• +393202503490
  • scienzintasca@gmail.com

Archivio dei tag Dott.ssa Valentina Tanese

Il tè verde

Il tè è una delle bevande più consumate al mondo secondo solo all’acqua, i primi riferimenti letterali sul consumo di tè in Cina risalgono al III secolo d. C. , dunque è una delle bevande più antiche al mondo.

Le sue foglie derivano da una pianta legnosa chiamata Camellia sinensis che viene coltivata principalmente in Asia, si pensi che secondo le proiezioni elaborate dalla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) nel corrente anno la produzione mondiale di tè dovrebbe raggiungere i 6 milioni di tonnellate . Attualmente il tè è coltivato in più di 30 paesi  , ma l’80 % della produzione la si ha soprattutto  in Cina, India, Sri Lanka, Kenya e Turkia; anche l’Europa vanta (anche se la coltivazione potrebbe essere ormai sospesa) una piccolissima produzione di tè nelle Isole Azzorre e una ancora più interessante in Italia (in Lucchesia).

Diverse sono le varietà di tè, dal nero, al verde, all’ Oolong , al bianco ecc , tutte derivano dalla stessa pianta e si differenziano a seguito della lavorazione ed al diverso grado di ossidazione (fermentazione) delle foglie.

In particolare se consideriamo il tè verde, chiamato anche tè non fermentato, comprendiamo come non venga sottoposto al processo di ossidazione, infatti a seguito alla raccolta ed al lavaggio, le foglie vengono disposte su vassoi di bambù ed esposte al sole per qualche ora. Successivamente a seguito di trattamento termico a secco o a  vapore si ha l’evaporazione dell’acqua in esse contenuta e quindi il blocco degli enzimi che partecipano alla fermentazione.  Una volta ammorbiditesi le foglie vengono piegate e arrotolate per consentire l’ulteriore eliminazione di acqua e fatte seccare fino a che non raggiungono la tipica colorazione verde.

Ricco di tannini (che danno il tipico sapore amaro al tè verde) , carotenoidi, vitamine del gruppo C , E e B , e minerali (manganese, potassio e zinco) il tè verde è da sempre oggetto di studi scientifici per le sue proprietà benefiche antiossidanti, soprattutto grazie al suo elevato contenuto di polifenoli, nello specifico dell’ Epigallocatechina Gallato (EGCG) , catechina che si ritrova in più alte concentrazioni in grado di neutralizzare l’azione tossica dei radicali liberi evitando così il danneggiamento cellulare.

Il tè verde vanta molteplici proprietà, da quelle antitumorali, infatti pare che possa inibire l’insorgenza e la diffusione delle neoplasie, a quelle antiinfiammatorie , anti-epatotossiche, ipoglicemizzanti ed  ipocolesterolemizzanti e benefiche per l’apparato cardiovascolare, riducendo il colesterolo LDL nel sangue e tonificando i vasi sanguigni rallenterebbe pertanto lo sviluppo di nuove placche aterosclerotiche; la sua assunzione sarebbe ideale in associazione a diete ipocaloriche grazie alle sue proprietà depurative e diuretiche, e sarebbe inoltre in grado di prevenire malattie neurodegenerative e depressive  ; ci sono numerosi effetti benefici del tè verde sulla salute orale,infatti  ha effetti importanti per la prevenzione di carie, di malattie parodontali e di alitosi.

Digestivo ,rinfrescante e  tonificante, questo tè è perfetto dopo pranzo e nel pomeriggio.

Una tipica tazza di tè verde ,fatta mettendo in infusione 2 g di foglie  in 200 ml di acqua calda  ,contiene circa 600-900 mg di particelle solide, di queste circa il 30-40% in peso è rappresentato dalle catechine del tè.

Come conservarlo: Il tè è un prodotto delicato che va conservato con la massima cura. Ideale sarebbe conservarlo in contenitori ermetici e di ceramica, evitando l’esposizione alla luce del sole ed al calore.

Avvertenze

Secondo il ministero della Salute l’apporto massimo giornaliero di assunzione di questa sostanza è di 300 mg; nelle donne in gravidanza e durante l’allattamento la dose scende a 120 mg. In entrambi i casi gli apporti indicati vanno frazionati in almeno due assunzioni da effettuare dopo i pasti.

 

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2946098/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4911733/

http://www.mdpi.com/1420-3049/22/3/401/htm

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5301500/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4351924/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3368517/

Le indicazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto con il medico. E’ pertanto opportuno consultare il proprio medico curante e/o lo specialista.