Fibromialgia e dieta: quale legame?

  • Cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia (FM) è una malattia cronica ad eziologia sconosciuta, il cui sintomo cardine è il dolore muscolo-scheletrico profondo e generalizzato. Il dolore è spesso accompagnato da altri sintomi caratteristici quali astenia, rigidità muscolare al mattino, diminuzione della soglia di sensibilità al dolore, modificazioni dell’umore, disturbi del sonno, cefalea e disturbi gastrointestinali. Viene talvolta definita “malattia invisibile” e chi ne è affetto tende ad essere etichettato come “malato immaginario” in quanto il suo aspetto è perfettamente sano. Nonostante il dolore, infatti, il corpo non mostra segni, così come gli esami di laboratorio non mostrano particolari alterazioni.

  • Trattamento: focus sullo stile di vita

I pazienti fibromialgici mostrano un’alta percentuale di sovrappeso e obesità, ma non è chiaro se questi siano causa o conseguenza della malattia. Ciò che è noto è che all’aumentare del BMI aumenta la sensibilità al dolore, l’affaticabilità, peggiora la qualità del sonno e il tono dell’umore. Una corretta alimentazione e un adeguato esercizio fisico risultano quindi le prime armi utili a migliorare il quadro clinico dei pazienti.

Le recenti linee guida suggeriscono l’importanza di un approccio terapeutico multidisciplinare, che includa diverse tipologie di interventi, farmacologici e non farmacologici, al fine di migliorare sia la sintomatologia che la qualità di vita dei pazienti. Tra i trattamenti non farmacologici rientrano gli interventi nutrizionali e l’attività fisica.

  • Fibromialgia e dieta

Gli studi esistenti su questo argomento sono ancora scarsi e non conclusivi, sebbene alcuni protocolli dietetici abbiano mostrato risultati promettenti nell’alleviare i sintomi della FM. Alcuni pazienti fibromialgici presentano ad esempio sensibilità al glutine e hanno trovato beneficio escludendolo dalla loro alimentazione, altri con sintomatologia gastrointestinale hanno avuto benefici da diete a basso contenuto di FODMAPs (Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli), mentre interventi dietetici ipocalorici in alcuni pazienti sono stati associati ad una riduzione del dolore e di alcuni markers infiammatori (IL-6, PCR). Tra le diverse diete testate vi sono anche quelle ad esclusione di eccitotossine (in particolare glutammato e apartame) che sembrerebbero migliorare la sintomatologia dolorosa. Il consumo di cibi ricchi di istamina e metalli pesanti, tra cui mercurio, cadmio e piombo, è stato invece correlato ad un’esacerbazione dei sintomi. 

Quale dieta quindi? In assenza di dati conclusivi la raccomandazione generale è quella di seguire i principi di una sana alimentazione, aumentando il consumo di frutta e verdura di stagione (ricche di antiossidanti), limitando il consumo di carne rossa, di zuccheri semplici, sale, sostanze nervine come il caffè e utilizzando come principale fonte di grassi l’olio di oliva. Un piano alimentare personalizzato potrà guidare il paziente verso una corretta educazione alimentare ed aiutarlo a trovare il proprio equilibrio nutrizionale.

In aggiunta ad una corretta alimentazione, potrebbe essere consigliato l’uso di specifici integratori.

Perché integrare? Innanzitutto nei pazienti fibromialgici è stato documentato un elevato stress ossidativo, a causa di una maggiore produzione di radicali liberi e una ridotta capacità antiossidante. La FM, inoltre, è associata a carenze nutrizionali specifiche, quali alcuni amminoacidi, vitamine e minerali. Riguardo agli amminoacidi, sono stati evidenziati bassi livelli plasmatici di valina, leucina, isoleucina (che forniscono energia per la funzione e la forza muscolare) e triptofano (precursore della serotonina e della melatonina). Per quanto concerne le vitamine e i minerali, la FM si associa spesso a bassi livelli di vitamina B12, vitamina D, magnesio, zinco, ferro e selenio.

Da ciò si evince come alcuni accorgimenti dietetici, unitamente ad alcune integrazioni specifiche, potrebbero aiutare a ridurre lo stress ossidativo, l’infiammazione, risolvere alcune carenze nutrizionali, supportare il sistema immunitario, alleviare alcuni disturbi caratteristici e, in generale, migliorare la sintomatologia e la qualità di vita dei pazienti.

BIBLIOGRAFIA/ SITOGRAFIA





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