Approccio nutrigenetico all’obesità del cane.

Nelle nazioni maggiormente sviluppate lo stile di vita poco attivo e la maggiore disponibilità di alimenti ad alto contenuto energetico hanno fatto sì che l’obesità sia diventato un vero e proprio problema di salute non solo per gli uomini, ma anche per i cani: negli Stati Uniti quasi la metà degli animali sono in sovrappeso o obesi e in Italia, anche se non sono disponibili dati ufficiali, la situazione non è molto diversa.

I cani sovrappeso o obesi hanno sicuramente hanno una minore aspettativa di vita rispetto ai soggetti normopeso, inoltre hanno una maggiore probabilità di manifestare patologie direttamente collegate al peso eccessivo, come il diabete, le malattie cardiovascolari e respiratorie. l’artrosi ed i disturbi ortopedici in generale. la sindrome metabolica e perfino alcune forme di cancro.

L’obesità è una malattia che ha due componenti, una ambientale, che coincide con lo stile di vita del cane (che comprende anche quanto cibo viene fornito all’animale o a cui ha accesso) e una componente genetica.

Studiando la componente genetica della malattia, è stato visto che l’ingestione di particolari alimenti può indurre l’aumento di peso interagendo direttamente con il DNA, attivando o disattivando particolari geni.

Per questo motivo l’alimentazione de cane può essere considerata un fattore di rischio ambientale fondamentale per l’insorgenza dell’obesità: infatti essa influenza direttamente la componente genetica, rappresentando a tutti gli effetti un potente strumento di prevenzione e trattamento della patologia.

Alimentare i cani con particolari alimenti può far aumentare o diminuire il rischio di aumento del peso! Per esempio, nei soggetti predisposti, alimenti ad alto indice glicemico, come il mais o il riso brillato possono aumentare il rischio obesità, così come la soia, la carne di pollo o il grano.

Al contrario, altri alimenti, o nutrienti, prevengono l’aumento del peso o facilitano la diminuzione della massa grassa eventualmente già presente, come gli acidi grassi Omega-3, l’olio di cocco e la L-carnitina.

Alla luce di queste conoscenze, la nutrigenomica ci offre un nuovo approccio per affrontare il problema dell’obesità nei cani: per favorire la perdita di peso si devono eliminare, o comunque ridurre, dall’alimentazione giornaliera tutti quegli alimenti che potrebbero portare all’accumulo di grasso, mentre si deve aumentare la quantità di quelli che, al contrario, promuovo la diminuzione della massa grassa o ne rendono difficile l’accumulo.

Secondo la nutrigenomica quindi combattere l’obesità nei cani significa nutrirli con alimenti migliori, tutto questo però non basta se non è affiancato ad un adeguato esercizio fisico giornaliero.

Infatti l’aumento dei casi di obesità all’interno della popolazione canina è dovuto soprattutto al fatto che oggi i cani si muovono di meno rispetto al passato: anche loro, come gli umani, sono diventati troppo sedentari!

L’obesità quindi si può combattere con un’alimentazione adeguata affiancata ad uno stile di vita non troppo sedentario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *