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L’ aglio giova alle arterie, al cuore e al raffreddore

L’ aglio giova alle arterie, al cuore e al raffreddore

Gli effetti medicinali dell’ aglio, uniti alle proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, già conosciuti da secoli, lo promuovono ad alimento sano e preventivo nei confronti delle malattie.

La dieta è importante per il mantenimento della salute e la prevenzione di molte malattie, tra cui le malattie cardiovascolari (CVD). Prove cliniche hanno dimostrato che l’aglio riduce i rischi associati alle CVD in quanto: riduce il colesterolo, limita l’aggregazione piastrinica e abbassa la pressione arteriosa.

Negli ultimi anni è stato dimostrato che il solfuro di idrogeno (H2S) ha proprietà cardioprotettive e citoprotettive. Il metabolita attivo nell’aglio, l’allicina, viene prontamente degradato in polisolfuri diallilici che sono potenti H2S donatori. Studi preclinici hanno dimostrato che il potenziamento dell’ H2S endogeno ha un impatto sulla reattività vascolare. Infatti la somministrazione di H2S, nei modelli CVD, previene la disfunzione e la lesione del miocardio. Quindi, si è supposto che questi effetti benefici dell’aglio possano essere mediati da meccanismi H2S-dipendente.

Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Nutrition, l’assunzione sotto forma di estratto secco, infatti, può invertire l’accumulo di queste placche nelle arterie, aiutando così a prevenire infarti ed ictus. Lo studio, condotto negli Stati Uniti, ha coinvolto 55 pazienti di età compresa tra 40 e 75 anni con sindrome metabolica, cioè caratterizzata da obesità, ipertensione e altri fattori di rischio cardiaco. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a misurazione del volume totale della placca coronarica utilizzando un’angiografia coronarica con tomografia computerizzata, una tecnologia che misura con precisione i depositi di calcio e l’accumulo di placche nelle arterie. Ai partecipanti è stato quindi somministrato un placebo o una dose di 2.400 mg di estratto di aglio secco ogni giorno. Uno screening di follow-up condotto un anno dopo quello iniziale ha trovato che coloro che avevano preso l’estratto avevano rallentato l’accumulo totale di placca nelle arterie dell’80%.

L’aglio inoltre, possiede numerosi composti che hanno il “potere” di influenzare l’immunità. Le cellule immuni, specialmente cellule immuni innate, sono responsabili dell’infiammazione necessaria per uccidere gli agenti patogeni. Due linfociti innati, γδ-T e cellule natural killer (NK), sembrano essere suscettibili a modifica di dieta.

Per indagare l’efficacia dell’aglio (estratto secco) è stato condotto uno studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, che ha visto la partecipazione di 120 persone sane, tra 21 e 50 anni d’età. Lo studio è stato condotto in doppio cieco somministrando ai partecipanti un placebo o 2.56 g di estratto secco di aglio per 90 giorni, durante la stagione dell’influenza (QUI trovi alcuni rimedi naturali per prevenire l’influenza).

Dopo 45 giorni dal consumo dell’estratto secco, γδ-T e cellule NK hanno avuto una maggiore proliferazione e si sono attivate in maniera superiore rispetto al placebo. Dopo 90 giorni, anche se il numero di malattie non era significativamente differente, il gruppo che aveva assunto l’estratto secco ha mostrato ridotta severità di influenza, con una riduzione del numero dei sintomi, e meno giorni persi di lavoro o di scuola.

 

Bradley J.M. et al (2016)

Percival S.S. (2016)

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Gloria Battista

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