Le infezioni da Lysteria monocytogenes: infertilità, aborto o complicanze del parto, infezioni neonatali.

La Lysteria monocytogenes è un patogeno responsabile di severe infezioni sistemiche diffuse nell’uomo e negli animali. L’infezione può condurre ad una grave malattia invasiva: la Lysteriosi, che è causa dei più alti tassi di ospedalizzazione e di circa il 20% di mortalità di tutte le tossinfezioni alimentari. Quindi è una malattia di origine alimentare (foodborne disease), sia per ingestione di alimenti contaminati da tale agente biologico che da sostanze chimiche. Infatti il biofilm (aggregato di cellule batteriche incluse in una matrice prevalentemente polisaccaridica) favorisce l’adesione della Lysteria alle superfici di lavoro e ne aumenta la resistenza ai disinfettanti, rendendo difficilissima la sua eliminazione.
La Lysteria è un patogeno opportunista, che determina la condizione di malattia sopratutto nell’ospite immunocompromesso o immunodepresso, e la gravidanza è uno stato di parziale immunodepressione.
Il genere comprende 6 specie, la Monocytogenes è il patogeno più importante sia per l’uomo che gli animali (in particolare i bovini) .E’ un bacillo Gram-positivo acapsulato, presente in singole o corte catene, ha un metabolismo aerobio o anaerobio facoltativo, può essere un intracellulare facoltativo, possiede motilità actinica nelle cellule. E’ mobile, con flagelli peritrichi quando incubato tra i 20-25°C. L’essere anaerobio facoltativo è una condizione vantaggiosa durante l’infezione. Ha delle caratteristiche immunogene particolari, resiste bene agli stress ambientali (temperature estreme, pH acido o alcalino, alta osmolarità, bassi livelli di O2, competizione per i nutrienti). Pertanto, il Regolamento CE 2073/2005 ed i successivi documenti (in particolare quelli del 2007), nello stabilire i criteri di sicurezza alimentare relativi a questo microrganismo, individuano gli alimenti “che NON costituiscono terreno favorevole alla crescita di L.monocytogenes” come quegli alimenti caratterizzati dalle seguenti caratteristiche fisico-chimiche:
Prodotti con pH inferiore o uguale a 4,4 oppure con aw (attività dell’acqua) uguale o inferiore a 0,92; prodotti con pH uguale od inferiore a 5 ed aw inferiore o uguale a 0,95; prodotti con conservabilità inferiore a 5 giorni se i valori di pH o aw sono superiori a quelli indicati. Un indicatore della presenza di Lysteria monocytogenes è la presenza della Lysteria innocua. Gli alimenti che per l’uomo possono essere veicolo di L.monocytogenes sono numerosi; la contaminazione avviene prevalentemente nella fase di lavorazione o per la sua presenza nei mangimi. Intanto si possono distinguere le Lysteriosi non invasive da quelle invasive. Nelle prime i sintomi sono prevalentemente di natura gastroenterica febbrile, con diarrea ,dolori addominali e mialgie. Nel secondo caso, i segni e sintomi sono molto più gravi e si verificano sopratutto in soggetti predisposti: donne gravide, feti, neonati; soggetti immunocompromessi e si possono ricondurre a due tipologie:
1) Perinatali: coinvolgono le gravide ed i loro feti-neonati, ricordando che l’infezione è trasmissibile per via verticale (da madre a prodotto del concepimento).
2) Non perinatali: coinvolgono tutti gli altri soggetti.
Nelle gravide, la L.monocytogenes si localizza a livello di cervice, liquido amniotico, placenta, parete uterina (con formazione di ascessi). I sintomi sono costituiti, nelle gravide, da febbre, tremori, emicrania, leucocitosi e mialgie che sono un importante quadro da valutare con molta attenzione.
E’ possibile una localizzazione pressocchè asintomatica nelle vie genitali femminili: cervicite,vaginite, salpingite, endometrite, malattia infiammatoria pelvica. Ciò è causa di infertilità, di poliabortività e di gravidanze ectopiche.
Nella donna gravida l’infezione provoca aborto nel 20% dei casi, sopratutto nel primo trimestre di gravidanza; sono possibili e frequenti i parti prematuri e le infezioni neonatali. Difatti i 2/3 dei neonati, nati da madri con batteriemia, sviluppano infezioni neonatali dovute a: trasmissione trans-placentare; amnioiti, presenza e rottura di ascessi placentari o della parete uterina; esposizione attraverso il transito attraverso il canale del parto infetto. Bisogna ricordare di osservare sempre bene la placenta e la parete uterina (per via ecografica) in quanto possibili sedi di ascessi, che possono anche condurre ad una temibilissima complicanza del parto: LA ROTTURA D’UTERO!
Per quanto riguarda le infezioni la Lysteriosi neonatale, essa è una malattia seria, spesso fatale. Di essa distinguiamo due tipi: quella ad inizio precoce (con un tasso di mortalità tra il 15 ed il 50%), e quella ad inizio tardivo (mortalità compresa tra il 10-20%).
A) Lysteriosi neonatale ad inizio precoce: si verifica in neonati infettati in utero, si presenta nella prima settimana di vita, spesso anche entro 24-48 ore; il 45-70% dei casi di Lysteriosi neonatale è ad inizio precoce. La via di trasmissione è più frequentemente per via trans-placentare o intra-amniotica, con disseminazione della Lysteria in diversi organi ed apparati. La sua manifestazione più frequente è la sepsi piuttosto che la meningite, con formazione di granulomi in vari organi interni (fegato, milza, polmoni, reni, cervello). Si configura così il quadro della GRANULOMATOSI INFANTI-SETTICA. Spessissimo in questo caso, sia il liquido amniotico che il meconio appaiono scuri, ed allorchè aspirati dal neonato, possono dar luogo a complicanze respiratorie con cianosi, apnea e pneunomonia. Sono presenti lesioni cutanee di tipo emorragico, difatti, secondo alcuni autori, l’elemento clinico che pone il sospetto di tale infezione, è proprio la porpora cutanea miliariforme disseminata.
B) Lysteriosi neonatale ad inizio tardivo: essa si manifesta dopo una o più settimane di vita. I neonati nascono apparentemente sani da madri apparentemente sane. Come per le infezioni tardive da Streptococchi di tipo B, la manifestazione più frequente e classica è la meningite. Esistono tuttavia anche casi in cui la manifestazione è ancora più tardiva, manifestandosi con ritardo mentale dovuto alla meningite non diagnosticata. La via di trasmissione non è ben chiara, si ipotizza quella attraverso il canale del parto, anche se si sono osservati casi anche dopo un cesareo.
Allo stato attuale delle conoscenze, la terapia è solo antibiotica, prevalentemente ampicillina e gentamicina. Per la diagnosi di precisione dell’infezione è preferibile effettuare esame con estrazione del DNA+amplificazione genica (PCR).
Da questo discorso emerge ben chiaro che l’opera più importante è la prevenzione, adottando determinati accorgimenti sull’alimentazione in gravidanza: buona cottura delle carni, accurato lavaggio dei vegetali, evitare contaminazioni crociate (carni-verdure), consumare alimenti deperibili il più rapidamente possibile, non consumare hot-dog o simili se non dopo cottura, evitare il consumo di formaggi a pasta molle, evitare i patè di carne, evitare il consumo di salmone affumicato o prodotti simili, proprio per le caratteristiche di sopravvivenza della Lysteria monocytogenes precedentemte elencate.

Le indicazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto con il medico. E’ pertanto opportuno consultare il proprio medico curante e/o lo specialista.

Bibliografia:
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Brouwer&aa 2006
Cobo&aa 1993
Fertility$Sterility 2012

3 commenti

  1. Articolo davvero notevole e lodevole! Interessantissima la parte riguardante la prevenzione,e’ bene informarci su cose che non sappiamo.Complimenti,Dottoressa!

  2. Argomento Molto Ben Trattato. e si parla finalmente anche di prevenzione. COMPLIMENTI

  3. Articolo molto interessante

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