Il potenziale inutilizzato della creatina al di là della nutrizione sportiva

La creatina è un noto ingrediente presente negli integratori sportivi che sta iniziando ad insinuarsi anche al di fuori delle principali applicazioni della nutrizione sportiva. Questo è ciò che hanno osservato i ricercatori del Nebraska in studi preliminari per esplorare il potenziale della creatina oltre il sistema muscolo-scheletrico.

I ricercatori, in uno studio pubblicato questo mese su International immunopharmacology hanno scritto: “Poiché esiste un pool significativo di creatina nel cervello, l’utilità della supplementazione di questa molecola è stata esaminata in vitro, così come in vivo nei modelli animali con disturbi neurologici, e nell’uomo”.

Gli studi che citano, tuttavia, sono ancora preliminari, quindi i ricercatori hanno condotto una revisione di studi esistenti che mostrano un legame tra creatina e salute neurologica, per esaminare il potenziale della supplementazione di creatina alimentare nel modulare la malattia, nonché per discutere i potenziali meccanismi di azione della creatina nella sua capacità di funzionare come agente neuroprotettivo o immunomodulatore.

Gli atleti dell’Unione Sovietica e del blocco orientale sono stati i primi a usare la creatina come potenziale aiuto ergogenico, hanno scritto i revisori. Negli anni ’90, era un ingrediente base e ampiamente studiato per la nutrizione sportiva. Ma sono state condotte ricerche meno estese sui benefici della creatina per il cervello, sebbene ci siano stati numerosi studi pilota.

Diverse marche di integratori hanno già presentato la creatina come ingrediente principale per il supporto dell’umore, ma i ricercatori hanno ipotizzato, in questo studio, che la creatina possa arrivare a fornire anche una certa protezione contro disturbi neurologici e traumi, proprio sulla base del significativo pool di creatina nel cervello.

Hanno citato diversi studi con modelli animali in cui è stato osservato come l’integrazione di creatina, per via orale, fornisca effetti neuroprotettivi in una varietà di condizioni neurologiche, tra cui lesioni cerebrali traumatiche, malattia di Huntington e morbo di Parkinson.

La creatina può giovare ai pazienti con una lesione cerebrale traumatica

Quando si tratta di una lesione cerebrale traumatica, che contribuisce in modo significativo al deterioramento cognitivo negli atleti, gli studi hanno osservato che una lesione secondaria da impatto è causata da alterazioni nella distruzione del calcio che si traducono in disfunzione mitocondriale e fornitura inadeguata di adenosina trifosfato (o ATP) al neurone.

Uno studio condotto nel 2000, pubblicato su Annals of neurology ha riguardato l’integrazione con creatina, nei roditori in cui sono state trovate lesioni cerebrali traumatiche, per ridurre il livello del danno tissutale.

I ricercatori scrivono: “Negli animali in cui era stata iniettata, per via intraperitoneale, creatina per tre e cinque giorni prima del trauma cranico erano stati ridotti i volumi della lesione rispetto a quelli di controllo iniettati al settimo giorno dopo la lesione. Risultati simili sono stati osservati anche in animali trattati con creatina prima del trauma cranico”.

Sono stati condotti anche studi sull’uomo, sia a breve termine (pubblicati nel 2006 su The journal of trauma and acute care surgery) che a lungo termine (pubblicati nel 2008 su Acta paediatrica), che hanno esaminato l’integrazione di creatina su pazienti con lesioni cerebrali traumatiche, bambini e adolescenti.

In particolare, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti che ricevevano creatina per via orale avevano un miglioramento significativo nella comunicazione, cognizione, personalità/comportamento e cura di sé, rispetto agli individui che non avevano ricevuto creatina.

I revisori hanno aggiunto: “Anche se non sembrano esserci altri studi che hanno esaminato il potenziale beneficio della supplementazione di creatina nei pazienti con trauma cranico, i risultati sono promettenti e studi futuri su larga scala sulla possibile utilità della creatina sono già stati programmati, soprattutto perché non è stato notato nessun effetto collaterale negativo”.

Inoltre i revisori affermano: “Da notare, la creatina è estremamente poco costosa rispetto alla maggior parte degli agenti neuroprotettivi e dei farmaci immunomodulatori”.

Quindi, si apre un nuovo scenario verso una sostanza che ha già dimostrato potenti effetti benefici nelle prestazioni sportive.

FONTI:

Riesberg L. A. et al. (2016). Beyond muscles: the untapped potential of creatine. Int immunopharmacol37, 31-42

Dott. Atanasio De Meo

Farmacista

Dottore in Scienze e Tecnologie dei Prodotti della Salute

Biointegra 3.0

tel. 392 4600170

nutrizioneebenessere.bio@gmail.com

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