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Category ArchiveIgiene

Perché i vaccini ci salvano la vita?

Un vaccino è un preparato biologico che stimola il sistema immunitario a produrre una risposta immunitaria specifica contro uno o più agenti patogeni. Questa definizione è molto importante perché sebbene il nostro sistema immunitario sia altamente efficiente nel proteggerci dai patogeni, esistono molte malattie infettive che non è in grado di combattere autonomamente in tempo e che quindi potrebbero essere potenzialmente fatali per ciascuno di noi. Così, i vaccini educano il nostro sistema immunitario a difenderci, in maniera tale da non farci ammalare di queste gravissime malattie; questo significa che i vaccini non servono a curare le malattie, ma a prevenirle, ovvero a non farci ammalare affatto. Infatti, molte di queste malattie infettive sono estremamente difficili da riconoscere abbastanza in tempo, la loro diagnosi può arrivare quando ormai è fin troppo tardi e le relative cure che abbiamo a disposizione risultare quindi inefficaci. Le conseguenze possono così essere devastanti per la nostra salute, andando dalla comparsa di condizioni mediche fortemente invalidanti fino al decesso del soggetto.

Oltre che proteggerci individualmente, i vaccini ci proteggono anche collettivamente grazie all’istaurarsi della cosiddetta immunità di gregge o di gruppo (Figura). Questa si basa sul fatto che se almeno il 95% degli individui di una popolazione sono stati vaccinati contro un patogeno, coloro che non hanno potuto ricevere quella vaccinazione (per l’età o per motivi di salute) oppure che non rispondono in maniera efficace a quel vaccino potranno comunque sentirsi ugualmente protetti per via indiretta, questo perché verrà interrotta la circolazione di quel patogeno.

Infine, un altro concetto molto importante legato ai vaccini è quello dell’eradicazione. In questo contesto, il termine “eradicare” significa eliminare completamente e definitivamente un agente patogeno e tutte le malattie di cui è responsabile. Grazie alle vaccinazioni anche questo traguardo può essere raggiunto, un classico esempio è infatti quello dell’eradicazione del vaiolo, dichiarata ufficialmente nel 1980 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui a svolgere un ruolo decisivo furono proprio i vaccini.

Figura. Rappresentazione grafica dell’immunità di gregge o di gruppo. Se una popolazione è costituita da pochi individui vaccinati contro una malattia contagiosa, quando qualcuno dei non vaccinati si ammalerà, contagerà anche gli altri non vaccinati causando la diffusione della malattia (a); invece, se la stessa popolazione è composta da molti individui vaccinati, la malattia non si diffonderà e coloro che non hanno potuto ricevere quella vaccinazione potranno sentirsi ugualmente protetti (b).

Fonti:

https://www.epicentro.iss.it/infettive/

https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/

Melaleuca (Melaleuca alternifolia)

Originaria dell’Australia, la Melaleuca alternifolia  è una pianta dotata di virtù curative e annoverata nella medicina occidentale. Appartiene alla famiglia delle Mirtacee. Le foglie sono strette e glabre mentre  i fiori, sono di colore giallo . La parte utilizzata è rappresentata dai rametti fogliuti . Dalla distillazione in corrente di vapore dei rametti si ottiene l’olio essenziale di Melaleuca, meglio conosciuto come Tea-Tree Oil, noto per le sue svariate  proprietà. La Melaleuca fa parte di un gruppo di specie botaniche originarie del continente australiano e globalmente indicate con il nome popolare di “alberi del thè” (Tea-trees) in riferimento all’uso che di queste piante fecero i marinai al seguito del Capitano Cook nel corso delle sue esplorazioni sul Pacifico (in sostituzione del Thè che venne loro a mancare).

Tea-Tree Oil

Note da tempo agli aborigeni australiani (che utilizzavano poltiglie di foglie di Melaleuca per guarire ferite, scottature e malattie della pelle), le proprietà antisettiche del Tea-tree Oil  furono studiate fin dagli anni venti, a partire dei quali iniziò una vasta produzione scientifica sulle notevoli proprietà germicide ed antimicotiche della pianta.

In aromaterapia, infatti l’olio essenziale estratto dalla pianta di Melaleuca è uno degli oli più potenti in virtù delle azioni antibatterica, antivirale e antifungina ad ampio spettro. Grazie all’efficace attività antisettica, viene impiegato come ingrediente funzionale di formulazioni cosmetiche destinate al trattamento di pelli grasse, impure e tendenti all’acne, come anche nella preparazione di shampoo e lozioni per capelli e cuoio capelluto con forfora e seborrea. Il Tea-tree oil trova applicazione anche come rimedio contro raffreddore e tosse e per combattere i sintomi dell’influenza. L’ottima tollerabilità anche sulle mucose consente di incorporare l’olio di Melaleuca in colluttori per l’igiene del cavo orale e detergenti per l’igiene intima. E’ ottimo anche per contrastare in modo efficace i cattivi odori provocati dalla sudorazione nonché nei casi di infezioni genito-urinarie (vaginiti e cistiti croniche) . Applicato subito dopo un’ustione, il gel di questa pianta , riduce la temperatura sotto la pelle  agevolando una guarigione più rapida.

Bibliografia

J.L. Berdonces, “Spezie che curano”.

L.Rigano, A.Giogli, E. Boncompagni, G.Occhionero “Sostanze vegetali in cosmetica “.

S.Drury, E. Rossi, “L’olio di tea tree. Le proprietà terapeutiche di Melaleuca alternifolia”.

Oltre la composizione dei vaccini

La composizione dei vaccini è uno degli argomenti che gli antivaccinisti sfruttano maggiormente per mettere in circolazione informazioni sbagliate, basate sul nulla ed estremamente pericolose per la salute pubblica. Questi individui hanno la presunzione di credere che si diventa esperti di un argomento così complesso, solamente leggendo qualche notizia allarmistica scritta da qualcuno che non ha la minima conoscenza della materia. Infatti, il cavallo di battaglia degli antivaccinisti è il veicolare la paura attraverso la disinformazione incontrollata del web, così è quindi fondamentale che ognuno di noi impari a difendersi riconoscendo le notizie vere e quelle false. Per esempio, in questo contesto una notizia vera è che miliardi di vite sono state salvate grazie agli scienziati con i vaccini, non di certo grazie agli antivaccinisti con le teorie complottistiche.

Dal punto di vista scientifico, i vaccini possono essere composti da acqua sterile o soluzione fisiologica salina sterile, parti di un patogeno oppure dal patogeno stesso ucciso o reso innocuo, un adiuvante, un antibiotico, un conservante e uno stabilizzante. Queste sostanze non vengono inserite casualmente o per qualche losco motivo nella composizione di un vaccino, sia la tipologia che la quantità di queste componenti vengono stabilite sulla base di accurate ricerche scientifiche e numerosi studi clinici che coinvolgono discipline come la biologia, le biotecnologie, la chimica, la medicina, le scienze farmaceutiche e la statistica. Quali sono invece le discipline su cui si basano gli antivaccinisti? Semplicemente non esistono, le loro sono solo ed esclusivamente opinioni personali senza fondamenta scientifiche che stravolgono profondamente la realtà dei fatti.

Sebbene oggi la composizione dei vaccini sia materia di forti dibattiti, dobbiamo andare oltre e ricordarci sempre che è proprio questa che ha contribuito, sta contribuendo e contribuirà in maniera decisiva a proteggerci da malattie potenzialmente mortali o fortemente invalidanti, il resto è solamente aria fritta.

Fonti:

https://vaccine-safety-training.org/vaccine-components.html

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/VacciniCosaSono

Trapianto di feci: la riscoperta di un’antica pratica

Cominciamo dal rispondere alla sicura incredulità della maggior parte dei lettori: il trapianto di feci esiste davvero. Ricordo bene la mia espressione quando ne ho sentito parlare per la prima volta e, quindi, posso ben comprendere la perplessità di chi stia leggendo queste righe.

Il trapianto di feci esiste ed affonda le sue radici in tempi antichissimi; infatti, bere un miscuglio di acqua e feci  era consigliato dall’antica antica medicina cinese come un ottimo rimedio contro la diarrea. Parliamo di un periodo risalente al IV secolo d.C.; qualche tempo dopo veniva avanzata l’ipotesi di usare le feci per contrastare le patologie sistemiche. Probabilmente l’esercito di Hitler aveva conoscenze di medicina orientale, dal momento che i suoi soldati dislocati in Africa mangiavano feci di cammello per curare la dissenteria.

Nel 1958 viene riportato il primo caso ufficiale di trapianto fecale effettuato su 4 pazienti affetti da colite pseudomembranosa. Dopo qualche decennio di flebile interesse nei confronti dell’argomento, dai primi anni 2000 in poi si è assistito ad una crescita esponenziale dei lavori scientifici a riguardo.

Ormai il microbiota (l’insieme dei microrganismi) intestinale è considerato un vero e proprio organo, e le modifiche dei suoi componenti, in termini di qualità e quantità, sono associate al benessere o al malessere dell’intestino e della persona tutta: ecco perché l’eubiosi, cioè il sano equilibrio delle specie microbiche, va difesa costantemente dalle continue minacce provenienti dagli ambienti in cui viviamo, dal cibo, dai farmaci e da abitudini di vita spesso poco salutari. Non a caso, quello dei prebiotici e dei probiotici è un mercato in continua espansione; tuttavia, una buona parte dei microbi “buoni” non è coltivabile. Ciò significa che la maggioranza dei batteri di cui abbiamo bisogno non può essere immessa nell’organismo attraverso preparati acquistabili comodamente al supermercato o in farmacia.

E allora, con queste premesse, le feci, che sono naturalmente ricche di microrganismi, sembrano essere un ottimo probiotico. Ma come si effettua un trapianto di fecale?

Innanzitutto il donatore (generalmente il partner o un parente di primo grado del ricevente) viene sottoposto ad una serie di esami che ne accertino il buono stato di salute. Le sue feci, dopo essere state raccolte e opportunamente preparate in laboratorio, potranno essere donate attraverso diverse modalità: dalle vie superiori, per mezzo di un sondino nasogastrico o mediante ingestione di capsule, o dalle vie inferiori, endoscopicamente o mediante l’utilizzo di clisteri.

Tra tutti gli studi a nostra disposizione, si evince che il trapianto di feci risulta essere particolarmente efficace nel trattamento del Clostridium difficile: ha consentito risoluzioni fino al 90% dei casi, là dove gli antibiotici arrivavano al solo 30%. Non mancano casi di applicazioni per morbo di Crohn, stipsi cronica, sindrome metabolica, colon irritabile, malattie neurodegenerative e malattie autoimmuni. Sebbene i dati siano incoraggianti, non sono ancora sufficienti per renderci certi della sicurezza e dell’efficacia sul lungo termine della pratica; abbiamo bisogno di aspettare ancora qualche anno per capire se questa storia del trapianto di feci sia soltanto una “moda”, come qualcuno l’ha definita, o una vera e propria speranza terapeutica per una vasta gamma di patologie.

BIBLIOGRAFIA

Rossen NG et al. Fecal microbiota transplantation as novel therapy in gastroeneterology: a systematic review. World J Gastroenterol 2015 May 7; 21(17): 5359 – 5371

Giorgio V et al. Fecal microbiota transplantation in acute and chronic gastrointestinal disease. Giornale di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica 2015

Come può essere l’immunità specifica?

La risposta immunitaria acquisita può essere suddivisa in naturale e artificiale (Figura). Della prima ne fanno parte quella passiva e quella attiva. L’immunità acquisita naturale passiva ha una breve durata (Tabella) e si sviluppa in due modi: quando gli anticorpi (immunoglobuline di classe G) prodotti dalla madre passano al feto attraverso la placenta; e quando la madre allatta il bambino, anche in questo caso passandogli i suoi anticorpi (immunoglobuline di classe A) soprattutto inizialmente con il colostro ma anche successivamente con il latte. Quella naturale attiva dura invece più a lungo (con questa s’istaura la memoria immunologica) e si sviluppa ogni volta che il nostro organismo incontra un nuovo agente patogeno.

Anche l’immunità acquisita artificiale comprende quella passiva e quella attiva. La prima non dura a lungo ed è rappresentata dalla cosiddetta sieroprofilassi, ovvero la somministrazione di sieri contenenti specifici anticorpi diretti contro un determinato agente patogeno; la seconda ha invece una lunga durata (anche con questa s’istaura la memoria immunologica) ed è rappresentata dalla vaccinazione. Il grande vantaggio di quest’ultima è che i vaccini simulano l’incontro tra il nostro organismo e i patogeni, permettendoci di sviluppare una risposta immunitaria specifica e duratura contro malattie potenzialmente mortali o fortemente invalidanti che non saremmo in grado di affrontare in tempo per via naturale.

Figura. Rappresentazione grafica della classificazione dell’immunità acquisita.

Tabella. Immunità acquisita e durata (generale) della protezione. Il bordo orizzontale spesso separa quella naturale (sopra) da quella artificiale (sotto). Le immunoglobuline di classe G circolano nel sangue, mentre quelle di classe A si localizzano nelle mucose della bocca, nelle vie aeree, nella gola e nell’intestino del neonato. Gli anticorpi che la madre passa al figlio hanno una breve durata, per questo è fondamentale che il bambino venga vaccinato rispettando il calendario vaccinale, al fine di proteggere se stesso e chi lo circonda.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3068582/

STRESS, INFIAMMAZIONE E PATOLOGIE

Ho voluto cominciare con questo articolo perché la prima cosa che si può fare per la nostra SALUTE è la PREVENZIONE e per farlo è importante l’INFORMAZIONE. Persone non informate pensano che sia quasi, se non del tutto, inutile fare prevenzione perché l’insorgere di una malattia sembra inevitabile. Persone molto più informate capiscono quanto sia importante fare prevenzione ma pensano sia un investimento economico che non vale la pena fare. Per fortuna ci sono persone che pensano che la prevenzione sia la miglior soluzione per diminuire l’incidenza di qualsiasi tipo di patologia e sia il miglior investimento da un punto di vista economico, in quanto, eviterebbe il grande carico economico per le cure e le assistenze, oltre ad alleviare il notevole carico emotivo che le malattie si portano dietro.

Per fare prevenzione, bisogna partire soprattutto dallo stress che è stato definito “il male del XXI secolo” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma altro non è che una risorsa preziosa per il nostro corpo in quanto per definizione lo stress è “la risposta non-specifica del corpo ad ogni domanda di cambiamento” (Hans Seyle, 1936). Ciò che ha portato alla trasformazione dello stress in un mostro purtroppo deriva dalle troppe fonti di stress che abbiamo ogni giorno, i ritmi frenetici, le cattivi abitudini alimentari e una pressione psicologica, a livello sociale, fortemente incidente sulle nuove generazioni.

Uno stress, soprattutto se prolungato, può attivare in vari modi una risposta eccessiva, cronica, o sbagliata, del sistema immunitario. Le cellule sotto stress rilasciano sostanze chimiche che possono portare a malattie infiammatorie e allergiche come la sindrome dell’intestino irritabile, l’asma, le allergie alimentari pericolose per la vita e le malattie autoimmuni.

Condizioni infiammatorie croniche presentano un rischio significativamente maggiore di neoplasie. Inoltre, molti tumori hanno un microambiente infiammatorio che è un promotore tumorale ben consolidato che contribuisce alla crescita del cancro, all’angiogenesi e alla resistenza all’apoptosi. L’ infiammazione si sincronizza con la rigenerazione dei tessuti per indurre i riarrangiamenti della sequenza del DNA. I tessuti cronicamente infiammati che si rigenerano continuamente hanno quindi un aumentato rischio di mutagenesi e trasformazione maligna. Inoltre, la rapida divisione delle cellule tumorali in un microambiente infiammatorio può anche acquisire mutazioni, che hanno dimostrato di contribuire alla resistenza ai farmaci e alla recidiva della malattia. Infine, la rigenerazione tissutale indotta dall’infiammazione sensibilizza i tessuti ai danni sul DNA causati da esposizioni ad inquinanti ambientali e chemioterapici.

Ci stiamo facendo sempre più male!

Questo è ciò che vorrei fare: sensibilizzare il lettore a una maggior prevenzione, a una maggior coscienza sociale e ad una maggior attenzione all’impronta ambientale che ognuno di noi lascia dietro di sé.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:

  1. Grivennikov SI, Greten FR, Karin M. (2010) Immunity, inflammation, and cancer. Cell. 140: 883–99. 10.1016/j.cell.2010.01.025
  2. Kiraly O, Gong G, Olipitz W, Muthupalani S, Engelward BP. Inflammation-induced cell proliferation potentiates DNA damage-induced mutations in vivo. PLoS Genet. 2015;11(2): e1004901. Published 2015 Feb 3. doi:10.1371/journal.pgen.1004901
  3. http://www.fondazioneperlascienza.ch/news/i-legami-fra-psiche-e-infiammazioni-quando-lo-stress-ci-fa-ammalare/54468a2f8e6d7
  4. Pohl CS, Medland JE, Moeser AJ. Early-life stress origins of gastrointestinal disease: animal models, intestinal pathophysiology, and translational implications. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2015;309(12):G927–G941. doi:10.1152/ajpgi.00206.2015
  5. https://sipnei.it/