Tiroide, alimentazione e salute, una correlazione univoca!

Gli ormoni secreti dalla tiroide: T3 e T4 (sotto controllo del TSH) stimolano il METABOLISMO in generale. Questi, una volta rilasciati in circolo, si legano a proteine recettrici nucleari degli ormoni tiroidei, determinando diversi effetti:

  • sulla trascrizione di molti geni responsabili della sintesi proteica;
  • sullo sviluppo fetale a livello sia mentale che scheletrico, infatti nei primi 3 mesi di gravidanza, l’ipotiroidismo può essere molto pericoloso perché può compromettere un normale sviluppo del Sistema Nervoso Centrale del feto;
  • sull’osso, stimolando il tourn over osseo, infatti un eccesso di ormoni tiroidei può portare ad osteoporosi;
  • sul metabolismo dei carboidrati e dei grassi, infatti gli ormoni tiroidei sono agenti disaccoppianti, che aumentano la spesa di ossigeno, il consumo di grassi e la produzione di calore, essendo responsabili del mantenimento della temperatura corporea;
  • sul sistema cardiovascolare,  aumentando il ritmo cardiaco, respiratorio e la contrazione muscolare;
  • sull’eritropoiesi e il riassorbimento di molte vitamine.

Inoltre le cellule parafollicolari della tiroide producono anche un altro ormone, la Calcitonina, la quale partecipa alla diminuzione del livello di calcio ematico e alla sua fissazione nel tessuto osseo. Il suo rilascio infatti è stimolato da un’alta concentrazione di calcio ematico. La tiroide, per la sua funzionalità, necessita di vitamine e minerali specifici per svolgere correttamente il suo lavoro, ed è per questo che la sua salute dipende da una sana alimentazione. Infatti la ricerca ha dimostrato che esistono alcuni nutrienti chiave per il corretto svolgimento dell’attività tiroidea:

  • Lo Iodio (contenuto principalmente nella alghe e nei frutti di mare): infatti, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3) sono gli ormoni iodati più importanti che abbiamo;
  • Il Selenio (contenuto principalmente nel pesce, nella frutta secca, cereali integrali e legumi): infatti gli enzimi contenenti selenio proteggono la ghiandola tiroidea quando ci troviamo in situazioni di stress. Il selenio inoltre aiuta a regolare la sintesi degli ormoni, facilitando la conversione di T4 in T3, quest’ultimo più accessibile;
  • Il Rame (contenuto nelle mandorle, frutti di mare o frattaglie): necessario per contribuire alla produzione di TSH;
  • Vitamine Antiossidanti, quali A, E, C (presenti in frutta fresca e verdure e olii): necessarie per mitigare lo stress ossidativo in un processo costante e quotidiano;
  • Le vitamine del gruppo B tra cui la B2, B3 e la B6 (presenti nei cereali integrali, germe di grano, semi oleogininosi, legumi e pollame): necessarie per la produzione di T4.

Dunque i cibi contenenti le vitamine e i minerali, sono fondamentali per contribuire ad avere una tiroide sana e una corretta funzione tiroidea o in caso di ipotiroidismo, il quale si manifesta con sonno prolungato, spossatezza muscolare , diminuzione della gittata cardiaca e del volume del sangue, perdita di capelli e aumento del peso corporeo.

Ma d’altro canto però, esistono degli alimenti che potrebbero compromettere la funzione tiroidea e quindi sono sconsigliati in caso di scompenso tiroideo. Questi alimenti sono:

  • La Soia, in quanto gli isoflavoni di soia possono inibire l’enzima perossidasi tiroidea (TPO), che permette l’ossidazione dello iodio che attivato si può legare ai residui tirosinici della tireoglobulina , permettendo la produzione dell’ormone tiroideo. In particolare, tale problema si verifica con i livelli di iodio insufficienti; se invece i livelli di iodio sono adeguati, mangiare soia non dovrebbe essere un problema.
  • Verdure del genere Brassica, in quanto cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli e cavoli, nonostante siano ricchi di vitamine utili per la salute della tiroide (vitamina C e beta-carotene), potrebbero ostacolare la produzione dell’ormone tiroideo in modo simile alla soia, attraverso la presenza di composti classificati come goitrogeni, ovvero contenenti antinutrienti che inibiscono la funzione tiroidea interferendo con il metabolismo dello iodio; questi composti si trovano in piccole quantità in molti altri alimenti tra cui spinaci, arachidi, e fragole. Questi cibi si possono comunque mangiare a patto che vengano abbinati ad alimenti ricchi di iodio.
  • Glutine, in particolare sconsigliato nei casi di tiroidite autoimmune, in quanto può a lungo andare, aumentare la permeabilità intestinale, che sembra essere il difetto principale nei processi di autoimmunità, poiché la maggiore permeabilità intestinale aumenta la probabilità che i fattori ambientali interagiscano negativamente con i fattori genetici che predispongono alla malattia.

 

Bibliografia

Anatomia dell’uomo – edi-ermes

www.alimentazioneinequilibrio.it

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK285560/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *