Perché la scienza della nutrizione è così confusa?

Ecco alcuni motivi per cui mangiare bene non è così semplice come vorremmo che fosse.

Da una certa prospettiva, la scienza della nutrizione può sembrare un disastro; da un altro, illustra la natura stessa e la bellezza del processo scientifico. La domanda che mi pongo è perché questa scienza è così confusa, perché così tante informazioni contrastanti, perché così tante sciocchezze e perché non si riesce a rendere il tutto più chiaro e semplice; uno studio sembra suggerire una cosa ed il prossimo studio sembra dire il contrario e quindi, le persone interessate alla salute, al benessere ed al fitness sono bloccate nel mezzo, molto spesso “Dazed and confused” come esclamava Jack Holmes dei Led Zeppelin!

Per far emergere le giuste idee e considerazioni richiede molto tempo e noi non abbiamo ancora avuto tempo a sufficienza per far emergere le migliori considerazioni su certi aspetti. Ad esempio, i macronutrienti (grassi, proteine e carboidrati) non furono scoperti fino alla metà dell’800 e le vitamine fino al 900. E questo è solo lo studio di ciò che è nel cibo, guidato da problemi di malnutrizione e fame, che non affrontiamo così spesso oggi nei paesi industrializzati; ma comunque sono un grave problema in molte altri parti nel mondo, quindi iniziamo a considerare la scienza della nutrizione a livello globale e non circoscritto al nostro ambiente.

Bisogna considerare che questa è una scienza giovane, destinata a maturare; basti pensare che solo negli ultimi 5 anni c’è stata grossa eccitazione tra gli scienziati per la scoperta del microbioma umano, portando alla pubblicazione di una miriade di studi scientifici. Studi che connettono il microbioma all’obesità, all’umore, all’appetito, alla fame, alla risposta immunitaria e molto altro ancora. Mi sento di affermare che la scienza della nutrizione crescerà, forse non così rapidamente come vorremmo, eppure nel tempo il metodo scientifico progredirà e farà il suo lavoro.

Nel frattempo possiamo riassumere alcuni motivi principali sul perché la scienza della nutrizione può essere così confusa. Essendo essa una scienza giovane come accennato poc’anzi, e quindi ci vuole del tempo per padroneggiarla ad esempio rispetto la chimica che vanta le proprie radici nella preistoria. In effetti la chimica è divisa in 4 categorie cronologiche generali: preistoria, inizio dell’Era Cristiana (magia nera), fine del XVII secolo metà del XIX secolo (chimica tradizionale) e metà del XIX secolo fino al presente (chimica moderna); per quanto riguarda la scienza della nutrizione bisogna risalire al 1780 dove grazie al medico scozzese Woodall Lind grazie ad agrumi e lime riuscì a curare con successo lo scorbuto tra i marinai i quali iniziarono a migliorare a seguito di questo trattamento; ma nonostante ciò, ci vollero anni per poter pubblicare i risultati e sopratutto a convincere Sua Maestà; e solo nel 1902 Wilbur Atwater pubblicò il suo “Atwater factors” grazie al quale stimò l’energia metabolizzabile dai macronutrienti ad esempio: per 1gr di proteine si liberano 4 kcal di energia (siamo ancorati a studi di più di 100 anni fà, infatti la tabella di Atwater è stata rivisitata a seconda del tipo di cibo dal quale viene estratto un determinato macronutriente, dalla cottura dell’alimento stesso e dalla differenze di digeribilità ed assorbimento tra i vari individui).

Molti altri quesiti sollevati in ambito nutrizionale sono spesso sollevati da parti interessate; ovviamente chi finanzia gli studi può influenzare le conclusioni dello stesso. Ciò non significa che i ricercatori mentono, ma sicuramente le pressioni aziendali possono influenzare la progettazione dello studio in modo che la ricerca abbia maggiori probabilità di mostrare ciò che l’azienda vuole mostrare; ad esempio il colosso Coca-Cola si è assicurata negli anni un enorme influenza presso le istituzioni scientifiche. Infatti è noto che doni fondi all’American Heart Association, all’American Lung Association, all’American College of cardiology, inoltre elargisce donazioni alle maggiori Università, alle associazioni ricreative e del fitness.

Altro motivo sulla confusione di questa scienza è la difficoltà di isolare gli effetti della nutrizione da tutti gli altri fattori che incidono sulla salute: genetica, epigenetica, clima etnico, livelli di stress, cultura, sonno, fumo, preferenze sul cibo, salute mentale…; quindi partecipare ad uno studio può essere esso stesso una variabile confondente. Inoltre aggiungo che questi studi vengono definiti “studi di osservazione”, i quali possono rivelare delle correlazioni strane e senza senso apparente, ad esempio uno studio correla l’aumento della vendita di cibo organico (biologico) con l’incidenza di autismo. Quindi la correlazione non è indice di casualità; vi pongo una domanda :”Può la carne rossa da sola essere causa di patologie cardiache e cancro? O le persone con patologie cardiache mangiano troppa carne rossa? Poiché uno studio di osservazione non può tenere conto di tutte le possibili variabili, non si può rispondere con certezza assoluta a questa domanda; non si può mai presumere che i risultati di uno studio si applichino a tutte le persone in egual misura, anche perché questi studi utilizzano soggetti che spesso non corrispondono alla popolazione generale. Ad esempio vengono reclutati soggetti giovani ed in salute come studenti universitari o solo soggetti di sesso maschile essendo più semplici da studiare rispetto alle donne le quali sono soggette a ciclo mestruale e quindi a fluttuazioni di temperatura e variazioni ormonali, soggetti malati come obesi che soffrono di sindrome metabolica, atleti d’elite in eccellenti condizioni fisiche o ratti.

Quindi se la ricerca di per sé è complicata, figuriamoci riferirla e divulgarla. I giornalisti non sono esperti di ricerca scientifica, infatti possono malintendere le conclusioni oppure non vedere come un singolo studio possa essere adattato ad un quadro generale.

Gli studi individuali sono interessanti ma spesso poco rilevanti in quanto possono fornire solo un piccolo pezzo di un gigantesco puzzle che richiederebbe migliaia di anni per essere completato; in confronto alla chimica, la scienza della nutrizione è all’epoca dell’alchimia!

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