I disturbi della funzione visiva sono disagi sempre più frequenti… ecco cosa fare per prevenirli!!!

Con l’avanzare dell’età uno dei disturbi maggiormente avvertito è la riduzione della funzione visiva, tanto che ad oggi la degenerazione maculare e il glaucoma rappresentano le prime due cause di deficit irreversibile della funzione visiva nei paesi industrializzati, tra gli over 50.

La degenerazione maculare senile rappresenta la prima causa di cecità nei paesi industrializzati e comprende un insieme di lesioni croniche a carattere degenerativo, secondarie a fattori genetici e ambientali.

La degenerazione maculare include sia gli stati precoci, senza risentimento funzionale, indicati come maculopatia legata all’età (ARM age related maculopathy), che gli stati tardivi, caratterizzati da un’alterazione della funzione visiva centrale, indicati come degenerazione maculare legata all’età (AMD, age related macula degeneration).

La maculopatia è dovuta ad un’accentuazione dei normali processi di invecchiamento e l’evoluzione può essere molto rapida, con perdita dell’acuità visiva quasi totale in qualche settimana o mesi.

La degenerazione maculare senile è una patologia multifattoriale, i cui fattori di rischio sono:

  • demografici (età, razza caucasica e sesso femminile);
  • comportamentali (fumo, consumo di alcool, dieta, obesità, scarsa attività fisica, esposizione alla luce solare);
  • oculari (ipermetropia, pigmentazione iridea chiara, chirurgia della cataratta, AMD nell’occhio contro laterale);
  • presenza di comorbidità sistemiche (diabete, ipertensione e dislipidemia);
  • fattori genetici (alterazioni che causano disregolazione infiammatoria, alterazione del metabolismo lipidico o che determinano uno stress ossidativo).

Se a questo aggiungiamo il glaucoma allora la frittata è fatta.

ll glaucoma rappresenta anch’esso una patologia fortemente invalidante:  è la seconda causa di cecità nei paesi sviluppati in soggetti al di sopra dei 40 anni. E’ caratterizzata dalla progressiva perdita delle cellule ganglionari retiniche e dei loro assoni, che si esplica con alterazioni strutturali del nervo ottico e modifica dello strato delle fibre nervose, e si traduce in un deterioramento del campo visivo.

L’insorgenza del glaucoma è favorita da una serie di fattori di rischio, tra cui storia familiare ed ereditarietà, età, razza, ametropie (maggiore incidenza di glaucoma tra i soggetti miopi), malattie sistemiche (diabete, malattie cardiovascolari, endocrinopatie tiroidee) e ipertensione oculare.

La nutraceutica dispone di diverse sostanze che possono agire come coadiuvanti, sia nelle prevenzione che nel trattamento, di queste patologie oculari.

Alcune sostanze presentano una storia clinica nella protezione e miglioramento della funzionalità visiva dalla prima metà del 900, quando, durante la seconda guerra mondiale, la migliore destrezza dei piloti della Royal Air Force venne attribuita al forte consumo di marmellata di mirtilli.

Studi successivi poi attribuirono il potenziamento della vista alla presenza degli antociani, i pigmenti che conferiscono al mirtillo la caratteristica colorazione blu-violacea: essi agiscono positivamente sui bastoncelli, elementi fotosensibili presenti sulla retina, responsabili della visione scotopica, e conferiscono elasticità e tonicita alla coriocapillare.

Ad oggi l’utilizzo di sostanze nutraceutiche ad azione antiossidante, antinfiammatoria e neuroprotettiva è fondamentale per ridurre la progressione della malattia nelle forme precoci, e può essere impiegata come terapia di supporto del trattamento delle forme avanzate.

Tra i nutraceutici maggiormente supportati dalla letteratura scientifica  nel trattamento delle degenerazione maculare conosciamo la vitamina E, la Vitamina C,  il Beta carotene, lo  Zinco e il Rame.

La fonte principali di informazioni relative al ruolo degli antiossidanti nella prevenzione è costituita dagli studi AREDS E AREDS2, promossi dal National Eye Institute.

Lo scopo di questi studi era di valutare l’effetto delle supplementazioni con alte dosi di combinazioni di vitamina C, vitamina E, beta carotene e zinco sulla progressione della malattia.

I pazienti sono stati suddivisi in quattro gruppi a seconda del trattamento assegnato:

  1. antiossidanti (vitamina c 550 mg, vitamina e 400UI e beta carotene 15 mg);
  2. zinco 80 mg e ossido di rame di 2 mg;
  3. antiossidanti + zinco;
  4. placebo;

Nello studio è stato dimostrato che i  pazienti che avevano assunto antiossidanti (vitamina C, vitamina E e beta carotene) riducevano il rischio di progressione delle malattia del  17%, con integrazione di zinco la riduzione era del 21 %, mentre con integrazione di zinco più antiossidanti la riduzione della progressione della malattia era del 25%.

Ed ecco spiegato il perché:                                                          

La vitamina E, in dosi di 8-10mg, possiede un’azione antiperossidante, in grado di ridurre l’accumulo di lipofuscina e proteggere dalla degenerazione i fotorecettori.

Le informazioni sul ruolo protettivo della vitamina E a volte sono contrastanti, poiché  i risultati differenti potrebbero essere stati condizionati dalle modalità di assunzione della vitamina: con la dieta si assume principalmente gamma-tocoferolo, mentre i supplementi contengono spesso alfa-tocoferolo, due molecole che presentano differenze a livello di assorbimento intestinale. È stato inoltre dimostrato che l’assorbimento della vitamina E è meno efficiente all’aumentare della dose e che l’assunzione di dosi eccessive determinano un’azione pro-ossidante anche grazie allo spiazzamento di altre vitamine liposolubili: sembra che la vitamina E interferisca con la conversione di beta carotene in vitamina A.

Pertanto risulta importante utilizzare questa vitamina nei giusti dosaggi.

La vitamina C è il principale antiossidante idrosolubile presente nel sangue, e nell’occhio è particolarmente abbondante nell’umor acqueo, dove la sua concentrazione è 20-25 volte maggiore rispetto al plasma. A livello retinico contribuisce a proteggere i tessuti dal danno ossidativo causato dalle radiazioni ultraviolette. E’ fondamentale sapere che l’effetto protettivo a livello visivo che si ha con la somministrazione di 550 mg di vitamina C  lo si ha assumendola in combinazione con vitamina E e betacarotene.

Il beta carotene è uno dei precursori della vitamina A (retinolo), detta anche vitamina epitelio-protettiva, in quanto è necessaria al mantenimento dell’integrità degli epiteli. In caso di deficienza si può manifestare xeroftalmia, con cheratinizzazione e desquamazione dell’epitelio corneale e dei dotti lacrimali, provocando ostruzione dei dotti e arresto del deflusso delle lacrime, condizione favorevole allo sviluppo di infezioni e perforazione della cornea, con perdita della capacità visiva.

Il deficit di vitamina A può inoltre provocare emeralopia, ovvero cecità alla luce crepuscolare, mentre una sua eccessiva introduzione può portare invece a effetti tossici che si manifestano con cefalea, nausea e dermatite.

Secondo uno studio promosso dal National Eye Institute è preferibile somministrare beta carotene, in dosi di 5 mg/giorno, piuttosto che retinolo, in quanto è in grado di ristabilire i livelli di retinolo in caso di deficienza, senza causare tossicità da accumulo; inoltre è controindicata la somministrazione di beta carotene nei fumatori, in quanto aumenta l’incidenza di carcinoma polmonare e il rischio di morte per lo stesso.

Lo zinco ed il rame partecipano all’attività antiossidante di molti enzimi ed è stato dimostrato che la loro concentrazione, a livello maculare, nei pazienti con degenerazione maculare legata all’età, sono ridotte; pertanto la somministrazione di zinco (40 mg/die) e rame (1-2 mg) sembra ridurre il rischio di progressione della maculopatia legata all’età.

Quindi queste vitamine e minerali vanno assunti in combinazione ed a questi dosaggi.

Un successivo studio  AREDS 2 promosso dal National Eye Institute, ha invece valutato l’assunzione di alti dosaggi di luteina, zeaxantina, omega  3 e vitamine del gruppo B.

Per quanto riguarda la luteina e la zeaxantina, (principali pigmenti presenti nella macula, che hanno lo scopo di preservarla dallo stress ossidativo indotto dalle radiazioni luminose), è stato rilevato che  l’utilizzo di 6 mg al di per due volte al giorno di luteina e 4 mg al di per due volte al giorno di zeaxantina hanno una potente azione antiossidante e  che il loro apporto è inversamente proporzionale alla presenza di degenerazione maculare.

Inoltre un ulteriore studio CARMIS ha esaminato un altro carotenoide  l’astaxantina, appartenente alla stessa famiglia della luteina e zeaxantina, rivelando una capacità antiossidante 10 volte superiore; difatti la combinazione di questi 3 antiossidanti e lo zinco riescono a migliorare significativamente acuità visiva e sensibilità al contrasto.

Per quanto riguarda gli omega 3, la riduzione dei livelli di DHA è correlata all’insorgenza della degenerazione maculare senile, in quanto gli acidi grassi omega 3 aiutano a prevenire il danno ossidativo, infiammatorio e legato all’invecchiamento, che si verificano con l’avanzare dell’età. Diversi studi hanno inoltre evidenziato come i pazienti con maggior introito di omega 3 (dosi 250 mg – 3g al giorno) dimezzavano la probabilità di avere una degenerazione maculare.

Infine vitamine del gruppo B (in particolare vitamine B6, B12 e acido folico) e Coenzima Q10 hanno mostrato risultati soddisfacenti nella riduzione del rischio di comparsa di degenerazione maculare senile.

Mentre i nutraceutici più utilizzati per il trattamento e prevenzione del glaucoma sono Ginko Biloba, curcumina, flavonoidi e Coenzima Q10.

L’estratto di Ginko Biloba contiene più di 60 composti bioattivi (flavonoidi, terpenoidi e proantocianidine) in grado di migliorare significativamente gli indici globali dei campi metrici in pazienti con glaucoma (dosi 40 mg per 3 volte al giorno), grazie all’aumento del flusso ematico a livello dell’arteria oftalmica e al miglioramento delle funzioni cognitive.

Curcumina, flavonoidi e Coenzima Q10 sono anch’essi in grado di esplicare un effetto significativo sul campo visivo di pazienti affetti da glaucoma, agendo sulla riduzione dei danni da stress ossidativo, in particolare sul livello intracellulare dei ROS, e prevenzione di apoptosi.

In conclusione vi sono numerose evidenze sperimentali che attestano la presenza di diverse sostanze nutraceutiche che aiutano ad arrestare il peggioramento del quadro clinico, sia della degenerazione maculare che del glaucoma, e a prevenire l’insorgenza della patologia.

Ma di fondamentale importanza è assumere la sostanza nella forma maggiormente biodisponibile e nel giusto dosaggio, sia per esplicare la sua funzione benefica, che per evitare eventuali controindicazioni da dosaggi elevati.

Dott. Atanasio De Meo

Farmacista

Dottore in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute

Biointegra 3.0

Tel. 392 460 0170

Email. nutrizioneebenessere.bio@gmail.com

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