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L’Alcolismo Silenzioso…Silente…“Dolce”…!

L’alcolismo silenzioso. Quando udì questo termine per la prima volta, mi suonava quasi “armonico”, affascinante, ho pensato “che magnifica espressione”. Ricordavo infatti che si chiamasse alcolismo dolce. Ma in realtà, come spesso accade, le apparenze ingannano. Difatti, l’alcolismo silenzioso è un termine per indicare l’alcolismo che colpisce prevalentemente le donne. Si chiama silenzioso proprio perché, senza fare troppo rumore, prende il sopravvento, doucement doucement, in silenzio appunto! L’alcolismo in generale è un problema sociale non indifferente, pericoloso e deleterio.

Partiamo dal principio che qualsiasi sostanza ingeriamo, dal bere al mangiare, da farmaci a tisane, dalla musica che ascoltiamo, alle fusa dei gatti, in poche parole, il nostro stile di vita, influenza l’epigenetica, il nostro direttore d’orchestra. Esso dirige l’accensione di determinati geni dunque il rilascio di determinate molecole con “relative conseguenze”.

Quando ingeriamo alcol, esso viene trasformato, ad opera dell’Alcol Deidrogenasi in acetaldeide (composto tossico). Esiste un altro enzima, l’Aldeide Deidrogenasi (enzima “salva sbornia”), che catabolizza i composti tossici, così da poter essere “eliminati”. Come in tutto, però, il troppo storpia. Infatti, quando il nostro caro enzima “salva sbornia”, è saturo, ecco che i composti tossici prendono il sopravvento con effetti quali, nausea, vomito, vertigini, etc. Ad esempio chi è astemio, è mancante proprio di questo enzima dunque anche una goccia di alcol può essere “devastante”. A chi invece basta poco per saturarlo, ne ha poco, viceversa a chi invece “non basta mai”…..

L’evidenza scientifica suggerisce una maggiore vulnerabilità fisica e biologica della donna agli effetti dell’alcol. Difatti, le donne hanno una massa corporea inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua corporea e meno efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol. È ben noto, infatti, che il fegato della donna produce enzimi “salva sbornia” meno efficaci per l’alcool e recenti studi scientifici hanno evidenziato frequenti casi di cirrosi alcoliche anche in fanciulle giovani (18 – 20 anni). Ecco spigata la maggior vulnerabilità per le fanciulle agli effetti dell’alcol ed il perché, a parità di consumo, l’alcool risulta molto più tossica e devastante nelle fanciulle.

Dunque, sappiamo bene che l’alcolismo è causa di morte, e per le donne il rischio raddoppia, più di altre forme di dipendenza ed anche per uscirne sembra essere ancor più difficile. Eppure, l’alcol non è illegale e non è nemmeno marcata la scritta e le immagini che troviamo sui pacchetti di sigarette!

L’attenzione alle differenze di genere nei problemi legati all’alcol emerge a partire dagli anni ’80 e fino ad oggi diversi studi e progetti sono focalizzati per cercare di sconfiggere questo “dolce male”. In accordo con la scienza, qui non vige la parità dei sessi. Difatti come un esperto professore ha “denunciato”, “è molto più difficile tirar fuori le donne dal “bere oscuro” che gli uomini. Forse la dipendenza si è radicata in un organismo più fragile”. Un tema ampiamente affrontato in letteratura suggerisce come la dipendenza – o la codipendenza – nelle donne sia fortemente connessa a esperienze personali di disempowerment. Urge dunque una maggior attenzione a 360 gradi.

Le fanciulle, cadute sotto questa “dolce trappola”, spesso manifestano uno scarso concetto di sé, bassa autostima, senso di colpa, biasimo autodiretto, e un’alta percentuale di disturbi dell’umore, come ansia e depressione. Questo, molto probabilmente, è dovuto anche ad una disbiosi intestinale che si manifesta in seguito all’assunzione cronica di alcol.

Disbiosi e depressione? Vediamo come sia possibile… Beh la “recente” presa di coscienza del sofisticato e prezioso funzionamento del nostro microbioma è impressionante! Difatti recenti studi hanno dimostrato che la carenza di determinati batteri, dunque il disequilibrio del nostro “secondo cervello” (disbiosi), può essere causa di depressione e non solo. Pensate, se manca quel determinato batterio che “trasforma” il triptofano in serotonina, beh ecco che la depressione prende il sopravvento (Scuola di Nutrizione Salernitana docet).

Ricordiamo, inoltre, che la maggior parte della serotonina,” ormone della felicità”, è prodotta dal nostro “secondo cervello”. Ecco spiegato anche il perché delle cosiddette “farfalle allo stomaco”! Dunque, badiamo bene, prima di utilizzare “mezzi” che tolgono una dipendenza e ne aggiungono un’altra (come ad esempio l’uso inadeguato e sproporzionato di antidepressivi “sintetici”!!!).

Il dato ancora più allarmante è che, a differenza di altre forme di dipendenza l’alcolismo è ancora più grave in quanto ci si può cadere a qualsiasi età anche nell’età della “saggezza” e “sapienza” massima, in poche parole anche a “120 anni”. Eppure, l’alcol non è illegale e non è nemmeno marcata la scritta e le immagini che troviamo sui pacchetti di sigarette!

Le devastanti conseguenze di questa “dolce dipendenza nell’area psichica sono :
instabilità emotiva (depressione alternata a euforia)
• irritabilità, ansia, insonnia, disattenzione
pensiero confuso, amnesie, difficoltà di concentrazione
• deficit cognitivi, in particolare nell’affrontare nuovi compiti
• gelosie patologiche, idee di suicidio.

L’alcol, inoltre, può essere associato a comportamento violento e / o fornire una scusa per atteggiamenti o comportamenti violenti, in particolare all’interno della famiglia o con chi ci è più vicino. Esistono diversi falsi miti sull’alcol, e come denuncia ed informa il Ministero della Salute, visto la grave “dipendenza” che può colpire a qualsiasi età, doucement doucement, in silenzio, bisogna prevenire ed attuare urgentemente piani di recupero. 

Aggiungo infine quanto sia “opportuno” l’aggiunta delle stesse scritte con relative immagini proprio come riportate per il fumo anche per l’alcol (ed in realtà non solo, sarebbe opportuno anche su tutti i junk food…etc…etc.…): Questo prodotto uccide! O meglio l’abuso di questo prodotto uccide!

Riferimenti bibliografici

  1. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/alcol-la-donna-il-rischio-e-doppio
  2. Franco Angeli 2018. Mission 51. Italian Quarterly Journal of Addiction. Periodico trimestrale della federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze
  3. Cinzia Luigia Celebre, Pamela Filiberto, Claudia Milievich. 2018. Mission 51. Progetto Ben Essere Donna. Intervento di prevenzione e promozione della salute rivolto a donne con problematiche alcol correlate.
  4. Guida utile all’identificazione e alla diagnosi dei problemi alcol-relati- Ministero della Salute
  5. L. Mattera. Scienzintasca 2018. Medicina di genere: la donna è la chiave per raggiungere una sostenibilità a 360 gradi!
  6. L. Mattera. Scienzintasca 2018. Sindrome da burnout: un “mostro” silenzioso da conoscere e sconfiggere

  7. L. Mattera. Scienzintasca 2017. Il cambiamento non ha età: le nostre cellule neuronali sono guidate da una “danza plastica” che dura tutta la vita

  8. L. Mattera. Scienzintasca 2017. Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo.

Il magico suono delle piante

Qualsiasi essere vivente, dalle piante agli animali, all’uomo, se tenuto in cattività, maltrattato e malnutrito o nutrito male, si “trasforma” e modifica la sua epigenetica, accendendo dei geni e spegnendone degli altri. Gli elefanti, ad esempio, non sono fatti per essere cavalcati, purtroppo il guadagno fa dimenticare il bene. Di esempi ne potrei fare per qualsiasi essere vivente, dalle piante a piccoli organismi modello e non solo. La Natura è magica come il nostro nanomondo biochimico.

E te, lo sapevi che le piante hanno anch’esse un’anima, un “cervello”, “un’intelligenza diversa” quasi al pari di noi e di qualsiasi essere vivente “pensante e non pensante”? Ebbene sì! Questo per far capire anche a chi ha un “orientamento alimentare” diverso da quello che realmente necessitiamo per perseverare un buon stato di salute, ovvero quello onnivoro, che se lo fanno per “etica”, dovrebbero farlo anche per le piante, “anima fragile”.

Lo sapevi che anch’esse cantano, comunicano, muoiono se allontanate dai preziosi vicini – compagni di una vita – e soffrono se maltrattate. Inoltre vanno in ecstasy e ti donano preziosi fiori e frutti che nutrono le nostre cellule, la nostra vista dando colore ed armonia nel quotidiano, se trattate con amore e semplici ingredienti. Quelli che, in connubio con i suoi preziosi doni, nutrono la nostra mente ed il nostro corpo.

Nel video che vi propongo, durante un corso presso l’ ortobotanico di Napoli, questo illustre docente ci ha portato all’esterno della facoltà, lì dove di piante è colmo. Connettendo degli elettrodi ad un trasformatore, una sorta di “trasduttore” del segnale una sorta di “elettrocardiogramma” delle piante, ecco che si produce un suono armonico. Il magico suono delle piante! La cosa “sconvolgente” ed emozionante, fu quando, in particolare, le piante, avvertendo un pericolo, noi intorno, onde dei cellulari in procinto di fotografare e riprendere quel concerto armonico, si sono fermate. Allora ciò che il docente ci aveva appena illustrato nel corso, è stato confermato.

Altri illuminanti docenti della Scuola di Nutrizione Salernitana (SNS), ci hanno fatto capire l’importanza di nutrirci di queste preziose creature, ad esempio un centrifugato di verdure può essere considerato un concentrato, una spremuta di cellule staminali. Inoltre, esse sono in grado, anche se esposti a fattori di rischio, “l’epigenetica esterna”, inquinanti etc., loro riescono a schermare il danno e riescono ad adattarsi. Tali meccanismi sono ancora in parte sconosciuti ma questo dovrebbe farci capire, come ci hanno insegnato ai vari corsi, che ognuno di noi dovrebbe mangiare i frutti della sua terra, in quanto l’epigenetica esterna è la stessa, dunque, in modo guidato e personalizzato possiamo chelare i metalli pesanti e / o inquinanti, assorbendo solo il nettare di queste creature intelligenti.

Riflettiamo anche che se noi ci perdessimo nella giungla sarebbe “veramente” difficile uscirne vivi se non guidati…dunque, ok “gli orientamenti alimentari alternativi” per gusto, per salute e / o per protocolli nutrizionali personalizzati specifici, per altro, non parliamo, però, di etica, in particolare, adesso che prendiamo coscienza che (“quasi”) tutto quello che ci circonda ha un’anima, anche e soprattutto la natura!

Inoltre, se poi accompagnassimo sempre la nostra vita con musica, quella che più ci ispira in quel momento, la nostra vita ed il mondo che ci circonda diventa un’opera d’arte! La classica, in particolare, ha un effetto positivo sulla crescita, sul gusto e probabilmente sulle proprietà nutritive dei loro magici frutti e dunque sulla nostra vista, mente, corpo e spirito. Nello scrivere questo articolo, invece, sono stata “ispirata” dalle poesie musicali dell’artista Vasco Rossi.

Vediamo, come sempre, che  siamo sempre e solo noi i direttori d’orchestra della nostra vita ed in simbiosi con la natura ed il cosmo, in tutte le sue forme. Probabilmente le piante comunicano tramite il fenomeno dell’ entanglement?

Alla luce di queste evidenze, ricordiamo dunque di amarla ed accudirla come un dono prezioso ed essenziale per poter vivere in armonia ed in salute cantando, suonando e danzando con essa, con il mondo e l’universo.

Riferimenti bibliografici:

  1. L.Mattera. Scienzintasca 2017. http://www.scienzintasca.it/?s=epigenetica
  2.  L. Mattera. Scienzintasca 2018. http://www.scienzintasca.it/hydra-vulgaris-un-meraviglioso-organismo-modello-e-non-solo/
  3. L. Mattera. Scienzintasca 2018. http://www.scienzintasca.it/ballerina-si-il-direttore-dorchestra-della-tua-vita-essere-magri-non-vuol-dire-non-mangiare-no-al-tunnel-nero/
  4. Fernando Piterà Di Clima. Marzo 2018. Gemmoterapia. Fondamenti scientifici della moderna meristemoterapia
  5. L.Mattera. 2019.http://www.scienzintasca.it/tag/entanglement/

 

 

Ballerina, sì “il direttore d’orchestra” della tua vita. Essere “magri” non vuol dire non mangiare!! No al “tunnel nero”

Ehi tu ballerina / o, si parlo proprio con te. Stai tranquilla, non ti parla il dottore, la nutrizionista, ma la dott.ssa Lucia Mattera in veste di ex danzatrice. Non voglio dirti cosa mangiare e non voglio assolutamente che diventi grassa e brutta. Voglio solo farti riflettere.

Ascolta, si lo so, la danza è tutta la tua vita, altrimenti non passeresti ore ed ore a provare e riprovare mentre tutti i tuoi coetanei si divertono iniziando a bere e ad andare in discoteca. Non sorrideresti, quando, durante uno spettacolo, pouf, le bolle si aprono e, ahimè sei sul palco, devi continuare a danzare e a sorridere per trasmettere la tua emozione al pubblico e per portar a buon fine lo spettacolo, ma in cuor tuo stai “morendo”. Continui, fin quando, non appena varchi le quinte dici “parolacce” asciughi il sangue, il sudore, ed a volta le lacrime (frutto, spesso, di un connubio perfetto tra emozione, stress e dolore), poni i medicamenti sulle bolle, ti mascheri del sorriso e sei pronta per ricominciare il secondo tempo. Torni a casa, benedetta acqua e sale, ghiaccio e pastrocchi simili “salva vita”.

Ascoltami bene adesso, lo so, nella danza, in particolare classica, ci sono tante regole, spesso dure e purtroppo, a volte, i modelli ci portano a cadere nel non mangiare o, peggio, nel mangiare e vomitare per poter mantenere o diminuire quella forma. Fanciulle care, conoscete il detto, sbagliando s’impara? Beh, sappiate che esistono delle “pozioni magiche” per potervi nutrire e restare nel “peso ideale” imposto. Ma vi ricordo, perché lo sapete bene, che una vera danzatrice non è un peso od un corpo ideale, lo è quando riesce ad emozionarsi e ad emozionare mentre danza, quando raggiunge una simbiosi con la musica, con il centro della terra. Riesce ad arrivare in equilibrio con l’Universo, sinonimo ecclettico di meditazione.

Ricordo con piacere commovente, l’elisir di piacere che una ballerina prova, quando chiude gli occhi, si lascia trasportare dalla musica e dalle sue emozioni…si ha realmente l’impressione di fluttuare nel cosmo. La stessa emozione, me l’ha trasmessa mio padre nell’ascoltare e farsi trasportare dall’opera lirica. Dunque, il discorso vale per ognuno di noi che provando emozioni, medita anche se non lo sa.

Sai che quando danzi componi un’opera d’arte? Dai movimento alla musica, sei speciale come lo è l’epigenetica per te che dà movimento ai tuoi geni. Ecco, sai cosa accade ad essi, alle tue cellule, al tuo corpo e alla tua anima se continui a non nutrirli o a farlo male? Puoi trovarti, senza saperlo, nel tunnel nero dell’anoressia e / o bulimia, modifichi la tua epigenetica.

Ti racconto un’esperienza di una mia cara amica. Ha così fatto indebolire i suoi geni, quindi parte del suo corpo, delle sue ossa, che una caduta forte e violenta, ma “banale”, l’ha costretta ad abbandonare un sogno, quello di divenire una grande ballerina. Ti confido però, che anche io ora non danzo più ma la danza mi ha donato la possibilità di inseguire un altro sogno, un’altra passione. Si tratta di un altro tipo di arte, della scienza, della ricerca.

La danza ti dona la forza e l’energia di affrontare la vita sempre con il sorriso, che sia una maschera o meno, il sol fatto di sorridere ci nutre d’amore e il sol fatto di provare emozioni così forti e genuine fanno bene alla nostra mente e al nostro corpo.

Rifletti, i tuoi geni, il tuo corpo, la tua epigenetica non sei altro che tu, e perfino in condizioni avverse è tua alleata. Ebbene, i sofisticati meccanismi del tuo corpo, vanno avanti, riparano i danni e permettono all’epigenetica, “il nostro direttore d’orchestra”, di dirigere il nostro destino. Ed anche se il danno risulta cronico, giorno dopo giorno, proprio come te, che non abbandoneresti mai il palcoscenico, continuano. A lungo andare il continuare in “note discordanti” non va mai bene, prima o poi si crolla in “malattia”.

Voglio, dunque, dirti, meravigliosa creatura, che devi far danzare in modo armonico anche i tuoi geni, non solo il tuo corpo. Non donare emozioni solo al pubblico, fallo prima per te e poi per il tuo pubblico.

Vola e fallo leggere alle tue colleghe, amiche o insegnanti, alcune delle quali sono, forse, le prime che hanno bisogno di ricordarsi quanto speciali siano, siamo e siete e, quanto prezioso sia nutrire i nostri geni. Affidati a specialisti in nutrizione locali, sono loro le “pozioni magiche” non spegnere la stella che è in te. Prendi le bacchette e si direttore dello spettacolo della tua vita.

Ti saluto collega,

Lucia Mattera

Epigenetica....il miracolo della vita

Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo.

“L’epigenetica è un magico “nanomondo”, tutto ciò che siamo e che ci circonda è una “sinfonia da camera”, una danza. La musica ci avvicina al cosmo e ha il potere e la magia di “accompagnarci” in altri “nanomondi”, magici come noi”. L.V.M.

Epigenetica. Cos’è l’epigenetica? Ebbene siamo noi stessi! Prima ancora del DNA (il nostro corredo genico), il “destino” di ognuno di noi, la voce in capitolo, il direttore d’orchestra, il coreografo è proprio l’epigenetica. Grazie a questo fenomeno, che considero magico, il nostro “nanomondo naturale” ci permette di svilupparci e di evolverci. In letteratura esistono numerose espressioni, per spiegare questo “miracolo”, a me ispira e piace quella della musica corredata da mie piccole note personali. Diversi autori hanno utilizzato questa metafora per poter descrivere e sin anche registrare il suono del nostro codice genetico. Vediamo qualche esempio: Nature, una delle riviste scientifiche più prestigiose, il progetto “Roadmap dell’Epigenetica” utilizza tali allegorie ed ancora Klinghoffer, fa corrispondere il pianoforte all’epigenetica che suona le informazioni “statiche” contenute nel DNA dando movimento, ed io aggiungo, come una danzatrice lo dà alla musica. Se, invece, considerassimo il DNA come un pianoforte, allora i geni sarebbero i tasti con “noi” a fare i musicisti e con l’epigenetica come direttore d’orchestra. Quando vi è equilibrio e sincronia tra le note, il suono risulta armonico. Allo stesso modo quando ritroviamo “equilibrati” i processi della trascrizione genica, che culminano con la creazione di ogni singolo “composto” del nostro organismo, del nostro carattere, delle nostre emozioni, la nostra vita magicamente diviene un’opera d’arte.

Cosa c’è di magico? Beh, di fronte a tanto basta porsi una domanda o meglio un punto di riflessione:  l’uomo è ben riuscito ad imitare il nostro “nanomondo naturale”, rivelandosi quasi prone a vincere l’attuale sfida della medicina moderna (puntata sulla personalizzazione), grazie ai grandi progressi, in particolar modo, quelli apportati dalla nanomedicina. Quest’ultima è una relativamente nuova scienza basata sulla diagnosi accurata e precoce delle malattie, utilizzando nanomateriali di ultima generazione nanotecnologica. L’uomo, dunque, giunge quasi alla personalizzazione della medicina, ma non potrà e non riuscirà mai a raggiungere la perfezione di Madre Natura. Pensiamo solamente che le proteine, gli enzimi, i nostri catalizzatori per eccellenza, seguendo il “direttore d’orchestra”, hanno una dimensione di appena pochi nanometri e sono in grado di “creare la vita”. E per quanto riguarda il nucleo delle nostre cellule? Il custode della nostra genetica, del nostro tesoro?!? Appena “grande” pochi micrometri riesce a contenere fino a 2 metri di DNA! La migliore nanoparticella “artificiale” ingegnerizzata dall’uomo, non potrà mai sostituire quella naturale, il cibo. Inoltre, il nanomondo, quello artificiale, per quanto magico possa essere anch’esso, grazie ai grandi contribuiti che ha portato e che apporta alla medicina personalizzata, ha il contro che alcuni nanomateriali potrebbero recare “danni” nel caso in cui, il nucleo degli stessi, dovesse venire a contatto con l’uomo. Quest’ultimo problema è risolto per alcuni tipi, tramite, ad esempio, un rivestimento superficiale di protezione, ma non per altri. Se riuscissimo, però, a ben equilibrare il nostro nanomondo, quello “naturale”, le note discordanti di qualsiasi “danno”  possono essere ridotte se non addirittura eliminate. Si, l’epigenetica dirige e come per magia crea un effetto, un cambiamento, un suono, un’armonia, una sinfonia da camera o un concerto rock e a seconda che questi siano armoniosi o meno, il risultato è lo stato di salute o quello di malattia.

L’epigenetica siamo noi ed anche e soprattutto tutto ciò che ci circonda: l’ambiente, l’alimentazione, lo stile di vita, le persone con le quali interagiamo quotidianamente, la musica che ascoltiamo, etc. Bisogna creare armonia ed equilibrio in tutto. Non bisogna solo mangiar bene sempre, di tanto in tanto lo “sgarro” deve esserci. Come non ascoltiamo sempre la stessa musica, quella classica potrebbe, dopo un po’, assopirci, come quella rock “esaurirci”. Equilibrio in tutto, affinché il nostro “nanomondo” sia il più magico e fenomenale che potremmo ottenere per il nostro benessere fisico e soprattutto mentale sinonimo, anche, di buonumore. Siamo noi i direttori d’orchestra della nostra vita, i coreografi,  siamo noi a “decidere” se voler star bene o “cadere” in quelle note discordanti che ci fanno ammalare. Ecco, dunque, svelata la sua magia, e ricorda, infine, che siamo polvere di stelle, gli atomi sono gli stessi e i “ritratti” del cosmo assomigliano inverosimilmente al mondo cellulare, a quelle che noi biologi visualizziamo al microscopio. Capiamo, dunque, quanto siamo il nano del macro!

Voglio porvi ancora un’ultima domanda: avete mai notato le immagini di esplosioni stellari? O quelle di una nebulosa planetaria? Impressionante, stessi / simili “dipinti” che notiamo al microscopio durante la fase di mitosi e / o meiosi, citodieresi, processi biochimici che sono alla base del turnover delle nostre cellule e della riproduzione, quindi, dell’evoluzione. Ed ancora, la materia oscura e “figure” spaziali, simile alla rete dei microtubuli (i binari delle nostre cellule), ai neuroni, agli astrociti (le nostre preziose cellule nervose). Incuriosita da queste “mie osservazioni”, ho riscontrato conferme positive in numerosi recenti articoli in letteratura che descrivono questo “fenomeno”. Denis Noble, biologo britannico, è stato uno dei “pionieri”, descrivendo la sua filosofia in trattati (che attendo con ansia di leggerne la versione integrale), come ad esempio “The Music of life“. Altri autori, ancora, definiscono la neuroplasticità (“evoluzione” delle cellule nervose) come un universo in espansione. In un altro studio interessante, gli autori hanno misurato l’emissione delle onde cerebrali, nelle diverse fasi del sonno, relazionandola alla radiazione cosmica di fondo. Sconvolgente, sono, dunque, quesiti e spunti di riflessione da approfondire, soprattutto ora che si apre la porta “all’era d’oro del nostro Universo”, appellativo attribuito dopo la recentissima rilevazione (sia con le onde gravitazionali, sia con la radiazione elettromagnetica), per la prima volta nella storia,  del segnale emesso dalla collisione di una coppia di stelle di neutroni, scoprendo “la fabbrica d’oro e di platino dell’Universo”.

Amerei concludere ponendovi un’altro punto di riflessione. Le suddette osservazioni, le ritroviamo anche in testi antichi ed ancora diversi autori si sono “divertiti” a spiegare e dipingere queste somiglianze, tra mondo cellulare e cosmo. Il Dr. Cajal (Nobel prize 1906; 1852-1934) e Kandinsky (precursore e fondatore della pittura astratta, 1866-1944) ne sono un esempio. Notiamo, dunque, quanto il progetto divino sia perfetto come il nostro Universo biochimico. Personalmente, mi sono sempre chiesta, e vi assicuro tra colleghi e nel mondo intero, non sono la sola, come sia possibile un meccanismo cosi sofisticato e complicato ma che al contempo sia cosi perfetto a far sì che tutto accada?…questo è il magico mistero della vita, magico e misterioso come la vita stessa…ed allora, alla luce di tutte queste meraviglie, ora, dopo avere letto, rifletti, chiudi gli occhi, respira, suona, vivi in armonia, viaggiando e danzando sulle note della tua vita, del mondo e, soprattutto, dell’immensità dell’ Universo.

 “As long as our brain is a mystery, the universe, the reflection of the structure of the brain will also be a mystery.” Santiago Ramon y Cajal. Nobel prize 1906 

“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare” … ”Non sai tu che la nostra anima è composta di armonia”… “No words are needed for those who understand music”. Leonardo Da vinci. Trattato della pittura.

“Mens sana in corpore sano”. Giovenale, Satire, X, 356 

“Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere: l’estasi della divina unione attraverso la mia musica e la mia danza”. Micheal Jackson