DIGIUNO INTERMITTENTE: UN ALLEATO CONTRO L’INFIAMMAZIONE

Spesso, a causa dei nostri impegni quotidiani (riunioni, viaggi, orari di lavoro continuati), ci capita di saltare il pasto.

Ci sono, però, alcune diete che prevedono il digiuno con effetti, a volte, anche positivi per la nostra salute.

Cosa succede al nostro organismo quando si saltano i pasti?

Il digiuno intermittente e le diete ipocaloriche oggi, sono approcci dietetici utilizzati per diminuire lo stato infiammatorio.

Meccanicamente, infatti, il digiuno e la restrizione calorica sono un modo naturale per “accendere” la protein chinasi 5’ attivata dall’adenosina monofosfato (Ampk), fattore chiave che regola la risposta immunitaria innata aumentando la chemiotassi dei neutrofili e la fagocitosi mentre attenua l’infiammazione dannosa causata da infezioni batteriche e virali.

Il principio cardine del digiuno intermittente è quello di creare una “finestra” (cioè un lasso di tempo) di digiuno con durata tale da incidere sul bilancio calorico complessivo e sul metabolismo ormonale.

Il digiuno intermittente induce uno stimolo che, se dosato in modo corretto, genera una risposta riparativa da parte dell’organismo, proprio come succede nel caso dell’allenamento fisico. Questo stimolo viene innescato dal deficit calorico, che induce numerosi cambiamenti. Il corpo adatta i propri livelli ormonali e le cellule avviano i processi di riparazione e autofagia nei confronti di altre cellule danneggiate.

Gli effetti derivanti da tutti questi cambiamenti comprendono un miglioramento dei livelli di insulino-resistenza, una diminuzione del quadro dell’infiammazione sistemica e cambiamenti del profilo ormonale, con aumento di ormoni  anabolici  che favoriscono la mobilizzazione dei grassi.

Tutti questi fattori combinati, inoltre, hanno come risultato una diminuzione del rischio d’insorgenza delle malattie di origine metabolica ( diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari).

Le diete ipocaloriche, inoltre, vedono aumentare l’assunzione di cibi antinfiammatori naturali, come frutta e verdura, che alla fine possono abbassare la proteina C-reattiva.

Molti studi hanno riscontrato anche una diminuzione dei marker d’infiammazione per le diete povere  di amidi raffinati, zuccheri e acidi grassi saturi e trans.

Mentre un’alimentazione ricca di antiossidanti naturali e fibre, verdura e cereali integrali, provoca una ridotta produzione di citochine antinfiammatorie.

Dunque, possiamo concludere che, i regimi ipocalorici e il digiuno intermittente, soprattutto in pazienti in sovrappeso e obesi, risultano essere strategie di aiuto per il controllo dell’infiammazione di basso grado, quando la perdita di peso diventa un processo fondamentale per migliorare la propria salute.

FONTI

  • Effects of intermittent fasting diets on plasma concentrations of inflammatory biomarkers: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials: fasting and inflammation. Nutrition, online 12 August 2020, 110974
  • Effects of different dietary approaches on inflammatory markers in patients with metabolic syndrome: a systematic review and meta-analysis. Nutrition, 32 (2016), pp. 338-348
  • Alternate day fasting with or without exercise: Effects on endothelial function and adipokines in obese humans. e-SPEN Journal, 8 (2013), pp. e205-e209

Dott. Atanasio De Meo
Farmacista;
Dottore in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute;
Diploma di Master in Nutrizione Clinica

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