Broken Nature

Broken Nature: Design Takes on Human Survival è il titolo della mostra che è stata in allestimento dal 01/03/2019 al 01/09/2019 per la XXII Triennale di Milano.

Con questo articolo cercherò di regalare qualche stralcio di questa bellissima mostra a chi non ha potuto visitarla.

Dopo una descrizione generale della mostra l’articolo approfondirà due dei temi trattati dalla mostra: “The Great Animal Orchestra” e “La Nazione delle Piante”.

Nell’articolo sono riportate alcune descrizioni tratte sia dalla brochure della mostra che dai pannelli descrittivi proprio per rendere il più possibile realistico questo breve percorso.

La mostra e i suoi contenuti

La mostra ha avuto come tema centrale lo studio dei rapporti uomo-natura con particolare riferimento alle diverse attività umane, agli impatti che ne sono derivati ed alla compromissione, a volte irreversibile, dell’equilibrio degli ecosistemi.

La distruzione dell’equilibrio uomo-natura mette seriamente a rischio la sopravvivenza del genere umano.

Oggi è impossibile, per il genere umano, immaginare un mondo senza le conquiste scientifiche e tecnologiche di cui usufruisce sebbene queste spesso siano un problema per l’ambiente.

La mostra indica in quale modo invece sia possibile sfruttare la scienza e la tecnologia per orientare l’uomo di oggi verso stili e scelte di vita che il più possibile garantiscano il recupero dei legami e degli equilibri con la natura e l’ambiente.

Un ruolo importante può giocarlo il design che, con soluzioni avveniristiche e che soddisfano il senso estetico, mette a punto soluzioni a basso impatto ambientale.

Di particolare fascino sono state però le due sezioni dedicate agli animali ed alle piante.

The Great Animal Orchestra

In  “The Great Animal Orchestra” è stato possibile ascoltare per circa due ore i suoni di diversi ambienti naturali estrapolati da più di 5000 ore di registrazioni del musicista e bioacustico Bernie Krause che in collaborazione con il collettivo inglese UVA (United Visual Artist)  ha creato  poi questo insieme meraviglioso.

In questo allestimento i suoni udibili dal visitatore sono accompagnati da immagini visive delle bande sonore di riferimento che scorrono lungo due pareti e per ogni picco acustico una scritta permette di collegare il verso all’animale di riferimento.

La visita di questa sezione avviene in un ambiente buio e dotato di divani, definito installazione immersiva, che consente al visitatore di essere pienamente coinvolto nell’orchestra di suoni offerta dalle registrazioni e che gli permette  di trasporsi, con l’immaginazione e la fantasia, nei luoghi da cui giungono le voci ed i canti.

Particolarmente suggestivi sono i suoni dell’ambiente sottomarino, con i canti delle magattere, la ricchissima orchestra della foresta amazzonica ed il delta artico con gli ululati dei branchi di lupi.

Due ore di immersione in questa sinfonia di suoni, con orchestre sempre differenti ma tutte in grado di produrre un insieme musicale di canti selvaggi ed atavici che rapisce l’ascoltatore, regalano sensazioni difficili da descrivere per l’intensità con cui penetrano nell’animo.

Accanto a questo mondo che ci sembra immutato ed intoccabile la tristezza di dieci minuti “Prima e dopo” che descrivono acusticamente la modificazione, purtroppo irreversibile, di alcuni ambienti naturali: un’area di foresta disboscata o un corso d’acqua prosciugato perdono progressivamente la loro coralità per divenire luoghi di un tetro silenzio interrotto sporadicamente da qualche solitario cinguettio a ricordarci che la perdita di biodiversità e di vita degli ambienti naturali è la nostra sconfitta.

La Nazione delle Piante

La sezione “La Nazione delle Piante” è interamente dedicata a questo regno spesso trascurato e sottovalutato. Si parte “dall’assunto che l’umanità per evitare un futuro catastrofico debba guardare alle piante in un modo nuovo usandole non solo per quello che possono offrirci ma per quello che possono insegnarci”.

La mostra ci fornisce quindi, con un percorso interattivo,  molte informazioni e curiosità sulla vita delle piante!

Intanto osserviamo qualche numero interessante che ci fa capire la straordinarietà di questo regno.

ALTEZZA: nessuno è alto come le piante, la Sequoia Hyperion è alta 115,92 m;

LONGEVITÀ: moltissime piante sono molto più longeve dell’uomo, pensiamo all’olivo o alla Gingko Biloba che possono superare i 2000 anni;

ESTENSIONE: il grande albero indiano di Banyan (Ficus benghalensis) è una gigantesca creatura verde, la sua chioma occupa un’area di 19.000 m2;

LUNGHEZZA: l’apparato radicale di una pianta di segale è composto da una capillare rete di filamenti che, se sommati in lunghezza, raggiungono 11.000 km, il doppio del Fiume Nilo;

ACCELERAZIONE: anche se sembrano immobili le piante sono dotate di grandi accelerazioni: il fiore Cornus canadensis espelle il proprio polline con una spinta di accelerazione 800 volte superiore a quella raggiunta da uno Space Shuttle.

PESO: il più pesante essere vivente non è la Balenottera Azzurra, come tutti pensano, ma una sequoia californiana il cui peso stimato è 1910 tonnellate!

I pannelli

Dai pannelli della mostra vi offro alcune curiosità.

Le piante non si possono spostare e per questo motivo, per capire tutto ciò che avviene intorno a loro, hanno sviluppato un numero elevato di sensi, almeno 13 oltre ai nostri 5! Una pianta può misurare con precisione l’umidità del terreno ed individuare così fonti d’acqua anche molto distanti, può percepire la gravità, i campi elettromagnetici e la presenza di sostanze chimiche.

Anche le piante sono in grado di percepire i suoni ma lo fanno senza orecchie… le vibrazioni della terra possono essere captate da tutte le cellule della pianta. Si è visto che alcune frequenze, fra 100 e 500 Hz favoriscono la germinazione dei semi e l’allungamento della radice. In un recente esperimento si è visto che basta far ascoltare alla pianta la registrazione di un bruco che mangia una foglia perché questa attivi i meccanismi di difesa chimici!

Le piante hanno meccanismi di sostegno reciproco: un seme di quercia si può sviluppare nel sottobosco, dove la quantità e qualità di luce non sono sufficienti ad attivare la fotosintesi, grazie alle piante vicine, appartenenti allo stesso clan, che con un sistema di radici sotterranee ramificatissime forniscono alla giovane pianta tutto il nutrimento necessario fino a quando non sia autosufficiente.

La pianta del caffè ha capacità straordinarie…per aumentare l’efficienza di impollinazione. Il suo nettare contiene caffeina ed il fiore del caffè è in grado di percepire l’abilità impollinatrice dell’insetto. Se l’insetto è un bravo impollinatore la pianta aumenta la quantità di caffeina nel nettare così da attivare il cervello dell’insetto che è indotto a tornare. Viceversa se l’insetto è un impollinatore inefficiente la pianta riduce la caffeina per evitare che l’insetto torni!

Anche le piante dormono…molti movimenti delle piante seguono ritmi giornalieri simili alle nostre fasi di sonno e veglia.

Le piante cooperano…in un video offerto dalla mostra molti girasoli cooperano per sollevare un peso.

Le piante hanno la percezione dell’ambiente circostante: in un video si osservava una pianta di fagiolo in grado di individuare un palo presente nella stanza da utilizzare come supporto per la propria crescita.

Ci sarebbe da scrivere ancora molto ma concludo l’articolo con un rimando all’immaginario e meraviglioso discorso, scritto da Stefano Mancuso, che le piante potrebbero tenere alle Nazioni Unite: ascoltatelo su internet o leggetelo, è straordinario.

Bibliografia

La Nazione delle Piante, Stefano mancuso

La Mostra “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”

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