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L’Alcolismo Silenzioso…Silente…“Dolce”…!

L’alcolismo silenzioso. Quando udì questo termine per la prima volta, mi suonava quasi “armonico”, affascinante, ho pensato “che magnifica espressione”. Ricordavo infatti che si chiamasse alcolismo dolce. Ma in realtà, come spesso accade, le apparenze ingannano. Difatti, l’alcolismo silenzioso è un termine per indicare l’alcolismo che colpisce prevalentemente le donne. Si chiama silenzioso proprio perché, senza fare troppo rumore, prende il sopravvento, doucement doucement, in silenzio appunto! L’alcolismo in generale è un problema sociale non indifferente, pericoloso e deleterio.

Partiamo dal principio che qualsiasi sostanza ingeriamo, dal bere al mangiare, da farmaci a tisane, dalla musica che ascoltiamo, alle fusa dei gatti, in poche parole, il nostro stile di vita, influenza l’epigenetica, il nostro direttore d’orchestra. Esso dirige l’accensione di determinati geni dunque il rilascio di determinate molecole con “relative conseguenze”.

Quando ingeriamo alcol, esso viene trasformato, ad opera dell’Alcol Deidrogenasi in acetaldeide (composto tossico). Esiste un altro enzima, l’Aldeide Deidrogenasi (enzima “salva sbornia”), che catabolizza i composti tossici, così da poter essere “eliminati”. Come in tutto, però, il troppo storpia. Infatti, quando il nostro caro enzima “salva sbornia”, è saturo, ecco che i composti tossici prendono il sopravvento con effetti quali, nausea, vomito, vertigini, etc. Ad esempio chi è astemio, è mancante proprio di questo enzima dunque anche una goccia di alcol può essere “devastante”. A chi invece basta poco per saturarlo, ne ha poco, viceversa a chi invece “non basta mai”…..

L’evidenza scientifica suggerisce una maggiore vulnerabilità fisica e biologica della donna agli effetti dell’alcol. Difatti, le donne hanno una massa corporea inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua corporea e meno efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol. È ben noto, infatti, che il fegato della donna produce enzimi “salva sbornia” meno efficaci per l’alcool e recenti studi scientifici hanno evidenziato frequenti casi di cirrosi alcoliche anche in fanciulle giovani (18 – 20 anni). Ecco spigata la maggior vulnerabilità per le fanciulle agli effetti dell’alcol ed il perché, a parità di consumo, l’alcool risulta molto più tossica e devastante nelle fanciulle.

Dunque, sappiamo bene che l’alcolismo è causa di morte, e per le donne il rischio raddoppia, più di altre forme di dipendenza ed anche per uscirne sembra essere ancor più difficile. Eppure, l’alcol non è illegale e non è nemmeno marcata la scritta e le immagini che troviamo sui pacchetti di sigarette!

L’attenzione alle differenze di genere nei problemi legati all’alcol emerge a partire dagli anni ’80 e fino ad oggi diversi studi e progetti sono focalizzati per cercare di sconfiggere questo “dolce male”. In accordo con la scienza, qui non vige la parità dei sessi. Difatti come un esperto professore ha “denunciato”, “è molto più difficile tirar fuori le donne dal “bere oscuro” che gli uomini. Forse la dipendenza si è radicata in un organismo più fragile”. Un tema ampiamente affrontato in letteratura suggerisce come la dipendenza – o la codipendenza – nelle donne sia fortemente connessa a esperienze personali di disempowerment. Urge dunque una maggior attenzione a 360 gradi.

Le fanciulle, cadute sotto questa “dolce trappola”, spesso manifestano uno scarso concetto di sé, bassa autostima, senso di colpa, biasimo autodiretto, e un’alta percentuale di disturbi dell’umore, come ansia e depressione. Questo, molto probabilmente, è dovuto anche ad una disbiosi intestinale che si manifesta in seguito all’assunzione cronica di alcol.

Disbiosi e depressione? Vediamo come sia possibile… Beh la “recente” presa di coscienza del sofisticato e prezioso funzionamento del nostro microbioma è impressionante! Difatti recenti studi hanno dimostrato che la carenza di determinati batteri, dunque il disequilibrio del nostro “secondo cervello” (disbiosi), può essere causa di depressione e non solo. Pensate, se manca quel determinato batterio che “trasforma” il triptofano in serotonina, beh ecco che la depressione prende il sopravvento (Scuola di Nutrizione Salernitana docet).

Ricordiamo, inoltre, che la maggior parte della serotonina,” ormone della felicità”, è prodotta dal nostro “secondo cervello”. Ecco spiegato anche il perché delle cosiddette “farfalle allo stomaco”! Dunque, badiamo bene, prima di utilizzare “mezzi” che tolgono una dipendenza e ne aggiungono un’altra (come ad esempio l’uso inadeguato e sproporzionato di antidepressivi “sintetici”!!!).

Il dato ancora più allarmante è che, a differenza di altre forme di dipendenza l’alcolismo è ancora più grave in quanto ci si può cadere a qualsiasi età anche nell’età della “saggezza” e “sapienza” massima, in poche parole anche a “120 anni”. Eppure, l’alcol non è illegale e non è nemmeno marcata la scritta e le immagini che troviamo sui pacchetti di sigarette!

Le devastanti conseguenze di questa “dolce dipendenza nell’area psichica sono :
instabilità emotiva (depressione alternata a euforia)
• irritabilità, ansia, insonnia, disattenzione
pensiero confuso, amnesie, difficoltà di concentrazione
• deficit cognitivi, in particolare nell’affrontare nuovi compiti
• gelosie patologiche, idee di suicidio.

L’alcol, inoltre, può essere associato a comportamento violento e / o fornire una scusa per atteggiamenti o comportamenti violenti, in particolare all’interno della famiglia o con chi ci è più vicino. Esistono diversi falsi miti sull’alcol, e come denuncia ed informa il Ministero della Salute, visto la grave “dipendenza” che può colpire a qualsiasi età, doucement doucement, in silenzio, bisogna prevenire ed attuare urgentemente piani di recupero. 

Aggiungo infine quanto sia “opportuno” l’aggiunta delle stesse scritte con relative immagini proprio come riportate per il fumo anche per l’alcol (ed in realtà non solo, sarebbe opportuno anche su tutti i junk food…etc…etc.…): Questo prodotto uccide! O meglio l’abuso di questo prodotto uccide!

Riferimenti bibliografici

  1. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/alcol-la-donna-il-rischio-e-doppio
  2. Franco Angeli 2018. Mission 51. Italian Quarterly Journal of Addiction. Periodico trimestrale della federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze
  3. Cinzia Luigia Celebre, Pamela Filiberto, Claudia Milievich. 2018. Mission 51. Progetto Ben Essere Donna. Intervento di prevenzione e promozione della salute rivolto a donne con problematiche alcol correlate.
  4. Guida utile all’identificazione e alla diagnosi dei problemi alcol-relati- Ministero della Salute
  5. L. Mattera. Scienzintasca 2018. Medicina di genere: la donna è la chiave per raggiungere una sostenibilità a 360 gradi!
  6. L. Mattera. Scienzintasca 2018. Sindrome da burnout: un “mostro” silenzioso da conoscere e sconfiggere

  7. L. Mattera. Scienzintasca 2017. Il cambiamento non ha età: le nostre cellule neuronali sono guidate da una “danza plastica” che dura tutta la vita

  8. L. Mattera. Scienzintasca 2017. Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo.

Il magico suono delle piante

Qualsiasi essere vivente, dalle piante agli animali, all’uomo, se tenuto in cattività, maltrattato e malnutrito o nutrito male, si “trasforma” e modifica la sua epigenetica, accendendo dei geni e spegnendone degli altri. Gli elefanti, ad esempio, non sono fatti per essere cavalcati, purtroppo il guadagno fa dimenticare il bene. Di esempi ne potrei fare per qualsiasi essere vivente, dalle piante a piccoli organismi modello e non solo. La Natura è magica come il nostro nanomondo biochimico.

E te, lo sapevi che le piante hanno anch’esse un’anima, un “cervello”, “un’intelligenza diversa” quasi al pari di noi e di qualsiasi essere vivente “pensante e non pensante”? Ebbene sì! Questo per far capire anche a chi ha un “orientamento alimentare” diverso da quello che realmente necessitiamo per perseverare un buon stato di salute, ovvero quello onnivoro, che se lo fanno per “etica”, dovrebbero farlo anche per le piante, “anima fragile”.

Lo sapevi che anch’esse cantano, comunicano, muoiono se allontanate dai preziosi vicini – compagni di una vita – e soffrono se maltrattate. Inoltre vanno in ecstasy e ti donano preziosi fiori e frutti che nutrono le nostre cellule, la nostra vista dando colore ed armonia nel quotidiano, se trattate con amore e semplici ingredienti. Quelli che, in connubio con i suoi preziosi doni, nutrono la nostra mente ed il nostro corpo.

Nel video che vi propongo, durante un corso presso l’ ortobotanico di Napoli, questo illustre docente ci ha portato all’esterno della facoltà, lì dove di piante è colmo. Connettendo degli elettrodi ad un trasformatore, una sorta di “trasduttore” del segnale una sorta di “elettrocardiogramma” delle piante, ecco che si produce un suono armonico. Il magico suono delle piante! La cosa “sconvolgente” ed emozionante, fu quando, in particolare, le piante, avvertendo un pericolo, noi intorno, onde dei cellulari in procinto di fotografare e riprendere quel concerto armonico, si sono fermate. Allora ciò che il docente ci aveva appena illustrato nel corso, è stato confermato.

Altri illuminanti docenti della Scuola di Nutrizione Salernitana (SNS), ci hanno fatto capire l’importanza di nutrirci di queste preziose creature, ad esempio un centrifugato di verdure può essere considerato un concentrato, una spremuta di cellule staminali. Inoltre, esse sono in grado, anche se esposti a fattori di rischio, “l’epigenetica esterna”, inquinanti etc., loro riescono a schermare il danno e riescono ad adattarsi. Tali meccanismi sono ancora in parte sconosciuti ma questo dovrebbe farci capire, come ci hanno insegnato ai vari corsi, che ognuno di noi dovrebbe mangiare i frutti della sua terra, in quanto l’epigenetica esterna è la stessa, dunque, in modo guidato e personalizzato possiamo chelare i metalli pesanti e / o inquinanti, assorbendo solo il nettare di queste creature intelligenti.

Riflettiamo anche che se noi ci perdessimo nella giungla sarebbe “veramente” difficile uscirne vivi se non guidati…dunque, ok “gli orientamenti alimentari alternativi” per gusto, per salute e / o per protocolli nutrizionali personalizzati specifici, per altro, non parliamo, però, di etica, in particolare, adesso che prendiamo coscienza che (“quasi”) tutto quello che ci circonda ha un’anima, anche e soprattutto la natura!

Inoltre, se poi accompagnassimo sempre la nostra vita con musica, quella che più ci ispira in quel momento, la nostra vita ed il mondo che ci circonda diventa un’opera d’arte! La classica, in particolare, ha un effetto positivo sulla crescita, sul gusto e probabilmente sulle proprietà nutritive dei loro magici frutti e dunque sulla nostra vista, mente, corpo e spirito. Nello scrivere questo articolo, invece, sono stata “ispirata” dalle poesie musicali dell’artista Vasco Rossi.

Vediamo, come sempre, che  siamo sempre e solo noi i direttori d’orchestra della nostra vita ed in simbiosi con la natura ed il cosmo, in tutte le sue forme. Probabilmente le piante comunicano tramite il fenomeno dell’ entanglement?

Alla luce di queste evidenze, ricordiamo dunque di amarla ed accudirla come un dono prezioso ed essenziale per poter vivere in armonia ed in salute cantando, suonando e danzando con essa, con il mondo e l’universo.

Riferimenti bibliografici:

  1. L.Mattera. Scienzintasca 2017. http://www.scienzintasca.it/?s=epigenetica
  2.  L. Mattera. Scienzintasca 2018. http://www.scienzintasca.it/hydra-vulgaris-un-meraviglioso-organismo-modello-e-non-solo/
  3. L. Mattera. Scienzintasca 2018. http://www.scienzintasca.it/ballerina-si-il-direttore-dorchestra-della-tua-vita-essere-magri-non-vuol-dire-non-mangiare-no-al-tunnel-nero/
  4. Fernando Piterà Di Clima. Marzo 2018. Gemmoterapia. Fondamenti scientifici della moderna meristemoterapia
  5. L.Mattera. 2019.http://www.scienzintasca.it/tag/entanglement/

 

 

L’entanglement: un altro magico e misterioso nanomondo, scopriamo insieme il perché!

Siamo infinito, a confermarlo è la meccanica quantistica grazie all’ entanglement. Ma cos’è l’entanglement?

Prima di addentrarci in questa ardua avventura, inizio con delle riflessioni personali derivate dalla meravigliosa scoperta di “questo magico nanomondo”.

Iniziamo, dunque, col dire che le coincidenze, forse, non sono una casualità. Pertanto, il detto “nulla accade per caso” adesso può essere spiegato da leggi matematiche e fisiche, grazie all’entanglement.
Continuiamo con “Vi è mai capitato di esclamare assurdo oggi ho pensato, sognato, ricordato quella persona e “casualmente”, come per magia, quella persona vi chiama, l’incontrate e / o avete sue notizie? Beh credo che non siano semplici casualità!! Oggi, grazie a strumenti sofisticati, diversi scienziati sono arrivati a dirci chiaramente che forse nulla accade per caso! Almeno è quello che ho dedotto da questi illuminanti e “recenti” studi.

Vorrei, così, rendervi partecipe di ulteriori riflessioni!

Continuiamo, dunque, con: “vi è mai capitato di conoscere per la prima volta una persona e provare “emozioni e feeling” come se la conosceste da una vita?” Questo ed altri esempi sono spiegati e si chiamano entanglement, intreccio,…!

Adesso vediamo “scientificamente” come sia possibile.

Premettendo che in un universo composto da miliardi di galassie, dalla perfezione di Madre Natura, nel miracolo della vita, in un “nanocosmo” terrestre dove noi risediamo, pensate sia possibile che siamo le uniche forme di vita? A tal riguardo, esistono diverse filosofie di pensiero ma quella che vi riporterò, per la prima volta è stata dimostrata dalla scienza.

Ebbene sì, il grande dilemma che tormenta ed ha tormentato grandi fisici, come Einstein e Curie, oggi si è quasi risolto.
Il dilemma al quale mi riferisco è il seguente. Iniziamo da semplici esempi:

  • Per la fisica classica, una particella, un fotone, può essere o rosso o blu e nasce o rosso o blu.
  • Per la fisica quantistica, la stessa particella assume una forma solo nell’istante in cui l’osserviamo e, “casualmente”, sarà o rossa o blu, influenzando anche la sua controparte, che diventerà o rossa o blu.

Per intenderci meglio, per la fisica classica, la luna nasce ed è sempre lì. Per la fisica quantistica, la luna è lì solo nel momento in cui l’osserviamo.
Dunque, per la fisica classica o siamo vivi o siamo morti, per la quantistica, siamo vivi e morti al contempo, in quanto “entangled” collegati con la nostra controparte.

Mi vien, dunque, da pensare che questo potrebbe dirci che la nostra attitudine, le nostre scelte, i nostri comportamenti, influenzano noi, in un “altro universo” (altra ipotesi dibattuta è che viviamo in un multiverso) e nel nostro. Questo potrebbe, allora, anche spiegare quell’empatia e feeling, chimica e sentimento che ci lega a persone in questo mondo, che anche se a volte ci deludono, non riusciamo a “lasciar andar via”? Mi piace pensare, allora,  che tali persone, in un’altra realtà, nel cosmo infinito siano un nostro fratello, compagno, genitore, o l’amico fedele a 4 zampe, per questo siamo “entangled” legati a loro? Potrei continuare all’infinito con i dilemmi che mi sono sorti, perché per la fisica quantistica, tutte le combinazioni sono possibili!!!

Alla luce di queste evidenze ritengo che, senza dubbio, questo sia un fenomeno “misterioso e magico”, come ho considerato anche l’epigenetica, che a mio parere, a questo punto, è strettamente connesso all’entanglement più di quanto pensassi. Infatti mi viene da pensare anche che l’entanglement sia l’epigenetica, dunque, noi ed il nostro stile di vita, la nostra vita, la nostra musica, che influenza la nostra controparte e, di conseguenza, noi.

Ancora, vi è mai capitato di sentire, dopo aver discusso con una persona, un senso di piacere e sollievo, dunque energie positive e, invece, altre volte “energie negative” e senso di angoscia? Personalmente, ora, tutto ciò lo considero entanglement.

Tengo a precisare che non sono esperta nel campo, ma è una passione trasmessa da mio padre che fin da piccina mi ha avvicinata all’universo, a riflettere guardando il cielo, le stelle con i suoi preziosi dipinti e di non smettere mai di pormi questioni sulla verità del miracolo della vita. Grazie a mio marito, che da anni legge argomenti sul tema, mi sono appassionata di nuovo a questo “sogno e voglia” di bambina. Oramai sono anni che anche io “divoro” articoli e documentari. Più scoprivo questo “nuovo e misterioso nanomondo”, più restavo affascinata, notando, tra l’altro, le meravigliose immagini fornite e catturate da sofisticati strumenti  e quanto tali immagini cosmiche siano simili a quelle che i ricercatori vedono al microscopio durante, ad esempio, i processi di duplicazione cellulare e / o mitosi, ma non solo. È evidente che siamo il nano del marco, un nanocosmo in un macrocosmo. Le nostre frequenze sono in sintonia con esse, d’altronde gli atomi sono gli stessi.

Se tutto ciò è realmente vero dovrebbe sollevar il nostro spirito, comprendendo che siamo infinito, ed anche quando non ci saremo più, la nostra energia, il nostro entanglement ci sarà sempre e si farà sentire in forme diverse ma ci sarà. Lo sentirai, avrà un suono armonico di rare sinfonie che scatenano un concerto di endorfine, molecole positive, nel nostro corpo che ci fanno comprendere ancor di più quanto meraviglioso sia veramente tutto il cosmo, compresi noi ed il miracolo della vita e perfezione di Madre Natura.

Inoltre, come riportato da illustri fisici, le particelle elementari della materia e della coscienza sono unite tra loro da un unico meccanismo ben rappresentato dal concetto di “entanglement”. Tutto l’universo è intrecciato con se stesso e tutte le particelle di cui è fatta la materia sono in contatto tra loro, così come lo erano ancor prima del Big Bang, quando ancora il tempo e lo spazio non esistevano.

Addirittura, recentemente, alcuni ricercatori sono riusciti a mostrare per la prima volta effetti quantistici ponendo alcuni batteri fotosintetici in uno stato di entanglement, mostrando per la prima volta effetti quantistici in un organismo vivente segnando, dunque, il passaggio della biologia quantistica da ipotesi teorica a realtà tangibile. Probabilmente, inoltre, il modo in cui gli uccelli navigano o fiutano gli odori suggerisce che gli effetti quantistici possano verificarsi in modi insoliti all’interno degli esseri viventi ed io aggiungerei così come i preziosi organismi modello, come l’ Hydra Vulgaris, che pur non avendo veri e propri organi sensoriali, riescono, ad esempio, a catturare la preda e a reagire a stimoli ed insulti, frutto di segnali chimici e non solo…..entanglement!?!

Concludendo, come riportato in letteratura, l’entanglement è un fenomeno che coinvolge due o più particelle subatomiche o “entità'”, che si condizionano e comunicano a distanza: in pratica le particelle, essendo dotate di spin, ovvero di un senso di rotazione, se si avvicinano e poi si allontanano, invertono il loro spin non appena lo fa l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa.

Il dibattito / dilemma difficile da accettare e, in particolare, non piaceva per nulla al nostro grande Einstein, il quale, infatti, esclamò “Dio non gioca a dadi con l’Universo”, è che per la fisica classica è impossibile che si possa produrre una reazione a distanza in modo così immediato, dunque, ad una velocità nettamente maggiore di quella della luce. Ma la fisica quantistica avalla la teoria dell’intreccio, sovrapposizione, entanglement, ovvero il fatto che nell’Universo tutto è in contatto, e le distanze sono solo apparenti.

Altri scienziati, hanno riportato in letteratura finanche che l’anima, forse, realmente esiste. Noi siamo in relazione con il cosmo, sempre, anche quando materialmente il nostro corpo non c’è più!

Se tutto ciò è realmente vero, se l’entanglement ha realmente tali “forme, suoni e colori”, posso, finalmente, capire quanto i “sogni veglia” e / o eventi che credevo casuali e che mi fanno sentire l’energia, l’odore e / o la presenza di persone care che sono volate via in quel mare di stelle ed infinito, non siano un caso, ma non può essere che puro e magico entanglement…∞ ∞ ∞

Per trovare qualcosa che corrisponda alla lezione offertaci dalla teoria atomica dobbiamo rivolgerci a quel tipo di problemi epistemologici che già pensatori come Buddha e Lao-Tzu hanno affrontato nel tentativo di armonizzare la nostra posizione di spettatori e attori a un tempo del grande dramma dell’esistenza.” Niels Bohr(1885-1962), fisico danese, premio Nobel per la fisica.

“ C’era qualcosa senza forma e perfetto prima che si originasse l’universo. Esso è sereno. Vuoto. Solitario. Immutabile. Infinito. Eternamente presente. Esso è la Madre dell’universo. Per mancanza di un nome migliore io lo chiamo Tao. Esso fluisce attraverso tutte le cose, dentro e fuori, e ritorna all'origine di tutte le cose. Il Tao è grande, l’universo è grande, la Terra è grande, l’uomo è grande. Questi sono i quattro grandi poteri. L’uomo segue la terra, la Terra segue l’universo, l’universo segue il Tao. Il Tao segue solamente sé stesso.” (Tao Te Ching)

“Mi piacciono le teorie della relatività e dei quanti perché non le capisco e perché mi danno l’impressione che lo spazio si trascini qua e là come un’anima in pena, rifiutandosi di fermarsi e non lasciandosi misurare; e che l’atomo sia come un essere impulsivo che cambia idea continuamente”. DAVID HERBERT LAWRENCE

“Tutto ciò che consideriamo Spirituale o metafisico è generalmente solo fisica che non abbiamo ancora compreso” Nassim Haramein

“Ecco quello che ho da dire sull'opera di Bach: ascoltatela, suonatela, amatela, riveritela e tenete la bocca chiusa”. Albert Einstein

Bibliografia:
1. https://www.scientificamerican.com/article/schroedingers-bacterium-could-be-a-quantum-biology-milestone/
2.http://www.lescienze.it/news/2018/11/01/news/batterio_schro_dinger_effetti_quantistici_organismi-4172300/
3. https://www.focus.it/scienza/spazio/entanglement-quantistico-un-importante-test
4. https://www.focus.it/scienza/scienze/meccanica-quantistica-cosa-e-come-funziona
5. DIEGO FRIGOLI, La fisica dell’anima. Riflessioni ecobiopsicologiche

6. L.Mattera. Scienzintasca 2017. http://www.scienzintasca.it/?s=epigenetica
7. L. Mattera. Scienzintasca 2018. http://www.scienzintasca.it/hydra-vulgaris-un-meraviglioso-organismo-modello-e-non-solo/

Ballerina, sì “il direttore d’orchestra” della tua vita. Essere “magri” non vuol dire non mangiare!! No al “tunnel nero”

Ehi tu ballerina / o, si parlo proprio con te. Stai tranquilla, non ti parla il dottore, la nutrizionista, ma la dott.ssa Lucia Mattera in veste di ex danzatrice. Non voglio dirti cosa mangiare e non voglio assolutamente che diventi grassa e brutta. Voglio solo farti riflettere.

Ascolta, si lo so, la danza è tutta la tua vita, altrimenti non passeresti ore ed ore a provare e riprovare mentre tutti i tuoi coetanei si divertono iniziando a bere e ad andare in discoteca. Non sorrideresti, quando, durante uno spettacolo, pouf, le bolle si aprono e, ahimè sei sul palco, devi continuare a danzare e a sorridere per trasmettere la tua emozione al pubblico e per portar a buon fine lo spettacolo, ma in cuor tuo stai “morendo”. Continui, fin quando, non appena varchi le quinte dici “parolacce” asciughi il sangue, il sudore, ed a volta le lacrime (frutto, spesso, di un connubio perfetto tra emozione, stress e dolore), poni i medicamenti sulle bolle, ti mascheri del sorriso e sei pronta per ricominciare il secondo tempo. Torni a casa, benedetta acqua e sale, ghiaccio e pastrocchi simili “salva vita”.

Ascoltami bene adesso, lo so, nella danza, in particolare classica, ci sono tante regole, spesso dure e purtroppo, a volte, i modelli ci portano a cadere nel non mangiare o, peggio, nel mangiare e vomitare per poter mantenere o diminuire quella forma. Fanciulle care, conoscete il detto, sbagliando s’impara? Beh, sappiate che esistono delle “pozioni magiche” per potervi nutrire e restare nel “peso ideale” imposto. Ma vi ricordo, perché lo sapete bene, che una vera danzatrice non è un peso od un corpo ideale, lo è quando riesce ad emozionarsi e ad emozionare mentre danza, quando raggiunge una simbiosi con la musica, con il centro della terra. Riesce ad arrivare in equilibrio con l’Universo, sinonimo ecclettico di meditazione.

Ricordo con piacere commovente, l’elisir di piacere che una ballerina prova, quando chiude gli occhi, si lascia trasportare dalla musica e dalle sue emozioni…si ha realmente l’impressione di fluttuare nel cosmo. La stessa emozione, me l’ha trasmessa mio padre nell’ascoltare e farsi trasportare dall’opera lirica. Dunque, il discorso vale per ognuno di noi che provando emozioni, medita anche se non lo sa.

Sai che quando danzi componi un’opera d’arte? Dai movimento alla musica, sei speciale come lo è l’epigenetica per te che dà movimento ai tuoi geni. Ecco, sai cosa accade ad essi, alle tue cellule, al tuo corpo e alla tua anima se continui a non nutrirli o a farlo male? Puoi trovarti, senza saperlo, nel tunnel nero dell’anoressia e / o bulimia, modifichi la tua epigenetica.

Ti racconto un’esperienza di una mia cara amica. Ha così fatto indebolire i suoi geni, quindi parte del suo corpo, delle sue ossa, che una caduta forte e violenta, ma “banale”, l’ha costretta ad abbandonare un sogno, quello di divenire una grande ballerina. Ti confido però, che anche io ora non danzo più ma la danza mi ha donato la possibilità di inseguire un altro sogno, un’altra passione. Si tratta di un altro tipo di arte, della scienza, della ricerca.

La danza ti dona la forza e l’energia di affrontare la vita sempre con il sorriso, che sia una maschera o meno, il sol fatto di sorridere ci nutre d’amore e il sol fatto di provare emozioni così forti e genuine fanno bene alla nostra mente e al nostro corpo.

Rifletti, i tuoi geni, il tuo corpo, la tua epigenetica non sei altro che tu, e perfino in condizioni avverse è tua alleata. Ebbene, i sofisticati meccanismi del tuo corpo, vanno avanti, riparano i danni e permettono all’epigenetica, “il nostro direttore d’orchestra”, di dirigere il nostro destino. Ed anche se il danno risulta cronico, giorno dopo giorno, proprio come te, che non abbandoneresti mai il palcoscenico, continuano. A lungo andare il continuare in “note discordanti” non va mai bene, prima o poi si crolla in “malattia”.

Voglio, dunque, dirti, meravigliosa creatura, che devi far danzare in modo armonico anche i tuoi geni, non solo il tuo corpo. Non donare emozioni solo al pubblico, fallo prima per te e poi per il tuo pubblico.

Vola e fallo leggere alle tue colleghe, amiche o insegnanti, alcune delle quali sono, forse, le prime che hanno bisogno di ricordarsi quanto speciali siano, siamo e siete e, quanto prezioso sia nutrire i nostri geni. Affidati a specialisti in nutrizione locali, sono loro le “pozioni magiche” non spegnere la stella che è in te. Prendi le bacchette e si direttore dello spettacolo della tua vita.

Ti saluto collega,

Lucia Mattera

Mallone: un piatto “povero” o ricco per i nostri geni?

Il mallone, è considerato uno dei piatti “poveri”. Questo appellativo, comune nelle usanze tradizionali, viene fornito a ricette antiche, preparate utilizzando pietanze semplici e parsimoniose.

Nella tradizione Montorese, in Campania, il mallone viene preparato utilizzando le foglie delle cime di rapa, patate, pomodori, pane tostato, aglio, peperoncino piccante ed olio a crudo. Semplice e “light” e nutriente per i nostri geni! Le cime di rapa appartengono alla famiglia delle Crucifere o Brassicaceae. Gli studi a riguardo hanno rilevato effetti benefeci, dovuti all’ampia gamma di fitochimici che contengono, fondamentali per la nostra salute. Sono difatti ricchi di altissimi livelli di antiossidanti quali vitamina A e C, flavonoidi, glucosinolati e prodotti di degradazione, come isotiocianati, potenti antitumorali. In particolare, gli antiossidanti (i nostri “parafulmini”) neutralizzano le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e riducono i danni del DNA ed i glucosinolati inducono l’attivazione di enzimi disintossicanti.

Ecco perché appartiene a quella classe di alimenti considerati cancro-protettivi e non solo. Infatti, uno studio di coorte le ha anche attribuito un potente effetto cardioprotettore in particolare nei confronti di infarti o delle malattie cardiovascolari coronariche. Inoltre, una recente meta-analisi, enfatizza, in generale, l’importanza di un corretto consumo giornaliero di frutta e verdura, in particolare, quelle appartenenti a questa famiglia. Difatti sono potenti protettori nei confronti di molte patologie quali appunto, cancro, malattie cardiovascolari in generale, infarti, ictus e morti premature. Tuttavia ulteriori studi dovranno essere condotti per poter identificare la “dose ottimale” in quanto, i ricercatori, su questo non hanno ancora delle risposte. In generale, l’assunzione di frutta e verdure riduce i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna, l’infiammazione e l’aggregazione piastrinica e migliora la funzionalità vascolare e immunitaria ed ancora recenti meta-analisi hanno confermato un’associazione inversa tra l’assunzione di fibre e le malattie cardiovascolari. Aumentarmene il consumo porta benefici non solo per la nostra salute ma anche per l’ambiente, ricordando, però, che l’evoluzione dell’uomo, per la maggior parte del tempo, è stata ed è segnata da un alimentazione di tipo onnivora!……………to added new study

Le foglie delle verdure in generale, sono ricche in vitamine e sali minerali, in fibre prebiotiche e possiedono principi attivi amici per la nostra salute quali attività antinfiammatoria, immunomodulante, antitumorale. Sono, inoltre ricche di preziosi elementi per la nostra salute, quali ferro, calcio, fosforo, vitamina A e C nonché fonte di un altissimo contenuto di polifenoli. Le virtù di questa pietanza “povera”, inoltre, sono catalizzati dall’attività antiossidante e dalle proprietà degli altri alimenti che lo compongono ( patate, pomodori, pane tostato, aglio, peperoncino piccante ed olio extravergine di oliva a crudo). La sinergia in generale tra i vari tipi di verdure, di “colori”, di frutta e fibra ha il potere di modulare, inoltre, le concentrazioni degli ormoni steroidi ed il metabolismo ormonale e sembra che abbiano anche un effetto benefico sul microbiota intestinale.

Lo spirito e le proprietà dei piatti tradizionali sono unici nel loro genere, siano essi di culture occidentali, che orientali. Vediamo, come al solito, che il sapore, il gusto, l’odore ed il colore delle tradizioni antiche, che siano esse culinarie o meno, tramandate per scritto o verbalmente, sono le più sagge e preziose “opere d’arte”. Esse hanno il potere di condurre ad una “manipolazione nutrizionale” ad una manipolazione epigenetica, la nostra mente ed il nostro corpo preservandoci “dal comporre quelle note discordanti” che ci conducono al malessere in tutte le sue forme. Quest’ultimo può sfociare e fluttuare da “banali” infiammazioni, a turbe psichiche e nei casi peggiori allo sviluppo del cancro e / o altre patologie gravi.

Notiamo dunque, che questo piatto “povero” (ma il discorso vale anche per le tantissime altre pietanze o usanze considerate tali) sia, invece, costume parsimonioso, ricco e prezioso per nutrire le nostre cellule, i nostri geni. L’ideale, quindi, per la nostra salute, benessere e per la nostra “tasca”.

“Il Signore ha creato medicamenti dalla terra, l’uomo assennato non li disprezza.”. Sacra Bibbia, Libro del Siracide 38, verso 4 

Bibliografia:

L. Mattera. Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo. Scienzintasca, 2017

Roberta De Pascalis. La magia della rucola. Scienzintasca, 2017

Dagfinn Aune et al. International Journal of Epidemiology, Volume 46, Issue 3, 1 June 2017, Pages 1029–1056,https://doi.org/10.1093/ije/dyw319

D’Orta, A et al. Nutritional manipulation: epigenetic effect in cancer. WCRJ, 2015

Del Buono A., D’Orta A., et al. Relationship between diet and heavy metals in high risk of the environmental toxicity areas. Implication for cancer prevention. WCRJ 2014; 1 (4): e411

Joshipura KJ, et al. The Effect of Fruit and Vegetable Intake on Risk for Coronary Heart Disease. Ann Intern Med. 2001; 134:1106–1114. doi: 10.7326/0003-4819-134-12-200106190-00010

Il cambiamento non ha età: le nostre cellule neuronali sono guidate da una “danza plastica” che dura tutta la vita

Il cambiamento non ha età! Se fino ad oggi si pensava che i comportamenti, le attitudini di una persona non potessero cambiare, ora potremmo quasi affermare che non è cosi. Grazie ai risultati di studi recentissimi, si aprirà l’orizzonte e probabilmente, speriamo, anche i pensieri “stereotipati dell’essere umano”.

Il cervello è capace di un rimarcabile rimodellamento (plasticità) in risposta alle esperienze. Eravamo a conoscenza di ciò, quello che però non sapevamo è che questa eccellente plasticità in risposta alle esperienze dura tutta la vita. Sapevamo che l’apprendimento non ha età, e ci sono studi a riguardo che dimostrano quanto l’impegno intellettuale, sociale e fisico possa prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e / o ritardarne i disastrosi danni.  Non sapevamo però che anche la personalità non ha età. Studi recenti hanno dimostrato, inoltre, per quanto riguarda questo tipo di  demenza , ma non solo,  ci sono altri studi che dimostrano che il discorso vale anche nella maggior parte delle patologie, quanto il cibo, l’ambiente, dunque l’epigenetica, possa influenzare la predisposizione e / o la progressione di tali patologie. Ma non sapevamo sperimentalmente che anche la personalità viene modulata realmente dall’epigenetica.

Gli autori di questo elaborato spettacolare, descrivono che i segnali provenienti dall’ambiente possono causare adattamenti sia diffusi che localizzati. A livello delle singole cellule, descrivono gli autori, la struttura e la funzione cambiano continuamente con l’ambiente danzando per tutta la vita in una “danza plastica”. Inoltre alcune esperienze, come lo stress o l’esercizio fisico, influenzano la crescita, la sopravvivenza e il destino dei neuroni neonatali registrando tale informazioni e trasmettendola alle cellule figlie. Sostengono, dunque, che il nostro misterioso cervello, sia popolato da altri tipi cellulari che solo ora, e dopo più di 10 anni di studi e sinergie di conoscenze, grazie a strumenti di ultima generazione sono riusciti ad identificare.

In questi trattati si parla di diversità neuronale. Tale diversificazione potrebbe aiutare a spiegare l’origine della personalità degli esseri umani e le variazioni comportamentali negli altri animali. Aneddoticamente, i fratelli, ed anche i gemelli monozigoti, condividendo ambienti e geni hanno comportamenti, attitudini e personalità molto differenti anche in tenera età. Che l’epigenetica influenzasse, ad esempio, lo sviluppo o meno di patologie in gemelli monozigoti si sapeva. Inoltre, conosciamo benissimo che le turbe nervose premestruali della donna, gli stati psicogeni che a volte la vede protagonista, siano dovute alle fluttuazioni ormonali. Ma alle mie attuali conoscenze non si conosceva “scientificamente” che effettivamente, l’epigenetica, abbia un’influenza anche sulla personalità di ogni individuo ed il potere di poterla cambiare. L’osservazione logica che mi viene in mente è l’aneddoto di come sia il fisico,  che la personalità, dunque il nostro corpo cambi, si trasformi, in male, in seguito ad un trauma, ad un forte dolore, che sia fisico o psichico, sono tutti fattori “stress”. Tutti noi sappiamo bene quanto i segni di un lutto, ad esempio, possano essere marcati sul nostro viso. Ma la trasformazione fisica o caratteriale può avvenire anche in bene, e anch’essa è “somaticamente” evidente : lo  notiamo  subito quando una persona è felice, lo si legge negli occhi, nello spirito, nel corpo.

Questi illuminati studi, realizzati utilizzando varie tecniche, hanno evidenziato variazioni a livello genomico, epigenomico, transcriptomico e posttrascriptomico. Tali differenze possono verificarsi in tutte le fasi dello sviluppo e sin anche nell’età adulta. I ricercatori precisano però: “nel caso di cambiamenti genetici che vengono trasmessi alle cellule figlie, lo stadio in cui si verificano tali mutazioni detta la loro frequenza nel cervello”. Dunque, se è vero ciò, più epigeneticamente sei predisposto a determinate situazioni in giovane età, più aumenta la probabilità che tutte le cellule neuronali subiscano tale “plasticità”, modificazione. Allora la suddetta domanda sorge spontanea: cosa pensare del caso preoccupante dei bambini / e che vengono istruiti al male e alla guerra? Da grandi non avranno altri valori che portare morte e distruzione? Ebbene si! Questi studi, però, ci accendono un barlume di speranza in quanto potrebbero rivoluzionare il mondo in tutti i campi di applicazione, e con la giusta modificazione, “manipolazione epigenetica” (superba espressione coniata da un docente e dottore brillante, l’originale è “manipolazione nutrizionale”) tutto ciò potrebbe essere evitato se agissimo in tempo, sinonimo di prevenzione.

Fino ad ora pensavamo che il carattere di una persona non fosse possibile cambiarlo. Il suddetto studio, sconvolge questo pensiero, in quanto la flessibilità neuronale si può avere anche da adulto. Dunque possiamo esclamare, che come l’apprendimento anche il cambiamento non ha età. Ricordiamo, inoltre, quanto il cambiamento, anche alimentare, possa influenzare il verificarsi di determinate patologie, questo lo sapevamo. Adesso prendiamo coscienza che anche la propensione a determinati comportamenti, possano essere dettati, modificati ed armonizzati. Dunque l’espressione usata nel gergo campano “chi nasce rotondo non può morire quadrato” potrà essere rivoluzionata.

Inoltre, tali risultati potrebbero essere la svolta per gli studi sulle malattie complesse, in quanto, gli specialisti potrebbero utilizzare un tale riferimento per colmare il divario tra l’identificazione dei geni associati alla malattia e le conseguenze funzionali di tali geni. Difatti i ricercatori, in altri elaborati, combinando i risultati ottenuti con il profilo delle singole cellule e gli elenchi dei genomi associati alle malattie, sono riusciti a classificare i tipi di cellule come “altamente vulnerabili” per un dato disordine. Ulteriori chiarimenti sulla diversità del tipo cellulare ed i driver delle differenze individuali negli stadi cellulari, indubbiamente porteranno ad una migliore e grande comprensione “dell’induttore”, che è alla base delle variazioni nei circuiti neurali tra gli individui, dunque della “personalità”, che potrebbe modulare il cambiamento. se prendiamo in esame tutte queste sottilissime e fine variazioni da cellule a cellule, risulta evidente quanto il numero dei diversi tipi cellulari sia maggiore di quanto mai immaginato prima.  In particolare, visto tale diversità genetica, molecolare e morfologica, le cellule cerebrali potrebbero essere uniche proprio come le persone a cui appartengono e alla base delle  funzioni cognitive elevate ed ineguagliabili dell’essere umano che ci distingue dalle altre specie.

Apriamoci, dunque, alle nuove scoperte, non lasciamo vincere le credenze stereotipate che abbiamo. Vi lascio dei spunti di riflessione: l’aumento esponenziale di psicopatici, maniaci, serial killer, etc, non può andar di pari passo con l’inquinamento ambientale, l’aumento dei fast food e del cibo spazzatura , giusto per citarne qualcuno? Ed anche i bambini che soffrono della sindrome da iperattività (ADHD), non potrebbe essere correlato ai suddetti “geni altamente vulnerabili” per un dato disordine, anche e soprattutto all’epigenetica, dunque, al cibo spazzatura che consuma, all’ambiente nel quale vive in tutte le sue forme? Nomino il cibo in particolare, visto che oramai è assodato che è uno dei principali protagonisti in grado di influenzare gli ormoni, i nostri geni, lo sviluppo o meno di patologie ed ora, grazie al suddetto studio, sappiamo anche la nostra personalità.

Viviamo con credenze stereotipate. Qualche esempio. Non perché siamo nati e cresciuti credendo che senza bere latte avremmo avuto l’osteoporosi e rinforzato le ossa, dobbiamo continuare a farlo. Oggi si sa, che il latte è un potente induttore di tali patologie e non solo! Le attuali “rivoluzioni nutrizionali” dei protocolli di digiuno o simil digiuno, stanno avendo delle critiche in quanto classificati come induttori di possibile aumento di disturbi del comportamento alimentare (DCA). Ebbene, non sono d’accordo. La mal informazione, la facilità di ottenere tali protocolli nelle palestre sui social, non fa altro che aumentare i dettami fai da te e questo, molto probabilmente, potrebbe far aumentare tale percentuale. Anche 20 anni fa, il promuovere di diete solo frutta e verdura, su giornali letti e diffusi tra le adolescenti, ha provocato degli aumenti di casi di DCA in ragazze / i che probabilmente appartengono a quella categoria di “geni altamente vulnerabili” anch’essi per un determinato disordine. 20 anni fa, questi dettami fai da te, adesso la diffusione delle pratiche del digiuno in tutte le sue forme. Ebbene, entrambi hanno i loro poteri “salva vita” se passa la giusta informazione, che è proprio ciò che manca. L’uso improprio o il “criticarli” può far arrivare male il messaggio a casa, riguardo tali protocolli che invece hanno salvato e salvano vite.

Purtroppo,  uno dei problemi più grandi della nostra società è indirizzare i cittadini verso siti e specialisti affidabili. A questo proposito, sarebbe necessario aumentare i controlli sulla veridicità dei diplomi di laurea o di competenze specifiche. Oggigiorno assistiamo ad una e vera frode in tutti i sensi. Non solo a livello alimentare in quanto ci nutriamo di alimenti di origine vegetale “sterili” e quelli di origine animali ricchi di ormoni ed antibiotici, ma anche frode a livello “salutare”. Ci affidiamo a figure mediche, che non sono realmente tali o che addirittura sono dei psicopatici che violentano uomini e donne durante l’anestesia ed altro. Un recente e crudo report del programma televisivo “Le Iene”, ha descritto questa orribile tragedia che ci vede protagonisti. Alla luce di queste evidenze, di questi studi, “proni al cambiamento”, urge l’importanza di cercare di armonizzare quest’ira di determinati soggetti, non solo con, ad esempio, il carcere, non basta. Senza un “direttore d’orchestra”, quali l’epigenetica, senza modellare quei geni, potrebbe solo non far altro che peggiorare. L’importanza di cure psicologiche ed alimentare sarebbero ineludibili, oltre che, chiaramente, la reclusione.

Adesso che prendiamo coscienza che le nostre cellule somatiche neuronali non sono stereotipate, apriamo la mente e rendiamo flessibili e plastici i nostri pensieri (come lo sono, appunto, le nostre meravigliose cellule nervose) a queste conoscenze “nuove” non solo nel campo nutrizionale, ma in tutto. Prima si sapeva e per anni si pensava che la terra fosse piatta e che il sole ci girasse intorno. Grazie ad ulteriori scoperte brillanti e rivoluzionarie sappiamo che è l’esatto opposto e che la terra è “rotonda”.

Tutti questi avanzamenti di conoscenze, come quella che vi ho riportato in questo breve report,  ci suggeriscono l’ esistenza di differenze neuronali e che tali diversità possano contribuire alla personalità ed alle differenze di determinati comportamenti tra individui, così come a vari disturbi neurologici o psichiatrici. I suddetti studi, apriranno senza dubbio la porta a soluzioni concrete. Ulteriori approfondimenti serviranno per catalogare ogni tipo di cellula nel nostro meraviglioso encefalo e capire come le differenze tra di esse possano essere alla base della variazione delle funzioni neuronali. Notiamo, però che il denominatore comune è sempre lui, il “direttore d’orchestra”, il coreografo, il nostro destino: l’epigenetica!

The Brain, il nostro cervello, “il riflesso dell’universo”, cosi lo descrisse Cajal nel 1906, è plastico, flessibile ed ora sappiamo “in espansione” proprio come il cosmo. Aveva proprio ragione!

Riferimenti bibliografici:

Sara B. Linker,Tracy A. Bedrosian,Fred H. Gage. Advancing Techniques Reveal the Brain’s Impressive Diversity. The Scientist Magazine. November 1, 2017

Conte, Andrea et al. High mobility group A1 protein modulates autophagy in cancer cells. Cell Death And Differentiation, August 2017. http://dx.doi.org/10.1038/cdd.2017.117. Original Paper https://www.nature.com/articles/cdd2017117#supplementary-information

Antonio Rapacciuolo, Pasquale Perrone Filardi, Rosario Cuomo, et al., “The Impact of Social and Cultural Engagement and Dieting on Well-Being and Resilience in a Group of Residents in the Metropolitan Area of Naples,” Journal of Aging Research, vol. 2016, Article ID 4768420, 11 pages, 2016. doi:10.1155/2016/4768420

N.G. Skene, S.G.N. Grant, “Identification of vulnerable cell types in major brain disorders using single cell transcriptomes and expression weighted cell type enrichment,” Front Neurosci, doi:10.3389/fnins.2016.00016, 2016