONI? LAPANCIA ALCOLICA

Il consumo di birra, purtroppo, ingrassa quanto il cibo spazzatura. Più birra al giorno, infatti, fa accumulare 5 kg l’anno (considerando solo il suo consumo e non i fattori esterni).

Un’indagine del Cancer Council di Victoria sulle calorie nascoste degli alcolici, ha dimostrato che quelli più comuni, inclusa la birra, hanno un apporto calorico pari a quello contenuto in una barretta al cioccolato o in una merendina.

Un abuso di birra potrebbe, quindi, vanificare tutti gli effetti positivi di questa bevanda, portando ad un unico risultato: una pancia non indifferente.

 

L’importante è, quindi, non cedere agli eccessi. Sarebbe opportuno bere massimo 2 bicchieri da 0,25 cl al giorno per ottenere gli effetti benefici, in modo da assumere dai 20 ai 30 gr di alcol e rimanere nella dose consigliata.

Bere si, ma con moderazione! PROSIT!

 

Dottoressa Laura Masillo

Biologa Nutrizionista

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

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Alimentazione e gravidanza: un focus sullo zinco

La dieta è considerata uno dei maggiori fattori ambientali che influenza lo sviluppo dell’embrione e del feto, così come la salute della madre. In particolare, una carenza di micronutrienti è stata associata ad un significativo aumento di patologie legate ad un rischio riproduttivo. Esistono delle evidenze che indicano che un corretto apporto di micronutrienti possa prevenire alcuni disordini della gravidanza.

Un apporto nutrizionale adeguato è infatti fondamentale per permettere un’appropriata crescita ed un corretto sviluppo fetale. Durante la gravidanza, anche la richiesta energetica derivata dalla dieta è generalmente aumentata affinchè l’organismo materno possa adattarsi progressivamente alle nuove esigenze circolatorie, endocrine, metaboliche, ematologiche e respiratorie, necessarie per lo sviluppo dell’embrione e del feto. Tali cambiamenti, definiti fenomeni gravidici, sono il frutto di una continua interazione materno-fetale, funzionale nelle varie fasi della gravidanza.

Studi recenti di meta-analisi hanno dimostrato che dieta, stile di vita e apporto nutrizionale corretti possono avere un forte impatto sulla fertilità e sulla prevenzione di importanti disordini riproduttivi che, nel caso della donna, vanno dalla dismenorrea, all’infertilità, fino a problemi relativi alla gravidanza. Importante è distinguere i cambiamenti fisiologici da quelli patologici così come gli stati morbosi indotti dalla gravidanza da quelli preesistenti. Il sistema riproduttivo è estremamente influenzato dall’ambiente esterno. L’alimentazione nella donna non influenza soltanto l’ovulazione e la fertilità ma anche l’impianto e le prime fasi dello sviluppo embrionale. Infatti, disordini alimentari associati ad un calo ponderale del 10-15%, possono influenzare negativamente il sistema riproduttivo e favorire una condizione di infertilità.

Durante la gravidanza, invece, donne con una storia di disturbi dell’alimentazione sono soggette ad un aumentato rischio di aborto, sviluppo di anemia, alterata variazione di peso corporeo in gestazione e di compromessa crescita fetale intrauterina. Donne sottopeso o affette da anoressia presentano, inoltre, una maggiore probabilità di andare incontro a parto pre-termine, parto cesareo, complicazioni post-natali, basso peso alla nascita e depressione post-partum. Per quanto riguarda il peso del neonato, migliori esiti per la gravidanza (minore mortalità e morbilità perinatale) si ottengono quando questo è compreso tra i 3,5 e i 4 kg. Un basso peso alla nascita, determinato da un ritardato accrescimento fetale intrauterino o da un parto pre-termine, induce un rischio relativo di mortalità neonatale significativamente più elevato. E’ stato dimostrato che il peso del bambino alla nascita è influenzato sia dal BMI (Body Mass Index) pre-gravidico della madre, che dall’aumento di peso in gravidanza.

Micronutrienti essenziali, come selenio (Se), magnesio (Mg) e zinco (Zn), giocano un importante ruolo nella difesa antiossidante. Infatti, carenze specifiche di tali microelementi possono correlare con complicazioni della gravidanza, comprese IUGR, preeclampsia, e patologie a lungo termine nell’adulto, incluse malattie cardiovascolari e diabete di tipo II, dove un danno ossidativo è caratteristico della loro eziopatogenesi. In particolare, tra i micronutrienti associati ad attività antiossidante vi è lo zinco.

Lo zinco è coinvolto nella trasduzione del segnale e cofattore di moltissimi enzimi antiossidanti. Gli alimenti più ricchi di zinco sono le carni fresche e trasformate, le uova, i prodotti della pesca e il latte e derivati. Negli alimenti di origine vegetale, generalmente, il contenuto è inferiore, con eccezione della crusca di grano dei legumi secchi, della frutta secca a guscio e di alcuni cereali, come il frumento, il mais, il miglio e il riso parboiled. La biodisponibilità di zinco, tuttavia, può essere limitata in questi casi dalla presenza di fitati. Durante la gravidanza, lo zinco contribuisce allo sviluppo del cervello fetale nonché facilita il parto alla madre.  Le necessità metaboliche di zinco aumentano durante la gestazione; per tutta la gravidanza si arriva ad un totale di circa 100 mg di minerale. Alterazioni nell’omeostasi di questo minerale possono avere conseguenze devastanti sulla gravidanza, compresi parti complicati, IUGR, o morte embrionale o fetale. Durante i primi sei mesi di allattamento, si può stimare un fabbisogno metabolico aggiuntivo per lo zinco in media pari a 1,1 mg/die. Per quanto riguarda le diete vegetariane, gli apporti sono sovrapponibili o sono lievemente inferiori rispetto alle diete non-vegetariane. Tuttavia, la biodisponibilità di zinco in questo caso è ridotta per una serie di fattori specifici, a cominciare dagli apporti maggiori di acido fitico. Si può concludere che micronutrienti antiossidanti, come magnesio, selenio e lo zinco, hanno un ruolo cruciale nel successo della gravidanza. Per quanto riguarda condizioni patologiche correlate con la gravidanza, una carenza di micronutrienti antiossidanti, in particolare di zinco, potrebbe giocare un ruolo importante all’interno di tutto il periodo perinatale.

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