Tutti i segreti per una tintarella invidiabile e salutare

Dopo il lungo freddo invernale, l’arrivo della bella stagione e del caldo aumentano particolarmente la voglia di prendere il sole. Creme solari e oli abbronzanti diventano le “spiagge” più ricercate per un’abbronzatura invidiabile, ma non tutti sanno che la preparazione alla tintarella passa anche da tavola: infatti, grazie alle specifiche proprietà nutrizionali di alcuni cibi, una corretta e mirata alimentazione aiuta la pelle ad assumere quel colore dorato a cui tante e tanti aspirano. Il segreto consiste nell’aumentare il consumo di questi cibi che favoriscono particolarmente l’intensità della vostra abbronzatura almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’esposizione e proseguire durante tutto il periodo in cui si pensa di prendere maggiormente sole.

Il modo più facile e veloce per riconoscere i cibi con un buon potere abbronzante è guardare il loro colore:  frutta e verdura arancione o rossa sono tendenzialmente ricchi di betacarotene e vitamina A. Il beta carotene appartiene alla categoria dei carotenoidi, pigmenti vegetali che rappresentano i precursori della vitamina A (retinolo). Il beta carotene è uno dei nutrienti più importanti in quanto stimola la formazione della melanina che, oltre a regalare un colorito più scuro, protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari. Le carote sono il cibo più ricco vitamina A, per cui basterà  inserire nella vostra dieta 100 gr di insalata di carote per far intensificare il vostro colorito. Aggiungete alla dieta anche albicocche, peperoni, ciliegie, cocomeri, meloni e pomodori.

È bene integrare la Vitamina C durante l’estate perché è un ottimo antiossidante in grado di combattere l’invecchiamento della pelle, processo spesso accelerato dagli effetti dei raggi del sole. Con un buon carico di cibi antiossidanti (frutti di bosco, papaya, kiwi) la pelle si manterrà giovane e abbronzata.

Per tener lontani dalla vostra pelle pericolosi eritemi e irritazioni cutanee e aiutare soprattutto la pelle a restare elastica, ci vengono in aiuto cibi ricchi di Omega 3: via libera, quindi, a pesce, avocado, noci e salmone. Ed è a proposito del salmone che è bene ricordare il suo contenuto di astaxantina,  sostanza protettiva della cute e dell’occhio, molto efficace contro il danno da radiazioni solari.

A tavola, in estate, non devono mai mancare i pomodori, perché ricchi anche di licopene che in caso di prolungata esposizione ai raggi ultravioletti, esercita un’azione protettiva sulla pelle: quindi  sono consigliati soprattutto i concentrati di pomodoro.

Per assicurarvi una tintarella naturale garantendovi allo stesso tempo una protezione dai raggi solari, è importante assumere micronutrienti quali luteina, vitamina E e selenio: la prima, particolarmente presente negli spinaci, è utile nel prevenire i danni solari agli occhi; la seconda, la vitamina E, è un potente antiossidante, presente in quantità negli oli vegetali e nella frutta secca; ed infine il selenio,  contenuto soprattutto nei cereali (riso, kamut, orzo, mais) è un oligoelemento con specifica attività scavenger, ovvero funge da spazzino, che insieme alla vitamina E protegge dal danno da radicali liberi, causa dell’invecchiamento della pelle.

Per avere una pelle abbronzata, idratata ed elastica, oltre a seguire un’alimentazione mirata, è fondamentale bere tantissima acqua, soprattutto per integrare i liquidi che si perdono.

Affianco a tutti questi accorgimenti alimentari, non bisogna mai dimenticare altri preziosi consigli: fornitevi sempre di una buona crema con protezione adeguata al vostro fenotipo; evitate le ore più calde per esporvi; astenetevi da lunghe maratone sotto il sole perché, per quanto il sole faccia bene, persino al vostro buon umore, esso va preso sempre con moderazione.

Attualmente ci sono versioni contrastanti sull’esposizione al sole: da un lato alcuni studi hanno confermato che l’esposizione aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle; dall’altro lato, nuovi dati hanno dimostrato che l’esposizione al sole determina un aumento dei livelli di vitamina D, riducendo il rischio di sviluppare tumori di altri organi.

Ma che cosa accade al vostro organismo quando vi abbronzate? L’abbronzatura della pelle (melanogenesi) si può considerare un meccanismo naturale di difesa dai raggi ultravioletti (UV) che la cute mette in atto quando siete colpiti dai raggi solari (e delle lampade abbronzanti) mediante la produzione di melanina. La melanina, pigmento prodotto da cellule specializzate dette melanociti, è diversa per quantità e qualità a seconda dei diversi fototipi di pelle e del loro DNA cellulare. La chiave dell’abbronzatura risiede nelle differenti caratteristiche dei raggi UV-B a onde corte e dei raggi UV-A a onde lunghe e della loro interazione.

Nonostante l’effetto di difesa dell’abbronzatura, le lunghe esposizioni al sole fanno si che i raggi UV riescano a penetrare e a raggiungere il derma determinandone effetti negativi: ne è un esempio l’invecchiamento della pelle dovuto alla degenerazione della elastina e del collagene, le due proteine che danno sostegno ed elasticità alla pelle determinando rughe, pieghe d’espressione più visibili e solchi. Tra gli effetti negativi, c’è un aumento del rischio di sviluppo dei tumori meno aggressivi, soprattutto quando le scottature sono avvenute in età infantile. I raggi UV possono danneggiare il DNA delle cellule della pelle perché alterano le basi azotate, formando legami anomali. Queste alterazioni, se non vengono poi riparate, possono impedire la normale replicazione del DNA e portare alla comparsa di mutazioni oppure possono provocare una crescita cellulare incontrollata determinando la formazione di masse tumorali.

Esistono tre principali tipi di tumore della pelle: i carcinomi basocellulari, i carcinomi spinocellulari e i melanomi.

Il melanoma è la forma più grave dei tumori della pelle, ed è particolarmente pericoloso perché rispetto ad altri tumori cutanei può dar luogo con maggiore probabilità a metastasi in cui le cellule tumorali possono staccarsi dalla zona d’origine e raggiungere i linfonodi più vicini (ascelle, inguine e collo) oppure, attraverso la circolazione sanguigna, qualsiasi altro organo. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo dei melanomi, si osservano:

– una predisposizione familiare;

– occhi, capelli e pelle chiara: queste persone durante esposizioni solari intense si scottano con facilità, ma non si abbronzano;

– la presenza di lentiggini o di nei, soprattutto se sono grossi, dai bordi irregolari, di forma e colore variabile o in gran quantità.

Molto spesso è stato visto che i melanomi hanno origine da nei della pelle che possono essere presenti fin dalla nascita oppure da nei atipici (macchie displasiche).

La mortalità per melanoma è per fortuna in calo per una maggiore sensibilità all’autocontrollo di nei nuovi e anomali e grazie anche all’asportazione chirurgica che sembra essere risolutiva per questo tipo di problematiche.

Alla luce di quanto detto è bene seguire una serie di accorgimenti per abbronzarsi nel modo giusto al fine di limitare il rischio di effetti negativi del sole durante la tintarella. Prima di tutto, non abbiate fretta di abbronzarvi  perché l’organismo deve avere il tempo di produrre la melanina e cercate di scegliere sempre una crema solare adeguata. Nello specifico, soprattutto se si ha la pelle chiara (e capelli biondi o rossi), è consigliabile usare nei primi giorni di sole una crema ad alta protezione (tra i 30 e i 50) per poi passare dopo qualche giorno a una protezione media (15 e 20). I tipi mediterranei, invece, (capelli castani, occhi scuri e pelle olivastra) possono utilizzare fin dai primi giorni protezioni medie (10-15) e dopo 4-5 giorni di esposizione possono passare a protezioni basse (filtri da 6 a 10). Meglio spalmare la crema almeno 15 minuti prima di esporvi al sole e rinnovatela ogni due ore, ricordandovi che la dose minima necessaria equivale a circa 36 grammi di prodotto. Non utilizzare residui di vecchie creme solari perché i filtri solari, soprattutto quelli chimici, sono soggetti a degradazione.

“LE INDICAZIONI CONTENUTE IN QUESTO SITO NON DEVONO IN ALCUN MODO SOSTITUIRE IL RAPPORTO CON IL MEDICO. E’ PERTANTO OPPORTUNO CONSULTARE SEMPRE IL PROPRIO MEDICO CURANTE E/O LO SPECIALISTA”

 

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