Insufficienza Venosa una condizione da non sottovalutare!!!

L’estate è ormai alle porte, ci siamo e con l’estate arrivano quasi sempre le belle giornate, il caldo, il mare, il sole…

Ma proprio in questi giorni con gli aspetti positivi legati a questa bella stagione si evidenzia un senso di pesantezza e calore alle gambe, in genere accompagnato dalla comparsa di vasi bluastri e molli sotto la pelle. Spesso gli stessi pazienti affermano di avere un riposo notturno insoddisfacente, interrotto da crampi, formicolii e dolori alle gambe.

Questi sintomi sono tutti riconducibili ad un disturbo della circolazione venosa.

I disturbi della circolazione venosa sono oggi largamente diffusi e riguardano una percentuale importante della popolazione, soprattutto gli over 50.  In particolare l’insufficienza venosa cronica sta assumendo numeri sempre più preoccupanti: si tratta di una situazione patologica caratterizzata da un’incapacità del sistema venoso a svolgere la propria funzione, ovvero il circolo di ritorno.

Una condizione questa che si evidenzia nella stagione estiva, ma che in realtà è indipendente dalla stagionalità e che spesso se trascurata si può trasformare in tromboflebosi con conseguenze particolarmente negative.

Questi disturbi sono causati da una vasodilatazione ed aumento della permeabilità vasale, che  favoriscono la fuoriuscita del plasma dai vasi, con conseguente formazione di edema.

L’ipertensione venosa prolungata provoca uno stato di sofferenza del tessuto connettivo presente nella parete venosa e conduce ad una atrofia fibro-muscolare e ad una sclerosi connettivale che determinano aggravamento della patologia, e delle conseguenti manifestazioni dolorose.

Infine l’insufficienza venosa può essere la conseguenza diretta di un danno ai vasi linfatici che, responsabili tra l’altro del drenaggio dei tessuti e della conduzione e trasporto della linfa, si ingolfano e vanno incontro a piccole lesioni parietali.

Le cause che possono indurre la malattia sono diverse: modificazioni della parete venosa, rallentamento della corrente sanguigna, alterazioni della coagulabilità del sangue. Queste cause più frequentemente si osservano nei soggetti in cattive condizioni generali, negli obesi, nei diabetici, nei cardiopatici, negli stati di convalescenza post-chirurgica e nelle situazioni di scarsa mobilità prolungata (ingessature o viaggi aerei).

Le sedi preferite sono gli arti inferiori e, in ordine minore, le vene della pelvi, i rami della vena porta e i seni della dura madre.

La nutraceutica si avvale da anni di diversi principi attivi offerti dal settore fitoterapico per venire incontro a questa condizione patologica, ben documentati, ed il cui uso è quindi accertato dalla letteratura scientifica.

Uno di questi rimedi è la Centella asiatica, utilizzata già diversi secoli fa per la cura della cute, grazie alle sue proprietà cicatrizzanti. La ricerca scientifica moderna ha dimostrato e messo in luce la sua azione linfodrenante e soprattutto le proprietà stimolanti sulla produzione di collagene: è infatti in grado di migliorare la capacità di neo-sintesi di collagene. In particolare è la frazione triterpenica della centella asiatica a svolgere questa azione che, grazie al mancato collasso della struttura connettiva posta al di sopra e attorno alle strutture venose, migliora la circolazione venosa.

Dosaggi compresi tra 60-120 mg/giorno di triterpeni da centella siatica, per 8-12 settimane, hanno migliorato i dati clinici dei soggetti sottoposti ai numerosi trial.

Un altro nutraceutico dalle proprietà ormai accertate è il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus); in particolare sono gli antociani presenti nel mirtillo che irrobustiscono fisicamente gli endoteli e le piccole venule, favorendo protezione capillare e venosa.

Dosi comprese tra 80 e 320 mg/giorno di estratto di mirtillo nero evidenziano un importante effetto di riduzione delle tipiche situazioni da insufficienza venosa cronica: riduzione del 70-80% di dolore, bruciore e prurito, e riduzione del 30-40% del senso di affaticamento e pesantezza.

Il miglioramento dei segni dovuti a ristagno dei liquidi ed edema, condizione comune alla insufficienza venosa così come alla cellulite, può essere raggiunto attraverso l’uso della bromelina, una miscela di enzimi ad azione proteolitica, estratta dal fusto dell’ananas (Ananas comosus). Nonostante la sua complessa struttura proteica la bromelina dimostra sufficiente stabilità in ambiente gastrico ed enterico, ed un assorbimento orale del 40%, che ne giustificano un’azione anche periferica.

Ma la sostanza maggiormente utilizzata per le sue dimostrate capacità anti-edema è senza dubbio l’escina, estratta dall’ippocastano. L’escina è scarsamente solubile in acqua in forma cristallina, ma la forma amorfa è circa 200 volte più solubile, favorendone così un consistente assorbimento gastroenterico.

Numerosi trial clinic hanno dimostrato che 100-150 mg/ giorno di escina per via orale hanno effetti benefici su edema e circonferenza dell’arto colpito. Presenta una bassa tossicità, sia acuta che cronica, mentre possibile è la comparsa di lievi disturbi quali vertigini, nausea, cefalea e prurito.

Un’importante azione benefica nel trattamento dell’insufficienza venosa è stata dimostrata anche per il Ruscus aculeatus: la presenza di ruscogenine titolate al 10% nell’estratto di rusco, esercita una efficiente azione di vasocostrizione e aiuta il ritorno venoso. Una meta-analisi su 10.000 soggetti con diagnosi di insufficienza venosa cronica agli arti inferiori ha dimostrato come il trattamento con estratto di rusco ha determinato una riduzione significativa del 20-30% dei parametri di dolore, crampi, pesantezza e parestesia.

In definitiva se anche tu ti ritrovi nelle  problematiche prima descritte sicuramente soffri di un disturbo della circolazione venosa.

Ma nulla è perduto !!

La nutraceutica ci viene in grande aiuto, fornendoci principi attivi estratti dal mondo fitoterapico, che hanno raccolto ormai diversi anni di prove e consensi da parte della letteratura scientifica.

È consigliabile, però, utilizzare le preparazioni multi-componente, sicuramente più funzionali nel prevenire o nel contrastare lo sviluppo dei disordini venosi e/o linfatici: esse infatti associano all’azione linfodrenante un’azione anti-edemigena e di sostegno ai tessuti e ai vasi stessi.

È però necessario assumere queste sostanze nel giusto dosaggio e nella forma farmaceutica maggiormente biodisponibile, affinchè possano essere assorbite dal nostro organismo ed esplicare la loro azione benefica.

Fonti: Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica

Dott. Atanasio De Meo

Farmacista

Dottore in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute

Diploma di Master in Nutrizione Clinica

Biointegra 3.0

Tel 392 460 01 170

Email. nutrizioneebenessere.bio@gmail.com

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