Come l’alimentazione è connessa con l’emotività.Inibire la fame e migliorare l’umore,strategia fondamentale per il dimagrimento

Il cibo influisce sulle nostre scelte? Sì e lo dice la scienza. Numerosi studi hanno infatti confermato la loro stretta correlazione e lo straordinario potere del cibo di modificare il nostro stato d’animo in un boccone!

Come vi sentireste se vi facessi pensare alla crostata della nonna o alla salsa fatta in casa della mamma? O ancora alla frittata di patate di papà o alla pasta della zia? L’acquolina in bocca per cominciare, poi direi una bella sensazione di calore, emozioni positive e rassicuranti. Il cibo è infatti in grado fornire un apparente conforto, disinteressato e assolutamente privo di frustrazioni, almeno nell’immediato, colmando necessità prettamente emotive. Ed ecco puntuale il senso di colpa!

Se dopo aver sgarrato con uno o più quadratini di cioccolato il senso di colpa ti assale, sappi che non sei il solo. Questo contrasto – desiderio di gustare il cibo proibito e  senso di colpa – è vissuto da molti, in particolare da chi segue una dieta ed è soggetto a più restrizioni. Inoltre più è restrittiva la dieta, più sarà forte la voglia degli alimenti proibiti.
Questi impulsi purtroppo sembrano essere più comuni tra le donne rispetto agli uomini e la loro intensità pare particolarmente influenzata dall’umore triste. Ad incidere sembra essere soprattutto la fase premestruale, un periodo in cui aumenta l’assunzione di cibo e parallelamente si modifica il metabolismo basale e naturalmente anche il tono dell’umore ne risente.

 

Inibire la fame e migliorare l’umore:una strategia fondamentale per il dimagrimento

 

In questo caso la natura può venirci in aiuto con la serotonina, un neurotrasmettitore che agisce:
• sul senso di sazietà;
• riducendo l’appetibilità del cibo e quindi la quantità totale di alimenti ingeriti (se il cibo perde la sua attrattiva, mangeremo di meno);
• riducendo il desiderio dei carboidrati.

 

Quali sono gli alimenti in grado di aumentare i livelli di Serotonina, l’ormone della felicità?
Sicuramente i cibi ricchi di zuccheri semplici e Triptofano, come il cioccolato. È quindi del tutto fisiologico e naturale ricercare cibi ricchi di zuccheri quando l’umore è basso.

schema zucchero di Maria Sorrentino

 

Il circolo vizioso dello zucchero

 

La continua introduzione di zuccheri aumenta la risposta insulinica, determinando così un transitorio aumento di serotonina e un relativo stato di benessere. Questo atteggiamento dà vita a un circolo vizioso, andando incontro al cosiddetto craving dei carboidrati (ossia ad un ossessivo bisogno di introdurre zuccheri), situazione che può portare ad insulino- resistenza, ossia l’insulina viene prodotta in quantità sempre maggiori, finché le cellule non rispondono più alla sua produzione e si diventa insulino-resistenti.
L’insulino-resistenza è alla base della cosiddetta sindrome metabolica (caratterizzata da Diabete di tipo 2, Ipertensione ecc…), ma soprattutto a sua volta porta ad un peggioramento del tono dell’umore e quindi alla depressione. Come dimostrato dallo studio di Timonen pubblicato sul BMJ esiste una puntuale e significativa correlazione tra depressione e resistenza all’insulina.

 

Alcune piante,  possono aiutarci a inibire la fame e tenere a bada il bisogno di zuccheri per sentirci bene.

   Griffonia Simplicifolia: studi clinici hanno dimostrato che i semi contenuti nei baccelli di questa pianta sono molto ricchi in 5 idrossitriptofano (5HTP), precursore della serotonina, pertanto è molto utile nella riduzione degli episodi di craving. La Griffonia simplicifolia in pazienti con eccesso ponderale ha dimostrato di essere in grado di indurre il senso di sazietà attraverso l’aumento tra gli altri dei livelli ematici di leptina. Ulteriori studi hanno dimostrato che la perdita di peso è legata alla sua azione lipolitica.

Rhodiola Rosea: è in grado di innalzare i livelli ematici di serotonina attraverso un effetto combinato di inibizione della catecol-O-metiltransferasi e di un effetto stimolante nel trasporto del 5-HTP. Stimola l’attività delle lipasi, favorendo conseguentemente la mobilitazione dei grassi dai depositi. L’azione dimagrante è inoltre legata alla capacità delle Rodhiola di aumentare del 30% circa i livelli di serotonina nel Sistema Nervoso Centrale, riducendo cosi il desiderio ossessivo dei carboidrati e svolgere azione sedativa-antiansia, riducendo notevolmente la fame ansiosa. Infine i glicosidi nella radice sono anche capaci di incrementare i livelli di dopamina e dare un senso di sazietà.

Teobroma Cacao: i semi sono ricchi in metilxantine quali teobromina e caffeina, note per le loro proprietà stimolanti (mediante il blocco dei recettori dell’adenosina nel SNC).

I semi di questa pianta contengono tetraidroisochinoline (salsolinolo e salsolina), composti dopaminergici in grado di determinare l’ inibizione delle MAO, della tiroxina idrossilasi e dell’uptake delle catecolamine. Pertanto la combinazione di questi 3 estratti agisce in sinergia, riducendo notevolmente lo stato di nervosismo che si verifica nei pazienti che seguono un piano di rieducazione alimentare, portando così ad un miglioramento del tono dell’umore.

Guar: è polisaccaride idrocolloidale costituito principalmente da galattomannani ad alto peso molecolare. Le sue notevoli proprietà igroscopiche favoriscono la distensione gastrica, inibendo di riflesso l’appetito. La gomma di guar ha inoltre proprietà chelanti e contribuisce a migliorare il profilo lipidico del sangue.

 

Il testo prodotto è tratto dall’articolo pubblicato su “International Journal of Clinical Endocrinology” dal titolo “Regulation del food Intake: the Brain-Endocrine Netowork, a cura di Maria Sorrentino e Giovanni Ragozzino, Department of Enviromental and Pharmaucetical Sciences and Technologies, University of Campania, Caserta, Italy.

 

 

 www.mediplant.it
http://www.mediplant.it/i-consigli-del-nutrizionista-come-alimentazione-e-connessa-con-emotivita/

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