Ballerina, sì “il direttore d’orchestra” della tua vita. Essere “magri” non vuol dire non mangiare!! No al “tunnel nero”

Ehi tu ballerina / o, si parlo proprio con te. Stai tranquilla, non ti parla il dottore, la nutrizionista, ma la dott.ssa Lucia Mattera in veste di ex danzatrice. Non voglio dirti cosa mangiare e non voglio assolutamente che diventi grassa e brutta. Voglio solo farti riflettere.

Ascolta, si lo so, la danza è tutta la tua vita, altrimenti non passeresti ore ed ore a provare e riprovare mentre tutti i tuoi coetanei si divertono iniziando a bere e ad andare in discoteca. Non sorrideresti, quando, durante uno spettacolo, pouf, le bolle si aprono e, ahimè sei sul palco, devi continuare a danzare e a sorridere per trasmettere la tua emozione al pubblico e per portar a buon fine lo spettacolo, ma in cuor tuo stai “morendo”. Continui, fin quando, non appena varchi le quinte dici “parolacce” asciughi il sangue, il sudore, ed a volta le lacrime (frutto, spesso, di un connubio perfetto tra emozione, stress e dolore), poni i medicamenti sulle bolle, ti mascheri del sorriso e sei pronta per ricominciare il secondo tempo. Torni a casa, benedetta acqua e sale, ghiaccio e pastrocchi simili “salva vita”.

Ascoltami bene adesso, lo so, nella danza, in particolare classica, ci sono tante regole, spesso dure e purtroppo, a volte, i modelli ci portano a cadere nel non mangiare o, peggio, nel mangiare e vomitare per poter mantenere o diminuire quella forma. Fanciulle care, conoscete il detto, sbagliando s’impara? Beh, sappiate che esistono delle “pozioni magiche” per potervi nutrire e restare nel “peso ideale” imposto. Ma vi ricordo, perché lo sapete bene, che una vera danzatrice non è un peso od un corpo ideale, lo è quando riesce ad emozionarsi e ad emozionare mentre danza, quando raggiunge una simbiosi con la musica, con il centro della terra. Riesce ad arrivare in equilibrio con l’Universo, sinonimo ecclettico di meditazione.

Ricordo con piacere commovente, l’elisir di piacere che una ballerina prova, quando chiude gli occhi, si lascia trasportare dalla musica e dalle sue emozioni…si ha realmente l’impressione di fluttuare nel cosmo. La stessa emozione, me l’ha trasmessa mio padre nell’ascoltare e farsi trasportare dall’opera lirica. Dunque, il discorso vale per ognuno di noi che provando emozioni, medita anche se non lo sa.

Sai che quando danzi componi un’opera d’arte? Dai movimento alla musica, sei speciale come lo è l’epigenetica per te che dà movimento ai tuoi geni. Ecco, sai cosa accade ad essi, alle tue cellule, al tuo corpo e alla tua anima se continui a non nutrirli o a farlo male? Puoi trovarti, senza saperlo, nel tunnel nero dell’anoressia e / o bulimia, modifichi la tua epigenetica.

Ti racconto un’esperienza di una mia cara amica. Ha così fatto indebolire i suoi geni, quindi parte del suo corpo, delle sue ossa, che una caduta forte e violenta, ma “banale”, l’ha costretta ad abbandonare un sogno, quello di divenire una grande ballerina. Ti confido però, che anche io ora non danzo più ma la danza mi ha donato la possibilità di inseguire un altro sogno, un’altra passione. Si tratta di un altro tipo di arte, della scienza, della ricerca.

La danza ti dona la forza e l’energia di affrontare la vita sempre con il sorriso, che sia una maschera o meno, il sol fatto di sorridere ci nutre d’amore e il sol fatto di provare emozioni così forti e genuine fanno bene alla nostra mente e al nostro corpo.

Rifletti, i tuoi geni, il tuo corpo, la tua epigenetica non sei altro che tu, e perfino in condizioni avverse è tua alleata. Ebbene, i sofisticati meccanismi del tuo corpo, vanno avanti, riparano i danni e permettono all’epigenetica, “il nostro direttore d’orchestra”, di dirigere il nostro destino. Ed anche se il danno risulta cronico, giorno dopo giorno, proprio come te, che non abbandoneresti mai il palcoscenico, continuano. A lungo andare il continuare in “note discordanti” non va mai bene, prima o poi si crolla in “malattia”.

Voglio, dunque, dirti, meravigliosa creatura, che devi far danzare in modo armonico anche i tuoi geni, non solo il tuo corpo. Non donare emozioni solo al pubblico, fallo prima per te e poi per il tuo pubblico.

Vola e fallo leggere alle tue colleghe, amiche o insegnanti, alcune delle quali sono, forse, le prime che hanno bisogno di ricordarsi quanto speciali siano, siamo e siete e, quanto prezioso sia nutrire i nostri geni. Affidati a specialisti in nutrizione locali, sono loro le “pozioni magiche” non spegnere la stella che è in te. Prendi le bacchette e si direttore dello spettacolo della tua vita.

Ti saluto collega,

Lucia Mattera

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