LE MALTODESTRINE: come, quando e perché

Le maltodestrine sono polimeri derivanti dal processo di idrolisi degli amidi, infatti tramite processi industriali, è possibile modificare i legami chimici che uniscono i polisaccaridi ottenendo carboidrati più o meno complessi. Le maltodestrine così ottenute sono solubili in acqua, hanno un sapore gradevole e risultano di facile digestione. Durante una gara o un allenamento l’assunzione di maltodestrine garantisce un apporto costante di energia mantenendo relativamente stabile la glicemia. La caratteristica principale di questa forma di carboidrati è quella di avere un basso indice glicemico, questo per evitare pericolose e brusche alterazioni che porterebbero a risposte insuliniche impreviste e con conseguenze non sempre controllabili( esempio bruschi cali di prestazione); occorre comunque sottolineare come queste brusche alterazioni glicemiche sembrano difficilmente scatenabili durante una prestazione, soprattutto se questa è di tipo aerobico.

Granfondo Terre dei Varano( MC) 2019 da me affrontata con 2 borracce di maltodestrine

La scala della destrosio equivalenza ( D. E) ci da una stima della complessità della maltodestrina. Tale scala può andare da un valore minimo di 4-6 ad un massimo di 36-39. Più alto è questo valore più corte sono le catene di polisaccaridi e quindi più veloci saranno le modalità di assorbimento ed utilizzazione. Un ottimo compromesso si può ottenere usando maltodestrine a media D.E(20-24). Molto spesso negli integratori viene utilizzato un blend di maltodestrine a differente destrosio equivalenza per permettere un rilascio sequenziale del glucosio oppure possiamo ritrovare in commercio integratori che utilizzano una miscela di maltodestrine e fruttosio nella proporzione del 20 -30 %. L’integrazione energetica può essere effettuata prima e durante una prestazione, ma anche dopo un intenso sforzo il nostro corpo richiede immediatamente zuccheri per ripristinare i depositi depauperati durante l’attività fisica.

Scala destrosio equivalenza
Amido di mais ricco di maltodestrine

L’assorbimento delle maltodestrine è ottimale se vengono aggiunte ad acqua moderatamente refrigerata (circa 10°) con una percentuale che varia dal 6 al 10 % (60-100 grammi per litro), sorseggiando la bevanda anziché berla tutta in una volta. Concentrazioni maggiori del 10 % possono aumentare l’osmolarità, richiamando acqua nell’intestino e creando probabili disturbi gastrointestinali. L’unico caso in cui vengono utilizzate concentrazioni superiori al 10% in uno sportivo è durante la tecnica del risciacquo. Questa tecnica è utilizzata da più di una decina d’anni tra gli atleti che praticano sport di resistenza, come la corsa e il ciclismo( sulle brevi distanze) ma anche negli sport di “ stop and go “ come il calcio o basket. L’ ingestione di bevande contenenti carboidrati serve come stimolo neuronale di attivazione celebrale, in quanto vengono stimolati i recettori presenti nella cavità orale. In pratica, serve a ingannare il cervello, inviandogli il segnale che il corpo sta per ricevere sostanze nutritive, e quindi fonti di energia: per questo il cervello “pensa” che i muscoli possano fare uno sforzo in più e che non c’è ragione di sentirsi stanchi perché stanno arrivando dei “rinforzi”. La bevanda con i carboidrati viene poi sputata e non ingerita per evitare che l’arrivo dei carboidrati nello stomaco faccia venire fame agli atleti o crei disturbi gastrointestinali.

Giocatore dell’Arsenal che effettua il risciacquo durante una partita

BIBLIOGRAFIA:

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Alimentazione e ciclismo. Marco Neri – Alberto Bargossi

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