Orobanche crenata: da minaccia a risorsa

La succiamele delle fave, più conosciuta comunemente come “spurchia”, è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae, il cui nome scientifico è Orobanche crenata. Il nome del genere (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) che indicano il suo carattere parassitario sulle leguminose; il nome della specie (crenata) fa riferimento alla particolare forma del bordo dei petali.

Si tratta di una fanerogama priva di clorofilla, parassita perchè nasce e si alimenta di linfa sottratta alle radici delle piante delle fave. E’, dunque, una pianta erbacea annuale che supera la stagione avversa sotto forma di seme. I semi, a lungo germinabili (rimangono vitali per oltre 10 anni), stimolati dalle sostanze escrete dall’apparato radicale della leguminosa, emettono un austorio, con cui si impiantano sulle radici dell’ospite, sottraendone la linfa. A maturità emerge dal suolo con lo scapo fiorifero, disseminando un numero elevatissimo di semi. Il suo turione è privo di foglie, con spigatura crenata che si apre in infiorescenza di colore bianco-violaceo.

Con il passar del tempo, la povera manovalanza agricola che la combatteva nei campi, soprattutto per necessità , ha imparato a scoprirne il suo tipico sapore dolce con retrogusto amaro, utilizzandola sempre con maggiore frequenza nella propria alimentazione.

Prima di qualsiasi tipo di impiego, i turioni, cioè la porzione edule, vanno dapprima lessati, previo risciacquo approfondito, e successivamente, conditi con aglio fresco, alcune foglioline di menta, sale e olio extravergine d’oliva, divenendo un ottimo contorno per accompagnare carne ai ferri, in alternativa, possono essere fritti in pastella o impanati al forno.

I turioni hanno elevate qualità nutrizionali, essendo caratterizzati da un basso valore calorico, un elevato contenuto di fibra (circa 6 g/100 g di peso fresco) ed elevate quantità  di calcio e potassio.

E’ così che una minaccia è diventata “risorsa”, da alimento della povera gente, oggi, vera e propria prelibatezza dei menù tipici del sud barese.

FONTE: Teaching Tools in PLANT BIOLOGY

 

About ROBERTA DE PASCALIS

Dott.ssa Roberta De Pascalis CURRICULUM Consegue la Laurea Triennale in Scienze Biologiche il 29 Ottobre 2014 presentando una Tesi di Laurea in Tecnologie Ricombinanti dal titolo:" Studi in vitro e in vivo dell'effetto degli inibitori di proteasi su microrganismi fitopatogeni in Arabidopsis", elaborata presso il laboratorio di Tecnologie Ricombinanti dell'Università del Salento (Lecce). Il 22 Marzo 2017 consegue la Laurea Magistrale in Biologia, curriculum Agro-alimentare con votazione 110/110 e lode discutendo una Tesi di Laurea Sperimentale in Metodologie Agro-alimentari dal titolo:" Analisi della composizione glicosidica dei polisaccaridi della buccia della melagrana", elaborata nel corso del tirocinio di 850 ore presso il laboratorio di Botanica generale dell'Università del Salento (Lecce). Abilitata all'esercizio della professione di Biologo, partecipa a seminari e a corsi di formazione e aggiornamento in ambito nutrizionale, agro-alimentare e biologico.

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