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Medicina di genere: la donna è la chiave per raggiungere una sostenibilità a 360 gradi!

La nuova direzione è la medicina di genere. La nuova direzione è anche quella di precisione, dell’omica. La nuova direzione è anche quella dei robot e del tutto “digital”. Ma dimenticarsi della natura (cibo, piante, meditazione…) e del resto del mondo sarebbe una follia!

La diversità uomo-donna è evidente in particolare dal punto di vista ormonale e poiché è assodato che il cibo modula la secrezione ormonale, indirizzare una terapia personalizzata a seconda del sesso, età, stile di vita sarebbe la scelta giusta.

L’Agenda 2030 con i 17 SDGs, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030, promossi dalle Nazioni Unite (UN), esprime chiaramente che la sostenibilità non sia unicamente una questione ambientale, ma anche sociale, economico e, soprattutto “salutare”. Bisogna, tuttavia, che prendiamo coscienza (non lo dico e penso solo io, ma anche l’ICAO, l’organizzazione internazionale dell’aviazione civile e le UN) di quanto la parità di genere, il quinto degli SDGs, sia un tassello fondamentale per raggiungere tutti i 17 SDGs (ICAO / UN Women Agenda 2030).

“Trasformare le promesse in azione: uguaglianza di genere nell’agenda 2030” (ONU 2018). Report che contengono dati, storie, video e pubblicazioni che illustrano come e perché’ la parità di genere è importante per tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e come gli obiettivi influenzano la vita reale di donne e ragazze ovunque nel mondo.

Sinergia e scambio di informazioni tra le varie culture, popolazioni, donne, potrebbe essere un tassello e svolta per riempire questo “complicato puzzle”. Abolire spreco di cibo, junk food, resistenza agli antibiotici sono altri tasselli fondamentali da raggiungere. Inquinano più dei trasporti, contaminano mari, monti, cibo, acqua, contribuendo alla cattiva qualità del cibo e all’insorgenza di patologie di “nuova generazione”. Ecco che accanto “all’artificiale”, non dobbiamo dimenticarci della natura, il cibo, ma non solo!

L’accento sulla figura della donna, (visto la sua importanza per l’evoluzione della specie e, quindi, della popolazione globale ) che in genere “coordina” dal momento della gestazione a quello dell’educazione della prole, assume rilievo quando la giusta informazione sulla conoscenza dei rischi e sulla possibilità di evitarli diventa fondamentale per ridurre e / o far recedere la comparsa di patologie di “nuova generazione”, senza sottovalutare l’importanza globale di queste importanti rivoluzioni nella specie umana in toto. Va considerata, dunque, la prevenzione nella totalità, non solo ad esempio per incidenza di tumori, ma anche per i rischi legati a malattie cardiovascolari (CVD), spesso sottovalutate, perché presentano sintomi nettamente diversi da quelli dell’uomo e sono ancora poco studiate per il genere femminile. Le principali linee guida internazionali sull’argomento suggeriscono il bisogno della medicina di genere – specifica ed incitano anche i centri ricerca (in fase preclinica e non) ad indirizzare gli studi in questo senso.

Difatti recentissime scoperte mirate in questa direzione, hanno evidenziato una differente risposta immunitaria tra uomini e donne. In particolare una maggiore attivazione della risposta immunitaria da parte delle donne che rappresenta un’arma a doppio taglio perché le rende più resistenti alle infezioni ma più suscettibili alle malattie infiammatorie ed autoimmuni. Dunque, fattori correlati al genere e al sesso interagiscono nello sviluppo della risposta immunitaria (e non solo…) e differiscono in base all’età ed allo stile di vita.

La salute è l’effetto tra esposizione all’ambiente ed il genoma (ecco l’importanza di raggiungere un “mondo sostenibile”). La nostra suscettibilità genetica (come ad esempio la predisposizione a fattore rischio malattie) è influenzata da una serie di meccanismi che vengono detti epigenetici ed il nostro DNA risponde all’ambiente attraverso questi meccanismi. Questi fattori epigenetici possono essere modificati, avvicinandosi od allontanandosi, aumentando o diminuendo il rischio di malattia. Ma il concetto di salute è complicato e dinamico cioè è ciò che succede tra la nascita e prima. Difatti esiste l’ipotesi dell’origine fetale (che è ancora in corso di ricerche per confermare il processo di funzionamento) e che ad oggi sappiamo che propone che certi geni del feto possono o non possono essere “accesi” in relazione all’ambiente in cui la madre è esposta durante la gravidanza. Inoltre la salute della mamma può avere effetti sulla salute del bambino anche prima del concepimento predisponendo il bambino a rischio di patologie. Ad esempio nel 2009 una meta-analisi ha evidenziato che le obese, rispetto alle donne normopeso, avevano elevate probabilità di partorire bambini con difetto del tubo neurale, difetti cardiovascolari, idrocefalo e molti altri difetti congeniti e gli stessi effetti sulla salute del bambino è possibile averli in donne malnutrite. Altri studi hanno evidenziato che i geni regolati da elementi di interesse nutrizionale, hanno un ruolo importante nello sviluppo di alcune patologie come anche il profilo genetico individuale. Quindi una strategia personalizzata (medicina / nutrizione) è una strategia valida per ridurre i fattori di rischio. Ecco l’importanza di sensibilizzare la donna, in primis, sul problema della nutrizione prima, durante e dopo la gravidanza. Smettere, oltretutto, di pensare che la donna possa essere “Superman” sempre e che tutti i dolori o gli stati depressivi vengono riconosciuti come elementi “psicogeni”. Non è così perché come abbiamo già detto la donna, a differenza dell’uomo, è esposta a maggior stress esogeni ed endogeni come le fluttuazioni dei livelli ormonali. Urge, l’importanza d’ informazione utili a modulare in positivo queste fluttuazioni!

La donna è veramente la chiave per raggiungere una sostenibilità a 360 gradi? La risposta è si (cfr. ICAO / UN women)

Urge, dunque, la necessità di sensibilizzare la donna sull’importanza dell’impatto che il suo stile di vita ha sia sulla sua salute che su quella dei figli e con il tempo sulla salute dell’intera popolazione, in sinergia con piani ad impatto sostenibile (i.e. fair trade). L’educazione alimentare, la conoscenza approfondita dei rischi legati ad uno scorretto stile di vita ed il contatto con gli enti di ricerca per la promozione di studi in fase preclinica, come precedentemente accennato, anche sugli elementi personali (genere, sesso ed età) sono ineludibili. Inoltre, affiancare alla “digital healthcare” i dettami della natura, sarebbe la scelta e la “svolta” giusta.

Oltretutto, molte patologie presenti oggi sono dovute all’uso sproporzionato di antibiotici, in particolare in età pediatrica, a partire dagli anni 80. Lo sviluppo e il consumo del così detto “cibo spazzatura” (ecco l’urgenza di informare per prevenire “strane” e / o gravi patologie) ha anche contribuito a determinare la presenza di tali patologie.

Questi e tanti altri sono i motivi di segnalare l’importanza di questa nuova scienza rivoluzionaria che si basa sul cibo come farmaco e / o coadiuvatore – catalizzatore, senza effetti collaterali e / o riducendoli. Basti pensare che gli antibiotici agiscono distruggendo si i patogeni, ma modificano la flora batterica intestinale o microbioma intestinale che è un vero e proprio organo che presiede al controllo dei nutrienti, aiuta a regolare il sistema immunitario preservandoci dai batteri che causano malattie, producendo vitamine ed inoltre regola il comportamento dell’umore. In realtà, da “recenti” studi emerge che la quantità di batteri presenti nel nostro organismo è talmente grande che è come se fossimo noi a vivere dentro di loro!

Inoltre il cibo ha la potenzialità di poter “accompagnare” il farmaco in modo da indirizzarlo al sito giusto, proteggendo tutta la nostra flora batterica con miglior efficacia del farmaco e con riduzione e /o remissione di altre patologie. Difatti, ricerche recenti evidenziano chiaramente (dati che fino a qualche anno fa erano inimmaginabili) che lo stretto legame tra alimentazione, apparato gastro intestinale (il nostro secondo cervello), sistema immune, può determinare un controllo positivo sulla progressione di alcune patologie (i.e. lo sviluppo di malattie infiammatorie croniche come psoriasi, malattie autoimmuni, depressione ed altri tipi di patologie). Tutti i fattori potenzialmente dannosi al nostro “secondo cervello” creano un disequilibrio generale che parte dall’infiammazione e sfocia, a seconda della gravità, in patologie cliniche di entità moderata o grave.

Ecco l’accento sulla figura della donna, visto la sua importanza per l’evoluzione della specie e, quindi, della popolazione globale per “un’evoluzione sostenibile”. Di nuovo l’importanza di lottare per abolire “cibo spazzatura” ed attività a forte impatto ambientale, e migliorare e promuovere quanto più possibile mercati equo e solidali, collaborazione con paesi terzi (i.e. Thailand). Enfatizzare la figura della donna, educandola a procreare, educare, coordinare e / o a elaborare idee rivoluzionarie in modo ed in un mondo “sostenibile” in sinergia tra naturale ed artificiale ed in tutto il mondo, potrebbe aiutare a realizzare i 17 obiettivi di sostenibilità globale. I riscontri positivi sono enormi, benefici dell’intera società (diminuzione di congedi per malattia, miglior prestazione sul lavoro e miglioramento dello stato psicologico del paziente, della donna, della popolazione e riduzione dell’impatto ambientale a favore della biodiversità e della nostra salute fisica e mentale, parità di genere e molto altro ancora.

Alla luce di queste evidenze, la donna è realmente un tassello fondamentale per raggiungere una sostenibilità a 360 gradi ma ricordiamo che solo in sinergia con l’uomo, con la natura e attraverso collaborazioni internazionali, in particolare aiutando e collaborando con i paesi in via di sviluppo (per un futuro di stabilità e di pace), tali obiettivi potranno essere raggiunti, forse tra un decennio.

Non lasciamo che le future generazioni siano solo “digital”. Siamo nell’era della quarta rivoluzione industriale (industria 4.0), della nanomedicina, “dei medici digital / artificiali”.

Personalmente, sono cresciuta tra l’odore di carta, d’incenso e musica, non voglio che le future generazioni non sappiano cosa siano! Il cambiamento, la rivoluzione digitale, è fondamentale ma se va di pari passi con la natura, cultura, educazione ed amore in tutto il mondo. Pensiamo ai vantaggi che la sinergia con Madre Natura ed i progressi tecnologici possano avere per un mondo sostenibile? Ascoltiamo i detti e dettami dei nostri saggi avi e della natura, dei testi sacri / antichi ed integriamoli nella nostra vita quotidiana, in sinergia con i progressi tecnologici. Questi sono valori e tradizioni che mai dovrebbero scomparire! Ed ancora, per integrazione bidirezionale, intendo che non solo noi occidentali, “sfruttiamo” i preziosi “alimenti” e pietanze, meditazione, usi e costumi etc. degli orientali e / o di altre culture! Collaborazione e cooperazione da ambo i fronti per assicurare un futuro sostenibile alle prossime generazioni rispettando il mondo. Non farlo sarebbe un danno per la nostra salute e per l’intero pianeta!

Bisogna mettere insieme tutti i tasselli di questo mosaico attraverso una collaborazione tra la “nanomedicina artificiale e quella naturale” per una ricerca proiettata alla precisione e personalizzazione e per una sostenibilità a 360 gradi valorizzando la figura della donna per il suo prezioso contributo con e senza quello di un grande uomo, rispettando Madre Natura.

Nothing in life to be feared, it is only to be understood. Now is the time to understand more, so that we may be fearless.” M. Curie.

 

Riferimenti bibliografici:

  1. https://unstats.un.org/sdgs/indicators/indicators-list/
  2. http://www.onumulheres.org.br/wp-content/uploads/2018/02/SDG-report-Gender-equality-in-the-2030-Agenda-for-Sustainable-Development-2018-en.pdf
  3. http://www.unwomen.org/en/about-us/about-un-women
  4. D’Orta, A et al. Nutritional manipulation: epigenetic effect in cancer. WCRJ, 2015
  5. Sharma R et al -Lifestyle factors and reproductive health: taking control of your fertility -Reprod Biol Endocrinol 2013
  6. Hampton. Fetal environment may have profound long-term consequences for health JAMA, 2004
  7. Freemark. Pediatric obesity. Etiology, pathogenesis and treatment M. 2010
  8. KJ Stothard, PWG Tennant, R Bell, J Rankin. Maternal overweight and obesity and the risk of congenital anomalies: a systematic review and meta-analysis.- Jama, 2009
  9. HM Ehrenberg, LR Dierker, C Milluzzi. Low maternal weight, failure to thrive in pregnancy, and adverse pregnancy outcomes American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2003
  10. SL Katie, KL. Flanagan. Sex differences in immune responses Sabra, 2016, Nature Reviews
  11. Ngo ST et al. Gender differences in autoimmune disease. Frontiers in Neuroendocrinology, 2014
  12. Graziottin. The shorter, the better: A review of the evidence for a shorter contraceptive hormone-free interval, 2016
Epigenetica....il miracolo della vita

Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo.

“L’epigenetica è un magico “nanomondo”, tutto ciò che siamo e che ci circonda è una “sinfonia da camera”, una danza. La musica ci avvicina al cosmo e ha il potere e la magia di “accompagnarci” in altri “nanomondi”, magici come noi”. L.V.M.

Epigenetica. Cos’è l’epigenetica? Ebbene siamo noi stessi! Prima ancora del DNA (il nostro corredo genico), il “destino” di ognuno di noi, la voce in capitolo, il direttore d’orchestra, il coreografo è proprio l’epigenetica. Grazie a questo fenomeno, che considero magico, il nostro “nanomondo naturale” ci permette di svilupparci e di evolverci. In letteratura esistono numerose espressioni, per spiegare questo “miracolo”, a me ispira e piace quella della musica corredata da mie piccole note personali. Diversi autori hanno utilizzato questa metafora per poter descrivere e sin anche registrare il suono del nostro codice genetico. Vediamo qualche esempio: Nature, una delle riviste scientifiche più prestigiose, il progetto “Roadmap dell’Epigenetica” utilizza tali allegorie ed ancora Klinghoffer, fa corrispondere il pianoforte all’epigenetica che suona le informazioni “statiche” contenute nel DNA dando movimento, ed io aggiungo, come una danzatrice lo dà alla musica. Se, invece, considerassimo il DNA come un pianoforte, allora i geni sarebbero i tasti con “noi” a fare i musicisti e con l’epigenetica come direttore d’orchestra. Quando vi è equilibrio e sincronia tra le note, il suono risulta armonico. Allo stesso modo quando ritroviamo “equilibrati” i processi della trascrizione genica, che culminano con la creazione di ogni singolo “composto” del nostro organismo, del nostro carattere, delle nostre emozioni, la nostra vita magicamente diviene un’opera d’arte.

Cosa c’è di magico? Beh, di fronte a tanto basta porsi una domanda o meglio un punto di riflessione:  l’uomo è ben riuscito ad imitare il nostro “nanomondo naturale”, rivelandosi quasi prone a vincere l’attuale sfida della medicina moderna (puntata sulla personalizzazione), grazie ai grandi progressi, in particolar modo, quelli apportati dalla nanomedicina. Quest’ultima è una relativamente nuova scienza basata sulla diagnosi accurata e precoce delle malattie, utilizzando nanomateriali di ultima generazione nanotecnologica. L’uomo, dunque, giunge quasi alla personalizzazione della medicina, ma non potrà e non riuscirà mai a raggiungere la perfezione di Madre Natura. Pensiamo solamente che le proteine, gli enzimi, i nostri catalizzatori per eccellenza, seguendo il “direttore d’orchestra”, hanno una dimensione di appena pochi nanometri e sono in grado di “creare la vita”. E per quanto riguarda il nucleo delle nostre cellule? Il custode della nostra genetica, del nostro tesoro?!? Appena “grande” pochi micrometri riesce a contenere fino a 2 metri di DNA! La migliore nanoparticella “artificiale” ingegnerizzata dall’uomo, non potrà mai sostituire quella naturale, il cibo. Inoltre, il nanomondo, quello artificiale, per quanto magico possa essere anch’esso, grazie ai grandi contribuiti che ha portato e che apporta alla medicina personalizzata, ha il contro che alcuni nanomateriali potrebbero recare “danni” nel caso in cui, il nucleo degli stessi, dovesse venire a contatto con l’uomo. Quest’ultimo problema è risolto per alcuni tipi, tramite, ad esempio, un rivestimento superficiale di protezione, ma non per altri. Se riuscissimo, però, a ben equilibrare il nostro nanomondo, quello “naturale”, le note discordanti di qualsiasi “danno”  possono essere ridotte se non addirittura eliminate. Si, l’epigenetica dirige e come per magia crea un effetto, un cambiamento, un suono, un’armonia, una sinfonia da camera o un concerto rock e a seconda che questi siano armoniosi o meno, il risultato è lo stato di salute o quello di malattia.

L’epigenetica siamo noi ed anche e soprattutto tutto ciò che ci circonda: l’ambiente, l’alimentazione, lo stile di vita, le persone con le quali interagiamo quotidianamente, la musica che ascoltiamo, etc. Bisogna creare armonia ed equilibrio in tutto. Non bisogna solo mangiar bene sempre, di tanto in tanto lo “sgarro” deve esserci. Come non ascoltiamo sempre la stessa musica, quella classica potrebbe, dopo un po’, assopirci, come quella rock “esaurirci”. Equilibrio in tutto, affinché il nostro “nanomondo” sia il più magico e fenomenale che potremmo ottenere per il nostro benessere fisico e soprattutto mentale sinonimo, anche, di buonumore. Siamo noi i direttori d’orchestra della nostra vita, i coreografi,  siamo noi a “decidere” se voler star bene o “cadere” in quelle note discordanti che ci fanno ammalare. Ecco, dunque, svelata la sua magia, e ricorda, infine, che siamo polvere di stelle, gli atomi sono gli stessi e i “ritratti” del cosmo assomigliano inverosimilmente al mondo cellulare, a quelle che noi biologi visualizziamo al microscopio. Capiamo, dunque, quanto siamo il nano del macro!

Voglio porvi ancora un’ultima domanda: avete mai notato le immagini di esplosioni stellari? O quelle di una nebulosa planetaria? Impressionante, stessi / simili “dipinti” che notiamo al microscopio durante la fase di mitosi e / o meiosi, citodieresi, processi biochimici che sono alla base del turnover delle nostre cellule e della riproduzione, quindi, dell’evoluzione. Ed ancora, la materia oscura e “figure” spaziali, simile alla rete dei microtubuli (i binari delle nostre cellule), ai neuroni, agli astrociti (le nostre preziose cellule nervose). Incuriosita da queste “mie osservazioni”, ho riscontrato conferme positive in numerosi recenti articoli in letteratura che descrivono questo “fenomeno”. Denis Noble, biologo britannico, è stato uno dei “pionieri”, descrivendo la sua filosofia in trattati (che attendo con ansia di leggerne la versione integrale), come ad esempio “The Music of life“. Altri autori, ancora, definiscono la neuroplasticità (“evoluzione” delle cellule nervose) come un universo in espansione. In un altro studio interessante, gli autori hanno misurato l’emissione delle onde cerebrali, nelle diverse fasi del sonno, relazionandola alla radiazione cosmica di fondo. Sconvolgente, sono, dunque, quesiti e spunti di riflessione da approfondire, soprattutto ora che si apre la porta “all’era d’oro del nostro Universo”, appellativo attribuito dopo la recentissima rilevazione (sia con le onde gravitazionali, sia con la radiazione elettromagnetica), per la prima volta nella storia,  del segnale emesso dalla collisione di una coppia di stelle di neutroni, scoprendo “la fabbrica d’oro e di platino dell’Universo”.

Amerei concludere ponendovi un’altro punto di riflessione. Le suddette osservazioni, le ritroviamo anche in testi antichi ed ancora diversi autori si sono “divertiti” a spiegare e dipingere queste somiglianze, tra mondo cellulare e cosmo. Il Dr. Cajal (Nobel prize 1906; 1852-1934) e Kandinsky (precursore e fondatore della pittura astratta, 1866-1944) ne sono un esempio. Notiamo, dunque, quanto il progetto divino sia perfetto come il nostro Universo biochimico. Personalmente, mi sono sempre chiesta, e vi assicuro tra colleghi e nel mondo intero, non sono la sola, come sia possibile un meccanismo cosi sofisticato e complicato ma che al contempo sia cosi perfetto a far sì che tutto accada?…questo è il magico mistero della vita, magico e misterioso come la vita stessa…ed allora, alla luce di tutte queste meraviglie, ora, dopo avere letto, rifletti, chiudi gli occhi, respira, suona, vivi in armonia, viaggiando e danzando sulle note della tua vita, del mondo e, soprattutto, dell’immensità dell’ Universo.

 “As long as our brain is a mystery, the universe, the reflection of the structure of the brain will also be a mystery.” Santiago Ramon y Cajal. Nobel prize 1906 

“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare” … ”Non sai tu che la nostra anima è composta di armonia”… “No words are needed for those who understand music”. Leonardo Da vinci. Trattato della pittura.

“Mens sana in corpore sano”. Giovenale, Satire, X, 356 

“Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere: l’estasi della divina unione attraverso la mia musica e la mia danza”. Micheal Jackson