La zucca

La zucca (Cucurbita spp.) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae. È una pianta coltivata ed utilizzata fin dai tempi antichi.

L’origine della zucca è controversa. Alcuni pensano che fosse già conosciuta dagli Egizi, dai Romani, dagli Arabi e dai Greci, che l’avevano importata molto probabilmente dall’India. Altri, invece, pensano che provenga dall’America Centrale.

Alla famiglia delle Cucurbitaceae appartengono alcune specie, quali la Cucurbita moschata, la Cucurbita maxima e la Cucurbita pepo molto differenti tra loro per alcuni caratteri botanici, tra cui la forma e la grossezza del frutto e del seme. La Cucurbita moschata, in particolare, è una pianta a tralcio molto sviluppato, con foglie intere, di colore verde e con chiazze giallastre. Il frutto è molto allungato, di forma cilindrica, ingrossato all’estremità e leggermente ricurvo. La buccia del frutto è di colore giallo rossastro, mentre la polpa è gialla ed è molto zuccherina (www.agraria.org). In questa specie, come anche nella Cucurbita maxima e nella Cucurbita pepo, è stato rilevato un alto contenuto di carotenoidi, soprattutto a- e b-carotene, b-criptoxantina, luteina e zeaxantina (Boiteux et al., 2007; Rodriguez-Amaya et al., 2008).

In molti paesi i semi di zucca sono un popolare snack e vengono consumati crudi o tostati (salati o meno). Molto spesso sono utilizzati come ingrediente aggiuntivo nella cottura del pane, nei cereali, nelle insalate e nei dolci. La farina ricavata dalla macinazione di questi semi viene aggiunta in alcuni prodotti alimentari, come i prodotti da forno, per migliorarne la consistenza ed il sapore (Park et al., 2010).  I semi di zucca possono fornire molti benefici alla salute umana, in quanto sono una ricca fonte di proteine, fitosteroli (Phillips et al., 2005; Ryan et al., 2007), vitamine come il tocoferolo (Stevenson et al., 2007) e oligoelementi come lo zinco (Glew et al., 2006). Contengono, inoltre, una buona percentuale (circa il 24%) di fibra grezza (Nyam et al., 2009), importante nel prevenire la stipsi, nel ridurre la glicemia ed il livello di colesterolo nel fornire la sensazione di sazietà e nel prolungare il tempo di transito intestinale.

“LE INDICAZIONI CONTENUTE IN QUESTO SITO NON DEVONO IN ALCUN MODO SOSTITUIRE IL RAPPORTO CON IL MEDICO. E’ PERTANTO OPPORTUNO CONSULTARE SEMPRE IL PROPRIO MEDICO CURANTE E/O LO SPECIALISTA”

2 commenti

  1. Interessantissimo!

  2. Maria Antonietta Trotta

    Belle idee, interessanti ed utili! Complimenti

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