L’alimentazione della donna in allattamento

Come durante la gravidanza, le neo mamme devono prestare particolare attenzione all’alimentazione durante il periodo dell’allattamento. Infatti una dieta che soddisfi le aumentate esigenze nutrizionali di alcuni macro e micronutrienti,  garantisce alla madre un buono stato di salute e al bambino di crescere bene.  Una madre che allatta fornisce ogni giorno al neonato circa 500-600 g di latte che possono aumentare fino a 800-900 g. Per produrre questa quantità di latte occorre un aumento calorico giornaliero di circa 500 kcal (una stima proporzionalmente minore va fatta nel caso di allattamento complementare). Dopo il 6° mese di allattamento il fabbisogno energetico materno aggiuntivo si riduce a circa 400 kcal giornaliere per la diminuzione della produzione del latte.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’apporto di liquidi che sono importanti per la regolazione dell’equilibrio idrosalino e per l’eliminazione delle scorie azotate.  Si raccomanda un aumento dell’apporto di acqua di circa 700 mL al giorno rispetto a quanto consigliato per le donne che non allattano (2 litri).

Fabbisogno nutrizionale

Proteine

Il livello di assunzione proteica nella nutrice deve essere incrementato di 19 g di proteine/die nei primi 6 mesi e di 13 g di proteine/die nei mesi successivi di allattamento.

Il fabbisogno proteico durante l’allattamento dipende dalla sintesi delle proteine del latte materno e di conseguenza è proporzionali alle quantità di latte prodotto dalla nutrice. Le donne che allattano rappresentano un gruppo particolarmente esposto al rischio di malnutrizione proteica, sia nei riguardi di se stesse che del neonato, in particolare nelle donne magre o malnutrite.

Lipidi

L’introito di lipidi durante l’allattamento può condizionare la crescita del neonato, il suo sviluppo e la sua salute. In particolare, l’acido docosaesaenoico (DHA) è necessario per un corretto sviluppo visivo e cognitivo del bambino. Si raccomanda in allattamento, cosi come in gravidanza, l’assunzione di 100-200 mg/die di DHA in più rispetto a quanto indicato per la donna adulta.

Carboidrati

L’apporto di carboidrati dovrebbe essere simile a quello delle donne non allattanti: 50-55% dell’energia complessiva, di cui l’80-90% rappresentato da carboidrati complessi.

Vitamine

Durante l’allattamento sono necessari introiti maggiori di vitamina C, tiamina, riboflavina, niacina, vitamina B6, folati, vitamina B12, vitamina A.

L’integrazione vitaminica intrapresa durante la gravidanza viene spesso estesa a tutta la durata dell’allattamento. La concentrazione di numerose vitamine nel latte materno dipende dai livelli di tali vitamine nella madre: a un deficit materno, infatti, segue generalmente una carenza anche nel neonato allattato al seno.

Per quanto riguarda la vitamina D, l’incremento degli apporti di tale micronutriente nella dieta della madre non sembra modificare il contenuto di calcio nel suo latte né le concentrazioni sieriche di 25-idrossi vitamina D,  né la densità minerale ossea nel lattante. Si consiglia un introito giornaliero di 15 mg di vitamina D come nelle donne non gravide.

Minerali

  • il fabbisogno di calcio è ampiamente coperto da un apporto giornaliero di circa 1000 mg;
  • per il ferro, invece, è in genere raccomandata una riduzione del suo apporto durante l’allattamento, in quanto l’amenorrea conseguente preserva dall’eliminazione di ferro con la mestruazione. Si consiglia che la nutrice, in mancanza di mestruazioni, assumi 11 mg/die da incrementare a 18 mg/die nel caso di ricomparsa del ciclo mestruale;
  • lo iodio è un componente essenziale degli ormoni tiroidei e necessario per il corretto funzionamento della tiroide. Durante l’allattamento, la carenza di iodio nella madre può avere gravi conseguenze sulla funzione tiroidea del feto e del neonato, con sviluppo di gozzo e ipotiroidismo, solitamente transitorio. Si consiglia un’assunzione giornaliera di iodio di 290 µg/die;
  • lo zinco è essenziale per un normale sviluppo del feto e del neonato. L’apporto di zinco in allattamento è pari a 13 mg/die.

Mamme vegane

Anche le mamme vegane possono seguire una dieta corretta ed equilibrata ma è importante ricordare che tale scelta determinaun ridotto apporto di vitamina B12 con il latte materno. Infatti la vitamina B12 è presente solo in alimenti di origine animale. Va pertanto integrata la dieta della nutricecon alimenti addizionati e/o eventualmente con integratori. Carenze di vitamina B12 possono causare anemia megaloblastica, rallentamento della crescita e gravi turbe neurologiche.

Come mangiare durante l’allattamento?

Spesso durante l’allattamento si ha un aumento di peso della nutrice in quanto mangia di più perché teme che ci possa essere una scarsa formazione di latte, ma anche perché subisce spesso “pressioni” provenienti dall’esterno (amici, familiari ecc.). In realtà, con molta attenzione, durante l’allattamento si possono perdere alcuni chili senza compromettere l’accrescimento del bambino. L’importante è mantenere il giusto equilibrio tra i vari apporti energetici.

In generale la donna che allatta dovrebbe seguire un’alimentazione varia ed equilibrata che abbia alla sua base frutta, verdura e cereali, meglio se integrali, importanti fonti di fibra alimentare. Non deve mancare inoltre l’assunzione di 4-5 porzioni settimanali di legumi, fonti di proteine vegetali e fibra alimentare, da alternare ad alimenti che apportano proteine di alto valore biologico come la carne, il pesce, le uova, e i formaggi. Il pesce in particolare è importante anche per il contenuto in acidi grassi polinsaturi indispensabili per un’ottimale composizione del latte materno e pertanto per permettere un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino. Bisogna, però, combinare pesce relativamente grasso e ricco di EPA e DHA e pesce a basso rischio di contaminanti ambientali quali il metilmercurio. È bene quindi preferire pesce azzurro di taglia piccola (sarde, alici, sgombro) piuttosto che pesci di grossa taglia come tonno e pesce spada, accumulatori di contaminanti. I formaggi sono fonte di calcio,  fosforo e vitamina A. Carne, uova e pesce permettono anche il giusto apporto di ferro e di zinco.  Noci, anacardi, mandorle e, più in generale, tutta la frutta secca, ricca in acidi grassi mono e polinsaturi, potrebbe essere un ottimo snack almeno una volta al giorno. Da moderare, invece, la quota di zuccheri semplici.

Alla luce di quanto sopra riportato si possono riassumere una serie di consigli:

• Aumentare l’introito di proteine e l’assunzione di acqua.

• Cercare di fare uno spuntino dopo ogni poppata, inizialmente anche durante la notte.

• Cercare di fare sempre pasti completi per non ridursi a consumare junk-food e prodotti processati nel tentativo di placare la fame.

• Controllare il peso corporeo (senza ossessioni): nell’arco di 6 mesi deve tornare a quello pregravidico (con uno scarto di 2-3 kg).

• Soprattutto in estate, valutare se sia il caso di assumere integratori di sali minerali per contrastare ipotensione e stanchezza.

• Evitare il consumo di caffeina e alcolici.

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