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Indagine della FDA sul potenziale legame tra alcune diete e cardiomiopatia dilatativa canina.

Nel Luglio 2018 la FDA (Food and Drug Administration), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha cominciato un’indagine per stabilire se nella popolazione canina era possibile stabilire un’associazione fra il tipo di alimentazione e la cardiomiopatia dilatativa del cane.

La cardiomiopatia dilatativa viene definita come la perdita di contrattilità del cuore, che non riesce più a pompare il sangue nelle arterie con la giusta pressione. Questa è una patologia per la quale sono geneticamente predisposte le razze grandi o giganti, ma si segnalano molti casi anche nel Cocker Spaniel in caso di carenza di taurina; si ritiene meno comune nei cani di piccola e media taglia, sia di razza che meticci.

L’esatta causa della malattia è ignota, ma si sa per certo che è presente una certa predisposizione genetica. Nonostante la causa genetica sia quella più frequente, sono state riconosciute altre numerose condizioni che, anche se più raramente, possono avere un ruolo nello sviluppo della malattia, come alcuni fattori infettivi, endocrinologici (per esempio l’ipotiroidismo) o nutrizionali (per esempio la carenza di taurina o carnitina).

Negli Stati Uniti si stima la presenza di circa 77 milioni cani da compagnia, la maggior parte di essi consuma cibo per cani senza sviluppare cardiomiopatia dilatativa. Non è ben noto l’incidenza di questa malattia all’interno della popolazione canina, ma si è sicuramente verificato un aumento delle segnalazioni alla FDA dei casi di cardiomiopatia dilatativa in cani non geneticamente predisposti.

Visto che i casi segnalati alla FDA riguardavano principalmente cani che si alimentavano che prodotti secchi, lo studio in corso viene condotto su questo tipo di alimenti, anche se erano presenti segnalazioni per alimenti crudi, semi-umidi e umidi.

Andando ad analizzare il tipo di alimentazione seguita dai cani che manifestavano la cardiomiopatia dilatativa è stato notato che nel 90% dei casi le crocchette consumate erano etichettate come “grain free” (cioè senza cereali), il 93% conteneva piselli e/o lenticchie e il 42% patate. Le fonti proteiche utilizzate nei vari tipi di crocchette erano molto varie, alcune contenevano proteine di diversa origine, più comunemente esse derivavano da pollo, pesce o agnello, in alcuni casi invece erano atipiche, come il canguro, il bisonte o l’anatra, ma nessuna mostrava una significativa prevalenza sulle altre.

I prodotti sono stati poi testati in vario modo per controllare se fossero presenti anomalie di qualsiasi genere (per esempio delle contaminazioni batteriche), ma non è stato segnalato niente di significativo, anzi, alcuni prodotti etichettati come “grain free” all’analisi hanno mostrato un contenuto in macronutrienti e micronutrienti molto simile ai prodotti contenenti cereali.

Attualmente sono in corso ulteriori test sugli alimenti.

Sebbene lo studio sia ancora in corso, il 27 Giugno 2019 sono stati pubblicati, sul sito dell’FDA, i primi risultati ottenuti, con l’indicazione delle marche di cibo secco per cani coinvolte nelle segnalazioni dei casi di cardiomiopatia dilatativa, esse sono:

  • Acana(67 casi segnalati)
  • Zignature (64 casi)
  • Taste of the Wild (53 casi)
  • 4Healt (32 casi)
  • Earthborn Holistic (32 casi)
  • Blue buffalo (31 casi)
  • Nature’s Domain (29 casi)
  • Fromm (24 casi)
  • Merrik (16 casi)
  • California Natural (15 casi)
  • Natual Balance (15 casi)
  • Orijen (12 casi)
  • Nature’s Variety (11 casi)
  • NutriSource (10 casi)
  • Nutro (10 casi)
  • Rachael Ray Nutrish (10 casi)

Visto che quello presentato è soltanto il risultato parziale della ricerca in corso, la FDA non suggerisce ai propietari di cani di modificare le diete dei loro animali domestici, ma vuole soltanto stimolare la collaborazione dei propietari nella segnalazione di possibili nuovi casi, perchè prima di prendere qualsiasi desisione e assolutaente necessario attendere la fine ufficiale dello studio.

Per ulteriori approfondimenti

https://www.fda.gov/animal-veterinary/news-events/fda-investigation-potential-link-between-certain-diets-and-canine-dilated-cardiomyopathy