Mallone: un piatto dei poveri o ricco per i nostri geni?

Il mallone, è considerato uno dei piatti “poveri”. Questo appellativo, comune nelle usanze tradizionali, viene fornito a ricette antiche, preparate utilizzando pietanze semplici e parsimoniose.

Nella tradizione Montorese, in Campania, il mallone viene preparato utilizzando le foglie delle cime di rapa, patate, pomodori, pane tostato, aglio, peperoncino piccante ed olio a crudo. Semplice e “light” e nutriente per i nostri geni! Le cime di rapa appartengono alla famiglia delle Crucifere o Brassicaceae. Gli studi a riguardo hanno rilevato effetti benefeci, dovuti all’ampia gamma di fitochimici che contengono, fondamentali per la nostra salute. Sono difatti ricchi di altissimi livelli di antiossidanti quali vitamina A e C, flavonoidi, glucosinolati e prodotti di degradazione, come isotiocianati, potenti antitumorali. In particolare, gli antiossidanti (i nostri “parafulmini”) neutralizzano le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e riducono i danni del DNA ed i glucosinolati inducono l’attivazione di enzimi disintossicanti.

Ecco perché appartiene a quella classe di alimenti considerati cancro-protettivi e non solo. Infatti, uno studio di coorte le ha anche attribuito un potente effetto cardioprotettore in particolare nei confronti di infarti o delle malattie cardiovascolari coronariche. Inoltre, una recente meta-analisi, enfatizza, in generale, l’importanza di un corretto consumo giornaliero di frutta e verdura, in particolare, quelle appartenenti a questa famiglia. Difatti sono potenti protettori nei confronti di molte patologie quali appunto, cancro, malattie cardiovascolari in generale, infarti, ictus e morti premature. Tuttavia ulteriori studi dovranno essere condotti per poter identificare la “dose ottimale” in quanto, i ricercatori, su questo non hanno ancora delle risposte. In generale, l’assunzione di frutta e verdure riduce i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna, l’infiammazione e l’aggregazione piastrinica e migliora la funzionalità vascolare e immunitaria ed ancora recenti meta-analisi hanno confermato un’associazione inversa tra l’assunzione di fibre e le malattie cardiovascolari. Aumentarmene il consumo porta benefici non solo per la nostra salute ma anche per l’ambiente, ricordando, però, che l’evoluzione dell’uomo, per la maggior parte del tempo, è stata ed è segnata da un alimentazione di tipo onnivora!……………to added new study

Le foglie delle verdure in generale, sono ricche in vitamine e sali minerali, in fibre prebiotiche e possiedono principi attivi amici per la nostra salute quali attività antinfiammatoria, immunomodulante, antitumorale. Sono, inoltre ricche di preziosi elementi per la nostra salute, quali ferro, calcio, fosforo, vitamina A e C nonché fonte di un altissimo contenuto di polifenoli. Le virtù di questa pietanza “povera”, inoltre, sono catalizzati dall’attività antiossidante e dalle proprietà degli altri alimenti che lo compongono ( patate, pomodori, pane tostato, aglio, peperoncino piccante ed olio extravergine di oliva a crudo). La sinergia in generale tra i vari tipi di verdure, di “colori”, di frutta e fibra ha il potere di modulare, inoltre, le concentrazioni degli ormoni steroidi ed il metabolismo ormonale e sembra che abbiano anche un effetto benefico sul microbiota intestinale.

Lo spirito e le proprietà dei piatti tradizionali sono unici nel loro genere, siano essi di culture occidentali, che orientali. Vediamo, come al solito, che il sapore, il gusto, l’odore ed il colore delle tradizioni antiche, che siano esse culinarie o meno, tramandate per scritto o verbalmente, sono le più sagge e preziose “opere d’arte”. Esse hanno il potere di condurre ad una “manipolazione nutrizionale” ad una manipolazione epigenetica, la nostra mente ed il nostro corpo preservandoci “dal comporre quelle note discordanti” che ci conducono al malessere in tutte le sue forme. Quest’ultimo può sfociare e fluttuare da “banali” infiammazioni, a turbe psichiche e nei casi peggiori allo sviluppo del cancro e / o altre patologie gravi.

Notiamo dunque, che questo piatto “povero” (ma il discorso vale anche per le tantissime altre pietanze o usanze considerate tali) sia, invece, costume parsimonioso, ricco e prezioso per nutrire le nostre cellule, i nostri geni. L’ideale, quindi, per la nostra salute, benessere e per la nostra “tasca”.

“Il Signore ha creato medicamenti dalla terra, l’uomo assennato non li disprezza.”. Sacra Bibbia, Libro del Siracide 38, verso 4 

Bibliografia:

L. Mattera. Epigenetica: viaggiamo nel suo magico nanomondo. Scienzintasca, 2017

Roberta De Pascalis. La magia della rucola. Scienzintasca, 2017

Dagfinn Aune et al. International Journal of Epidemiology, Volume 46, Issue 3, 1 June 2017, Pages 1029–1056,https://doi.org/10.1093/ije/dyw319

D’Orta, A et al. Nutritional manipulation: epigenetic effect in cancer. WCRJ, 2015

Del Buono A., D’Orta A., et al. Relationship between diet and heavy metals in high risk of the environmental toxicity areas. Implication for cancer prevention. WCRJ 2014; 1 (4): e411

Joshipura KJ, et al. The Effect of Fruit and Vegetable Intake on Risk for Coronary Heart Disease. Ann Intern Med. 2001; 134:1106–1114. doi: 10.7326/0003-4819-134-12-200106190-00010

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *